Giacomo Pedrini chiude a Spa-Francorchamps un altro weekend importante nella GT CUP EUROPE

Giacomo Pedrini ha concluso il weekend di Spa-Francorchamps della GT CUP EUROPE 2026 con una doppia top-10 e un quinto posto di classe al volante della Porsche 992 GT3 Cup del team Ebimotors. Sul difficile circuito belga, condizionato da pioggia e condizioni meteo molto variabili, il giovane pilota romagnolo ha confermato i progressi già mostrati a Portimão, gestendo con maturità due gare complesse e continuando il proprio percorso di crescita nel panorama GT europeo.

 

Giacomo Pedrini chiude a Spa-Francorchamps un altro weekend importante nella GT CUP EUROPE

Giacomo Pedrini chiude a Spa-Francorchamps un altro weekend importante nella GT CUP EUROPE

 

A Spa-Francorchamps Giacomo Pedrini ha vissuto un weekend più difficile del previsto

Spa-Francorchamps non concede mai una gara semplice.

Anche quando il sole illumina il circuito delle Ardenne, basta poco perché tutto cambi improvvisamente. La pioggia arriva in pochi minuti, la temperatura dell’asfalto si abbassa e ogni punto di frenata modifica completamente il comportamento delle vetture.

Nel secondo appuntamento della GT CUP EUROPE 2026, Giacomo Pedrini si è trovato proprio dentro questo scenario.

Un fine settimana tecnico, complicato e spesso difficile da interpretare anche per i piloti più esperti.

Eppure il diciassettenne cesenate è riuscito ancora una volta a portare a casa un risultato concreto, confermando quanto di buono aveva già mostrato nel round inaugurale di Portimão.

Il weekend belga non ha regalato podi o grandi exploit.

Ha però raccontato qualcosa di forse ancora più importante: continuità, lucidità e capacità di adattamento.

Aspetti che diventano fondamentali in un campionato competitivo come la GT CUP EUROPE.

Spa-Francorchamps una pista che richiede esperienza

Il passaggio alla Porsche 911 GT3 Cup sta rappresentando una delle sfide principali della stagione di Pedrini.

Non tanto per la velocità pura, quanto per il modo in cui questa vettura richiede di essere guidata.

La Porsche 992 GT3 Cup pretende precisione, sensibilità e soprattutto fiducia nei tratti più veloci. A Spa-Francorchamps tutto questo emerge ancora di più.

Curve come Eau Rouge-Raidillon, Blanchimont o il lungo tratto del Kemmel obbligano il pilota a trovare un equilibrio continuo tra aggressività e controllo.

Ed è proprio qui che il lavoro fatto insieme al team FAEMS by Ebimotors assume valore.

Durante il weekend belga Pedrini ha infatti dovuto convivere con condizioni della pista completamente diverse tra una sessione e l’altra. Le prove libere si sono disputate sul bagnato, mentre Gara 1 si è corsa sull’asciutto.

Una situazione che rende difficile anche trovare il setup ideale della vettura.

Lo stesso pilota ha spiegato come il feeling con la Porsche non fosse ancora completamente a posto durante tutto il fine settimana.

Ma nonostante questo sono arrivati risultati importanti.

L’ottavo posto di Gara 1 nasce da una corsa pulita costruita senza errori

L’ottavo posto assoluto conquistato in Gara 1 racconta molto bene il tipo di weekend affrontato da Pedrini e Martinelli.

Non è stata una gara costruita sull’attacco continuo o sui sorpassi spettacolari. È stata invece una corsa gestita con intelligenza.

Pedrini ha affrontato il primo stint senza errori, mantenendo un ritmo costante su una pista che obbliga i piloti a restare concentrati in ogni settore. Spa-Francorchamps infatti non permette distrazioni. Un piccolo errore può compromettere velocità, gomme e risultato nel giro di pochi secondi.

La Porsche numero 27 del team Ebimotors ha così chiuso dentro la top-10 grazie a una prova molto pulita.

E in un campionato europeo GT questo tipo di risultato ha un peso importante.

Perché la continuità diventa spesso decisiva durante la stagione.

Anche il decimo tempo assoluto ottenuto in Qualifica 1 conferma come l’equipaggio italiano sia riuscito a restare competitivo in un contesto particolarmente equilibrato.

La pioggia di Spa ha trasformato Gara 2 in una corsa da interpretare giro dopo giro

Se Gara 1 era stata tecnica, Gara 2 si è trasformata in una vera gara di sopravvivenza sportiva.

La pioggia caduta sul circuito belga ha cambiato completamente il livello di difficoltà della corsa.

L’asfalto di Spa-Francorchamps, già complesso normalmente, con l’acqua diventa uno dei più difficili da interpretare del motorsport europeo. Il grip cambia continuamente e ogni curva può offrire condizioni diverse rispetto al giro precedente.

Partito dalla tredicesima posizione dopo Qualifica 2, l’equipaggio della Porsche numero 27 ha costruito una rimonta importante nella prima parte della gara grazie a Matteo Martinelli, capace di risalire fino alla quarta posizione.

Poi però le condizioni sono peggiorate ulteriormente.

Quando Pedrini è salito in macchina la pista era diventata ancora più scivolosa e difficile da leggere. Nel finale l’ingresso della Safety Car ha inoltre ricompattato il gruppo, aumentando ulteriormente la pressione negli ultimi minuti della corsa.

In queste situazioni il rischio di commettere errori cresce enormemente.

Pedrini invece ha scelto un approccio molto razionale.

Ha preferito non forzare troppo, evitando rischi inutili e portando la vettura al traguardo in una situazione estremamente complicata.

Il quinto posto di classe ottenuto al termine del weekend assume quindi un significato importante soprattutto dal punto di vista della maturità.

Pedrini ha scelto di non forzare nel momento più delicato del weekend

Uno degli aspetti più interessanti del weekend di Spa riguarda probabilmente il modo in cui Pedrini ha analizzato le gare.

Nelle sue dichiarazioni non c’è ricerca di alibi.

C’è piuttosto la consapevolezza di trovarsi dentro un percorso di crescita ancora in evoluzione.

“Oggi abbiamo trovato condizioni di pista davvero particolari. La qualifica si è disputata su pista umida, poi in gara siamo partiti con le slick mentre pioveva leggermente, ma giro dopo giro la pioggia è aumentata rendendo l’asfalto sempre più scivoloso e diminuendo molto il grip. Sono salito in macchina nel momento più difficile della corsa e ho preferito non prendere rischi, cercando soprattutto di evitare errori, in particolare dopo la ripartenza seguita alla Safety Car”.

Parole molto lucide.

Soprattutto perché mostrano attenzione alla gestione della gara e non soltanto al risultato finale.

Anche il commento sul setup della Porsche conferma un approccio realistico:

“In Gara 1, così come durante tutto il fine settimana, non eravamo ancora completamente a posto a livello di setup. Spa-Francorchamps è una pista molto difficile e non siamo riusciti a trovare il feeling ideale con la vettura. In ogni caso portiamo a casa un altro weekend importante per fare esperienza e continuare a crescere. Ora pensiamo a Misano con fiducia”.

È una dichiarazione che racconta bene il momento del pilota romagnolo.

La priorità resta costruire esperienza e consolidare il rapporto con la Porsche 992 GT3.

Dopo Spa-Francorchamps il passaggio a Misano può diventare molto interessante

Archiviato il weekend belga, la GT CUP EUROPE si sposterà ora a Misano.

E sarà un appuntamento particolarmente interessante per diversi motivi.

Dopo due weekend disputati su piste molto tecniche come Portimão e Spa-Francorchamps, il circuito romagnolo potrebbe rappresentare un contesto diverso anche dal punto di vista del feeling con la vettura.

Pedrini arriverà inoltre a Misano con maggiore esperienza sulla Porsche 911 GT3 Cup e con indicazioni più precise sul lavoro da fare insieme a Ebimotors.

I risultati ottenuti nelle prime gare della stagione mostrano infatti una crescita costante.

Prima il quarto posto di Portimão.

Poi la doppia top-10 di Spa-Francorchamps in condizioni estremamente difficili.

Sono risultati che non cambiano da soli gli equilibri della GT CUP EUROPE, ma confermano una direzione chiara.

Giacomo Pedrini sta costruendo il proprio spazio nel panorama GT europeo con metodo, lucidità e continuità. E su piste complicate come Spa-Francorchamps questo tipo di crescita si vede ancora di più.