Marc Marquez e Ducati Michele Pirro racconta il dietro le quinte al Motor Bike Expo
Al Motor Bike Expo, tra moto esposte, pubblico appassionato e talk affollati, c’è stato anche spazio per fermarsi ad ascoltare chi la MotoGP la vive ogni giorno, lontano dai riflettori della gara. Sul palco, coordinato dal giornalista Paolo Iannieri, Michele Pirro ha offerto uno sguardo diretto, lucido e senza filtri sul presente e sul futuro di Ducati, soffermandosi in particolare su Marc Marquez e sull’inizio di una stagione che promette di essere tutt’altro che semplice.

Marc Marquez e Ducati Michele Pirro racconta il dietro le quinte al Motor Bike Expo
Il clima è quello informale dei grandi eventi che sanno unire spettacolo e contenuti, ma le parole di Pirro hanno il peso di chi, da collaudatore Ducati, conosce uomini e moto molto più a fondo di quanto appaia dall’esterno.
Marc Marquez tra prudenza e forma fisica
La prima curiosità riguarda proprio lui, Marc Marquez. A Madonna di Campiglio, durante la presentazione ufficiale Ducati, il campione spagnolo non ha partecipato alla tradizionale gara di sci. Una scelta che ha fatto discutere, ma che Pirro spiega con estrema chiarezza: Marquez ha preferito non correre rischi inutili, concentrandosi esclusivamente sull’obiettivo principale, ovvero arrivare in perfetta forma fisica al primo test e alla prima gara.
Secondo Pirro, Marc sta bene, anche se non è ancora al cento per cento. La fiducia, però, è totale: l’idea è quella di presentarsi al via del Mondiale nelle migliori condizioni possibili. Un approccio razionale, quasi chirurgico, che racconta molto del momento che sta vivendo Marquez e del livello di consapevolezza con cui affronta questa nuova fase della sua carriera in Ducati.
In pista con Marc in Spagna
Nei primi giorni del nuovo anno Michele è stato in pista in Spagna, sul circuito di Aspar, girando direttamente con Marc Marquez. Un contesto lontano dai riflettori, ma fondamentale per capire il momento del pilota spagnolo. In pista Marc ha mostrato determinazione senza forzare inutilmente, confermando la scelta di arrivare ai primi appuntamenti stagionali nella miglior condizione possibile. Un lavoro lontano dai riflettori, fatto di sensazioni e feedback, che per un collaudatore come Pirro vale più di qualsiasi dichiarazione ufficiale.
Ducati davanti a una nuova stagione, tra certezze e responsabilità
Pirro non nasconde che Ducati arriva da una stagione dominata dai risultati. “Abbiamo vinto tutto”, ribadisce più volte, sottolineando come questo aspetto non debba essere dimenticato. Allo stesso tempo, però, è impossibile ignorare le difficoltà vissute da Pecco Bagnaia nell’ultima parte dello scorso campionato.
Il 2026, in quest’ottica, diventa un anno chiave: da una parte c’è Marquez, chiamato a replicare il suo impatto vincente; dall’altra Bagnaia, che deve ritrovare continuità e serenità mentale. Pirro parla apertamente di “reset”, di un’esigenza quasi fisiologica per tornare a essere competitivi per tutta la stagione e non a fasi alterne.
Da uomo di box, più che da commentatore, Pirro sottolinea un concetto centrale: i campioni sanno reagire. Bagnaia ha tutto per farlo, ma sarà come sempre la pista a dare le risposte definitive.
Contratti, strategie e Bagnaia
Nel talk emerge anche il tema, sempre caldo, dei rinnovi contrattuali. Secondo Pirro, Ducati sta adottando con Marquez lo stesso metro utilizzato in passato con Bagnaia. Nessuna corsia preferenziale, ma la volontà di costruire certezze tecniche e sportive attorno a piloti che rappresentano il cuore del progetto.
L’idea di chiudere il rinnovo prima dell’inizio del Mondiale non appare irrealistica: anzi, per un collaudatore come Pirro, lavorare con due piloti del calibro di Marquez e Bagnaia è semplicemente il sogno di ogni test rider. Un vero “dream team”, come lo definisce lui stesso.
Una MotoGP più combattuta?
Guardando agli avversari, Pirro invita alla cautela. Aprilia è cresciuta, ha investito e ha portato dentro persone provenienti anche da Ducati. Bezzecchi ha mostrato segnali importanti, ma parlare di un sorpasso netto sulla Casa di Borgo Panigale è prematuro.
Più che di preoccupazione, Pirro parla di consapevolezza dei cicli sportivi. Ducati è nel suo ciclo vincente, ma nel motorsport nulla è eterno. Gli altri crescono, si avvicinano, investono. Ed è proprio questa dinamica che potrebbe rendere il Mondiale più duro e interessante.
Meno wildcard per Pirro nel MotoGP
Non manca una riflessione personale. La riduzione delle wildcard e delle giornate di test ha cambiato profondamente il ruolo del test team Ducati. Pirro racconta con una punta di nostalgia le gare in cui riusciva a lottare per la top ten, ma rivendica anche il valore del lavoro svolto dietro le quinte, spesso decisivo per i successi del marchio.
Le concessioni tolte a Ducati sono, secondo lui, il segnale di quanto il test team abbia inciso in questa nuova era della MotoGP. Un riconoscimento indiretto, ma eloquente.
Uno sguardo al futuro, oltre la stagione in corso
Tra sviluppo della moto attuale e progettazione di quella del futuro, Pirro conferma che Ducati sta già lavorando in ottica 2027. Le risorse non possono essere disperse: la moto attuale ha una “vita breve”, e ogni scelta va pesata con attenzione.
Il verdetto vero, come sempre, arriverà solo in gara. I test danno indicazioni, ma è la competizione a raccontare chi ha davvero fatto il salto in avanti.

Marc Marquez e Ducati Michele Pirro racconta il dietro le quinte al Motor Bike Expo
Motor Bike Expo, quando il racconto conta quanto la moto
Il talk al Motor Bike Expo dimostra quanto eventi di questo tipo siano fondamentali per andare oltre la superficie delle notizie. Le parole di Michele Pirro restituiscono complessità, dubbi, strategie e visioni che raramente emergono nei comunicati ufficiali.
E se Marc Marquez rappresenta oggi una delle grandi incognite – e speranze – del mondo Ducati, ascoltare chi lavora ogni giorno tra banco prova e pista aiuta a capire che, dietro i numeri e i titoli, la MotoGP resta soprattutto una questione di uomini, metodo e scelte.






