Maserati MC12 GT1, a Imola tre livree e un podio tutto del Tridente
Tre Maserati MC12 GT1 hanno conquistato le prime tre posizioni della classe GT1B in entrambe le gare dell’Endurance Racing Legends 1 a Imola Classic 2026, finale della Le Mans Classic Series. Joe Macari, sulla numero 46 blu con decorazione Red Bull, ha vinto la classe sia sabato sia domenica, precedendo le MC12 di Kriton Lendoudis e Alexander Rittweger.

Maserati MC12 GT1, a Imola tre livree e un podio tutto del Tridente
Il blu della numero 46, il nero e turchese della Vitaphone, il rosso della Vodafone. All’Autodromo di Imola, le tre Maserati si distinguono immediatamente per i colori. Poi lo sguardo riconosce ciò che le unisce: il muso largo e basso, i passaruota pronunciati, l’abitacolo raccolto e l’ala posteriore che completa una sagoma nata per le competizioni.
A Imola Classic, organizzato da Peter auto e svoltosi dal 16 al 18 ottobre, quelle forme hanno ritrovato la pista. Il nostro racconto parte dalle tre vetture fotografate durante il fine settimana e dai risultati ottenuti, per tornare agli anni in cui la MC12 riportò il Tridente ai vertici delle gare GT.
Joe Macari e la Maserati MC12 blu si prendono la scena a Imola
La numero 46 di Joe Macari è la protagonista sportiva del gruppo. Il pilota ha concluso Gara 1 al quinto posto assoluto e Gara 2 al quarto, conquistando in entrambe le occasioni il successo nella classe GT1B. La distinzione conta: l’Endurance Racing Legends 1 riunisce anche prototipi, quindi il risultato di classe racconta il confronto fra vetture della stessa categoria.
Le classifiche finali identificano anche gli altri due piloti Maserati: Kriton Lendoudis sulla numero 11, indicata come MC12 GT1 del 2005, e Alexander Rittweger sulla numero 2, registrata come vettura del 2008. La numero 46 di Macari è riportata come modello del 2005.
| Pilota | Numero | Gara 1: assoluta / GT1B | Gara 2: assoluta / GT1B |
|---|---|---|---|
| Joe Macari | 46 | 5° / 1° | 4° / 1° |
| Kriton Lendoudis | 11 | 6° / 2° | 6° / 3° |
| Alexander Rittweger | 2 | 7° / 3° | 5° / 2° |
Lendoudis e Rittweger si sono quindi scambiati le posizioni alle spalle di Macari. Per Maserati, il bilancio è un podio di classe interamente occupato dalle MC12 in ciascuna delle due gare.

Maserati MC12 GT1, a Imola tre livree e un podio tutto del Tridente
Rosso, blu e turchese i tre colori delle livree della Maserati MC12
La vettura blu guidata da Macari porta sul cofano il marchio Red Bull, accompagnato dalle scritte D!etsmann; gli specchietti gialli introducono un contrasto netto con la carrozzeria. Nella nostra fotografia, il frontale restituisce tutta la larghezza della macchina, mentre il parabrezza sembra quasi ritagliato nella parte superiore della sagoma.
Sulla MC12 nera e turchese, le scritte Vitaphone, DHL e Medion costruiscono una composizione immediatamente riconoscibile. Le fasce gialle accompagnano i gruppi ottici e sottolineano il disegno del muso. È una livrea che permette di leggere bene le superfici, dalle aperture sul cofano alle grandi prese d’aria laterali.
La rossa Vodafone offre un’impressione differente. Il colore uniforme mette in risalto i volumi, mentre il simbolo bianco sul cofano diventa il centro visivo dell’immagine. Tre interpretazioni grafiche della stessa automobile, capaci di dare a ciascuna una presenza distinta.
Per un magazine che osserva anche lo stile dell’automobile, questo confronto è parte del racconto: nelle corse, colori e sponsor diventano memoria visiva. La storia sportiva del singolo esemplare richiede però documenti e identificazione del telaio, oltre alla riconoscibilità della sua decorazione.
Maserati MC12 la stradale nata per correre
La sigla MC12 significa Maserati Corse, dodici cilindri. Già nel nome si trova la direzione del progetto: una vettura pensata intorno al rapporto fra prestazioni e competizione.
L’archivio Maserati spiega che la versione Stradale fu realizzata per consentire l’omologazione nelle competizioni GT internazionali. Prodotta in 50 esemplari fra il 2004 e il 2005, utilizzava una base tecnologica condivisa con la Ferrari Enzo, rielaborata attraverso interventi su motore, telaio e aerodinamica.
La Stradale disponeva di un V12 con potenza dichiarata di 630 CV a 7.500 giri/min. È un dato riferito alla versione per uso stradale: le configurazioni da gara seguirono le prescrizioni dei regolamenti sportivi e la loro evoluzione.
Alla base c’era una struttura monoscocca in materiali compositi. La leggerezza e la rigidità erano elementi centrali di un’automobile nella quale anche le proporzioni rispondevano all’obiettivo di raggiungere prestazioni elevate.
La Maserati MC12 il ritorno sul Santerno, dove tutto cominciò
Per la MC12, Imola ha un significato che precede le competizioni storiche. Fu proprio sul circuito del Santerno che il modello debuttò nel FIA GT nel settembre 2004.
Andrea Bertolini e Mika Salo terminarono quella prima gara al secondo posto, davanti all’altra Maserati affidata a Johnny Herbert e Fabrizio De Simone. Il media kit ufficiale di Bertolini ricorda il risultato ottenuto insieme a Salo e il piazzamento dei compagni di squadra.

Maserati MC12 GT1, a Imola tre livree e un podio tutto del Tridente
Rivedere le MC12 su questo tracciato permette così di collegare due momenti della loro storia. Nel 2004 rappresentavano un progetto nuovo, chiamato a dimostrare il proprio valore contro avversari già affermati. Nel 2026 sono automobili che portano con sé una reputazione costruita attraverso le stagioni.
Le immagini del weekend raccontano questa distanza temporale senza bisogno di ricostruire una scena del passato: le vetture sono ancora in movimento, impegnate in una competizione con classifiche, avversari e risultati.
Bertolini, Bartels e Biagi i nomi dietro la leggenda
Il palmarès della Maserati MC12 trova riscontro nei comunicati ufficiali pubblicati alla conclusione della stagione 2010. Il bilancio comprende 14 titoli, distribuiti fra campionati piloti, squadre, coppe costruttori e Citation Cup.
Andrea Bertolini e Michael Bartels conquistarono i titoli piloti nel 2006, 2008 e 2009, prima di vincere nel 2010 il FIA GT1 World Championship. Nel 2007 fu invece Thomas Biagi a imporsi nel campionato piloti.
Il Vitaphone Racing Team ottenne sei titoli consecutivi riservati alle squadre, dal 2005 al 2010. A questi si aggiunsero le due Coppe Costruttori del 2005 e del 2007 e la Citation Cup conquistata nel 2007 da Ben Aucott con JMB Racing.
Sono risultati che spiegano perché la MC12 occupi un posto preciso nella memoria degli appassionati. La sua notorietà nasce dalla continuità: stagioni diverse, piloti e confronti sportivi che hanno trasformato un progetto ambizioso in un riferimento delle gare GT.
Nella Ventiquattro ore a Spa la MC12 entrare nella storia
Alla velocità si aggiungeva la capacità di affrontare una delle prove più impegnative del calendario. La Maserati MC12 conquistò tre vittorie assolute alla 24 Ore di Spa, nelle edizioni 2005, 2006 e 2008.
Il primo successo arrivò con il Vitaphone Racing Team e l’equipaggio formato da Michael Bartels, Timo Scheider ed Eric van de Poele. Maserati ha ricordato ufficialmente quel risultato in occasione del ventesimo anniversario, sottolineando anche le condizioni meteorologiche variabili della corsa del 2005.
Una vittoria sulla distanza aggiunge un significato diverso a una macchina da competizione. Richiede che prestazione, preparazione e lavoro della squadra rimangano efficaci per molte ore. È anche attraverso queste prove che la MC12 ha costruito la propria credibilità sportiva.
A Imola Classic la storia del Tridente continua fra i cordoli della motor valley
Il richiamo alla Le Mans Classic Series colloca le tre Maserati nel programma contemporaneo delle competizioni storiche. Il loro palmarès originario resta quello documentato nel FIA GT, nel Mondiale GT1 e nelle altre gare effettivamente disputate.
Per Moda e Motori Magazine, il seguito dell’Imola Classic raccontato lo scorso anno passa anche da queste immagini. Tre livree permettono di riconoscere le vetture; i risultati del weekend aggiungono il presente alla memoria.
La numero 46 di Macari lascia Imola con due successi di classe. Accanto a lei, le MC12 di Lendoudis e Rittweger completano un risultato collettivo del Tridente. Fotografarle oggi significa osservare un’automobile che conserva la capacità di farsi riconoscere e che trova ancora nella pista il luogo più naturale in cui mostrarsi.

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