Ferrari, Porsche e Lamborghini: le GT3 protagoniste nel Tempio della Velocità per l’International GT Open Monza 2026
Ferrari 296 GT3, Porsche 911 GT3 R, Lamborghini Huracán GT3 EVO2, Mercedes-AMG GT3, McLaren 720S GT3 Evo, BMW M4 GT3 EVO, Audi R8 LMS GT3 e Aston Martin Vantage GT3 saranno tra le protagoniste dell’International GT Open Monza 2026. Dal 25 al 27 settembre il circuito di Monza ospita il GT Open 500, gara endurance di 500 chilometri che porta nel Tempio della Velocità otto marchi e una griglia di 34 vetture GT3.

Ferrari, Porsche e Lamborghini: le GT3 protagoniste nel Tempio della Velocità per l’International GT Open Monza 2026
L’International GT Open Monza 2026 offre così qualcosa di diverso rispetto a molte altre categorie del motorsport: sulla stessa pista si incontrano automobili nate da progetti profondamente differenti, accomunate dal regolamento GT3 ma riconoscibili per architettura, impostazione e identità dei rispettivi costruttori.
Monza diventa il luogo ideale per osservarle una accanto all’altra. I lunghi rettilinei richiedono velocità, mentre le staccate delle varianti obbligano le vetture a essere stabili in frenata e precise nei cambi di direzione. È un confronto che va oltre il semplice risultato della gara e permette di vedere come Ferrari, Porsche, Lamborghini, Mercedes-AMG, McLaren e gli altri costruttori abbiano interpretato lo stesso regolamento partendo da automobili e filosofie differenti.
Otto marchi portano a Monza interpretazioni diverse della categoria GT3
La varietà è uno degli elementi che caratterizza maggiormente la griglia dell’International GT Open. Nella stagione 2026 sono rappresentati otto costruttori: Aston Martin, Audi, BMW, Ferrari, Lamborghini, McLaren, Mercedes-AMG e Porsche.
Non significa semplicemente vedere otto marchi differenti sulle carrozzerie. Significa mettere sullo stesso circuito modelli con motori, distribuzione delle masse e impostazioni progettuali differenti.
Una Porsche 911 GT3 R parte dall’inconfondibile architettura della 911; la Ferrari 296 GT3 nasce attorno a un V6 biturbo centrale; la Mercedes-AMG GT3 mantiene una configurazione con motore anteriore; la Lamborghini Huracán GT3 EVO2 conserva il carattere di una supersportiva con motore V10.
Il regolamento GT3 consente a queste vetture di confrontarsi all’interno della stessa categoria attraverso parametri studiati per mantenere il livello prestazionale sufficientemente vicino. Per il pubblico, però, le differenze rimangono visibili e rappresentano uno dei motivi principali per cui le competizioni GT conservano un rapporto diretto con l’immagine dei costruttori.
A Monza questo confronto sarà particolarmente ampio: l’organizzazione ha annunciato 34 vetture iscritte, distribuite nelle classi Pro, Pro-Am e Am.
Ferrari 296 GT3 a Monza con una presenza numerosa sulla griglia
La Ferrari 296 GT3 sarà una delle automobili maggiormente rappresentate nel GT Open 500. Per il costruttore di Maranello l’appuntamento di Monza assume un significato particolare anche per la presenza di diversi team e per la posizione occupata dalla Ferrari nella lotta per il campionato.
Tom Lebbon e Tom Emson arrivano infatti in Lombardia in testa alla classifica dell’International GT Open con 122 punti, dopo una stagione nella quale la coppia di Elite Motorsport ha raccolto risultati importanti.
Accanto alla vettura dei leader saranno presenti altre 296 GT3, comprese quelle schierate da AF Corse, uno dei nomi storicamente più legati alle attività sportive Ferrari nelle competizioni Gran Turismo.
La 296 GT3 rappresenta un netto cambio generazionale rispetto alla precedente 488 GT3. Il progetto parte dalla 296 stradale ma, come avviene per tutte le moderne GT3, la vettura da competizione viene profondamente modificata per rispondere alle esigenze della pista.
A Monza sarà interessante soprattutto osservare la Ferrari nel confronto diretto con vetture costruite attorno a concetti completamente differenti. Il circuito brianzolo non offre molte curve nelle quali recuperare un errore: perdere velocità all’uscita di una variante significa portarsi quello svantaggio lungo il rettilineo successivo.
Porsche 911 GT3 R porta in pista una formula che resta unica nella griglia
Se la Ferrari 296 rappresenta una delle interpretazioni più moderne della GT3, la Porsche 911 GT3 R continua a partire da un’impostazione che distingue la Porsche 911 da quasi tutte le concorrenti.
Il motore posteriore rimane uno degli elementi identificativi del modello e influenza il comportamento della vettura, soprattutto nelle fasi di frenata e accelerazione.
Pietro Armanni e Alex Fontana arrivano a Monza tra gli equipaggi protagonisti della stagione, ma il weekend brianzolo permette anche di osservare da vicino un’altra declinazione della 911. Nel GT Cup Europe, una delle categorie presenti nello stesso fine settimana, Giacomo Pedrini corre con FAEMS Team by Ebimotors sulla Porsche 911 (992) GT3 Cup numero 27, condivisa con Matteo Martinelli. Nel corso della stagione la coppia ha raccolto risultati solidi, compreso il quarto posto ottenuto a Misano e un’altra quarta posizione al Paul Ricard.

Ferrari, Porsche e Lamborghini: le GT3 protagoniste nel Tempio della Velocità per l’International GT Open Monza 2026
Per Pedrini, Monza rappresenta quindi un osservatorio privilegiato sul carattere della 911 in configurazione da gara. Una sua dichiarazione sulla stabilità in frenata, sulla trazione in uscita dalle varianti o più semplicemente sulle sensazioni di guida sul circuito brianzolo sarebbe particolarmente utile per dare all’articolo una voce diretta dal paddock.
Per Porsche il valore della GT3 R non è soltanto legato alle prestazioni. La 911 è probabilmente il modello che conserva il collegamento visivo più immediato tra automobile stradale e vettura da corsa.
Anche con carreggiate, aerodinamica e componenti sviluppati specificamente per le competizioni, la silhouette continua a essere immediatamente riconoscibile.
Sul rettilineo di Monza una Ferrari 296 e una Porsche 911 possono arrivare alla stessa frenata con prestazioni comparabili, ma lo fanno partendo da due concetti automobilistici quasi opposti. È proprio questa convivenza di soluzioni differenti a rendere interessante il regolamento GT3.
Lamborghini Huracán GT3 EVO2 cerca conferme dopo il successo di Hockenheim
Tra le vetture italiane presenti nel GT Open Monza 2026 ci sarà anche la Lamborghini Huracán GT3 EVO2.
Villorba Corse arriva all’appuntamento con Leonardo Moncini e Rodrigo Testa, reduci dalla vittoria conquistata a Hockenheim. La coppia aveva inoltre ottenuto il secondo posto nella precedente gara endurance da 500 chilometri disputata a Spa.
A Monza le Huracán saranno più di una. Leipert Motorsport rientra nell’International GT Open proprio per l’appuntamento italiano schierando una Huracán GT3 EVO2 per Brendon Leitch e Nicolas Stati.
La presenza della Lamborghini permette inoltre di mettere a confronto un’altra architettura meccanica con quelle delle rivali. La Huracán GT3 EVO2 utilizza un motore V10 aspirato, soluzione ormai rara nel panorama delle supersportive contemporanee e molto diversa dai propulsori turbo impiegati da Ferrari e McLaren.
A Monza, dove una parte rilevante del giro viene percorsa con l’acceleratore completamente aperto, il confronto tra queste differenti filosofie diventa ancora più evidente.
Mercedes-AMG GT3 punta sull’esperienza di un progetto costruito per le corse endurance
Anche la Mercedes-AMG GT3 avrà una presenza importante nel weekend brianzolo.
Christian Mansell e Maximilian Götz arrivano a Monza secondi nella classifica generale con 99 punti, 23 meno rispetto alla coppia Ferrari formata da Emson e Lebbon.
Il Team Motopark schiera inoltre altre Mercedes e per la gara italiana è stata annunciata anche una terza vettura affidata a Nikita Mazepin e César Gazeau.
La Mercedes-AMG GT3 appartiene a una filosofia diversa rispetto a Ferrari, Lamborghini, Porsche e McLaren. Il motore collocato anteriormente e il lungo cofano identificano immediatamente una vettura che mantiene molti degli elementi visivi della famiglia AMG GT.
Nelle competizioni GT il progetto Mercedes ha costruito negli anni una reputazione legata soprattutto alle gare di durata, dove affidabilità, facilità di guida e capacità di mantenere un passo costante assumono un valore fondamentale.
Il GT Open 500 di Monza, con una distanza maggiore rispetto alle normali gare del campionato, offre quindi un terreno particolarmente adatto a questo tipo di vettura.
McLaren 720S GT3 Evo porta nel GT Open la leggerezza del progetto inglese
Un’altra protagonista della parte alta della classifica è la McLaren 720S GT3 Evo.
Zac Meakin occupa la terza posizione della graduatoria piloti con 98 punti, mentre Dean Macdonald segue a quota 93.
La McLaren rappresenta forse una delle GT3 nelle quali il legame tra impostazione della vettura stradale e quella da corsa appare più naturale. Il motore centrale, la struttura molto compatta e l’attenzione alla distribuzione dei pesi fanno parte della filosofia originaria della 720S.
Naturalmente una GT3 non è semplicemente una supersportiva alla quale sono stati aggiunti un alettone e pneumatici da corsa. Telaio, sospensioni, aerodinamica, sistemi di sicurezza e gestione elettronica vengono sviluppati specificamente per l’impiego agonistico.
La forma della McLaren, però, rende ancora evidente il modello dal quale deriva e contribuisce alla varietà visiva della griglia dell’International GT Open.

Ferrari, Porsche e Lamborghini: le GT3 protagoniste nel Tempio della Velocità per l’International GT Open Monza 2026
BMW M4 GT3 EVO debutta nel GT Open proprio sul circuito di Monza
L’appuntamento italiano segna anche l’ingresso della BMW M4 GT3 EVO.
FAEMS Team by Nova Race ha scelto Monza per una partecipazione singola che servirà anche a valutare un possibile programma completo nel campionato 2027. La BMW sarà affidata a Giuseppe Forenzi e Ian Rodríguez.
La M4 GT3 EVO porta nella categoria un’altra soluzione con motore anteriore e una carrozzeria che conserva i principali elementi stilistici della BMW M4.
L’arrivo di un nuovo team è significativo soprattutto perché amplia ulteriormente un parco vetture già molto diversificato. A Monza la BMW entrerà direttamente in un confronto che comprende modelli sviluppati da alcuni dei reparti corse più esperti nel panorama GT internazionale.
La scelta del circuito italiano per questo debutto aggiunge inoltre un elemento interessante: pochi tracciati permettono di valutare con altrettanta chiarezza stabilità in frenata, efficienza sui rettilinei e capacità di accelerare bene fuori dalle varianti.
Audi R8 e Aston Martin Vantage completano una griglia senza un’unica formula vincente
Nell’International GT Open Monza 2026 troveranno spazio anche Audi R8 LMS GT3 e Aston Martin Vantage GT3.
L’Audi merita un’attenzione particolare perché la R8 LMS appartiene a una generazione di GT3 che ha raccolto successi per molti anni e continua a dimostrarsi competitiva nonostante l’arrivo di progetti più recenti.
ISR Racing sarà presente con Libor Milota e Filip Salaquarda. L’organizzazione stessa ha sottolineato come la R8 rimanga ancora competitiva, citando anche i risultati ottenuti nel corso della stagione.
L’Aston Martin Vantage aggiunge alla griglia un’altra interpretazione del concetto Gran Turismo. La presenza del marchio britannico contribuisce a rendere il GT Open un campionato nel quale non emerge una sola scuola tecnica dominante.
C’è spazio per vetture a motore anteriore, centrale e posteriore; per propulsori aspirati e turbo; per supersportive nate con un’impostazione estrema e modelli più vicini alla tradizione delle gran turismo.
I rettilinei e le grandi frenate di Monza mostrano il carattere delle GT3
Il circuito di Monza misura 5,793 chilometri e continua a essere uno dei tracciati dove la velocità sul dritto ha un peso maggiore.
Ridurre il Tempio della Velocità a una pista fatta soltanto di rettilinei sarebbe però sbagliato.
Le GT3 arrivano alla Prima Variante dopo uno dei tratti più veloci del giro e devono rallentare violentemente prima di cambiare direzione. Lo stesso avviene alla Roggia, mentre le due curve di Lesmo richiedono precisione per non compromettere la velocità sul tratto successivo.
L’Ascari e la Parabolica, oggi intitolata a Michele Alboreto, completano un giro nel quale l’efficienza della vettura deve convivere con stabilità e trazione.
Per questo Monza può mettere in evidenza differenze che su altri circuiti risultano meno immediate. Non necessariamente una vettura più veloce in rettilineo sarà anche la più efficace sull’intero giro: bisogna frenare bene, utilizzare i cordoli senza perdere controllo e soprattutto tornare sull’acceleratore rapidamente.
Il GT Open 500 trasforma il confronto tra le auto in una gara di durata
L’International GT Open non utilizzerà a Monza il tradizionale formato delle due gare.
Il circuito italiano, insieme a Spa-Francorchamps, ospita infatti uno dei due GT Open 500 della stagione: una singola corsa endurance di 500 chilometri.
La differenza non è soltanto nella distanza.
Una gara più lunga introduce variabili che nelle corse brevi incidono meno. La gestione dei pit stop, il traffico, la continuità dei piloti e la capacità della vettura di mantenere prestazioni costanti diventano parte integrante del risultato.
Per le GT3 significa mostrare una delle caratteristiche per cui queste automobili sono state progettate: correre a lungo mantenendo un livello prestazionale elevato.
È anche il motivo per cui molte delle stesse vetture possono essere incontrate nelle principali competizioni endurance internazionali. Il concetto GT3 ha costruito il proprio successo proprio sulla possibilità di far competere automobili di costruttori differenti mantenendo una base tecnica comune e costi più controllati rispetto ai prototipi.
Ferrari, Porsche e Lamborghini raccontano a Monza tre modi diversi di costruire una GT da corsa
L’International GT Open Monza 2026 diventa quindi qualcosa di più di una tappa di campionato.
Le 34 vetture attese permettono di vedere nello stesso weekend praticamente tutte le principali interpretazioni contemporanee del regolamento GT3.
Ferrari porta il V6 biturbo della 296 GT3, Lamborghini conserva il V10 aspirato della Huracán, Porsche continua a sviluppare l’architettura della 911, Mercedes-AMG e BMW scelgono il motore anteriore, mentre McLaren mantiene la configurazione centrale che caratterizza le proprie supersportive.
Audi R8 e Aston Martin Vantage aggiungono altri due progetti con storie e caratteristiche differenti.
È questa varietà a dare valore al weekend di Monza.
Non si tratta soltanto di stabilire quale equipaggio passerà per primo sotto la bandiera a scacchi. Sul circuito brianzolo si confronteranno otto costruttori che hanno interpretato in maniera diversa la stessa domanda: come trasformare una supersportiva in una macchina capace di correre, e vincere, nelle competizioni GT3.
Ed è proprio guardando Ferrari 296, Porsche 911, Lamborghini Huracán, Mercedes-AMG, McLaren 720S e BMW M4 affrontare gli stessi rettilinei e le stesse frenate che l’International GT Open mostra uno dei suoi aspetti più interessanti: permettere ad automobili profondamente diverse di parlare la stessa lingua della pista.






