George Clooney torna a Venezia per il Leone d’Oro: una storia con la Mostra iniziata nel 1998
George Clooney è a Venezia per ricevere il Leone d’Oro alla carriera dell’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica. Il riconoscimento viene consegnato il 2 settembre durante la cerimonia di apertura al Palazzo del Cinema, con Laura Dern incaricata della laudatio. Per l’attore, regista e produttore americano non è però una semplice presenza al Lido: quella tra George Clooney e Venezia è una storia iniziata nel 1998 e proseguita attraverso alcuni dei momenti più importanti della sua carriera.

George Clooney torna a Venezia per il Leone d’Oro: una storia con la Mostra iniziata nel 1998
La decisione di assegnargli il Leone d’Oro alla carriera è stata presa dal Consiglio di amministrazione della Biennale del Cinema di Venezia su proposta del direttore artistico Alberto Barbera. Clooney torna così alla Mostra un anno dopo Jay Kelly di Noah Baumbach, presentato in concorso nel 2025, aggiungendo un nuovo capitolo a un rapporto con Venezia che dura ormai da quasi trent’anni.
«Ho vissuto tantissimi momenti straordinari a Venezia. La Mostra è senza dubbio il mio festival preferito», ha dichiarato Clooney dopo l’annuncio del premio, aggiungendo con la consueta ironia che ricevere il Leone d’Oro probabilmente significa anche che sta invecchiando.
Lo stile di George Clooney a Venezia punta su eleganza informale e dettagli riconoscibili
Anche l’arrivo di George Clooney a Venezia ha confermato quell’eleganza misurata che negli anni è diventata parte della sua immagine pubblica. Per raggiungere il Lido l’attore ha scelto una polo blu navy, pantaloni bianchi e occhiali da sole, completando il look con un OMEGA Seamaster Aqua Terra Shades da 38 mm con quadrante color zafferano.

George Clooney torna a Venezia per il Leone d’Oro: una storia con la Mostra iniziata nel 1998
Un dettaglio che non passa inosservato anche per il lungo rapporto tra Clooney e OMEGA, di cui l’attore è ambassador. Il Seamaster Aqua Terra Shades interpreta il lato più versatile della collezione: un orologio sportivo nell’impostazione, ma abbastanza essenziale da accompagnare un abbigliamento informale come quello scelto dall’attore per il suo arrivo a Venezia.
La tonalità zafferano del quadrante introduce inoltre un accento di colore in un look costruito su tonalità classiche, senza trasformare l’orologio nel centro dell’insieme. Una scelta coerente con lo stile di Clooney, che anche lontano dal red carpet tende a privilegiare capi semplici e accessori riconoscibili senza ricorrere a combinazioni particolarmente elaborate.
George Clooney incontra Venezia per la prima volta nel 1998 con Out of Sight
Per ritrovare l’inizio della storia bisogna tornare al 1998, quando George Clooney arrivò alla Mostra del Cinema di Venezia con Out of Sight, il film diretto da Steven Soderbergh nel quale interpretava Jack Foley accanto a Jennifer Lopez.

George Clooney torna a Venezia per il Leone d’Oro: una storia con la Mostra iniziata nel 1998
Clooney era già uno degli attori televisivi più conosciuti grazie al ruolo del dottor Doug Ross in ER – Medici in prima linea, ma il cinema stava iniziando a cambiare la dimensione della sua carriera. Out of Sight contribuì a mostrare un interprete diverso da quello conosciuto dal pubblico televisivo, capace di muoversi tra thriller, commedia e seduzione senza rinunciare all’ironia.
Quella prima apparizione veneziana assume oggi un significato particolare. Il Leone d’Oro del 2026 arriva infatti nello stesso festival nel quale, quasi trent’anni prima, Clooney aveva iniziato a consolidare la propria identità cinematografica lontano dalla televisione.
Da allora le presenze alla Mostra sono diventate numerose: secondo ANSA, quella del 2026 arriva dopo undici partecipazioni al festival.
Con Good Night, and Good Luck Venezia scopre anche il Clooney regista
Uno dei passaggi più importanti arriva nel 2005 con Good Night, and Good Luck, probabilmente uno dei film che meglio spiegano perché il Leone d’Oro alla carriera non celebri soltanto George Clooney attore.

George Clooney torna a Venezia per il Leone d’Oro: una storia con la Mostra iniziata nel 1998
Il film, diretto e co-scritto da Clooney, racconta il confronto tra il giornalista televisivo Edward R. Murrow e il senatore Joseph McCarthy nell’America degli anni Cinquanta. Alla Mostra di Venezia entrò in concorso e ottenne l’Osella per la migliore sceneggiatura, mentre David Strathairn vinse la Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile.
Venezia vide quindi consolidarsi un altro lato della carriera di Clooney: quello di regista interessato alla politica, all’informazione e al rapporto tra potere e responsabilità individuale.
Un percorso che Alberto Barbera ha richiamato anche nella motivazione del Leone d’Oro, ricordando film diretti da Clooney come Confessioni di una mente pericolosa, Good Night, and Good Luck, Le idi di marzo e Suburbicon. Secondo Barbera sono opere che mostrano un’idea di cinema ambiziosa e legata anche all’impegno sociale dell’autore.
Da Michael Clayton a Burn After Reading, Clooney diventa una presenza abituale al Lido
La presenza di George Clooney a Venezia non è stata costruita soltanto attraverso i film da lui diretti.
Nel 2007 tornò in concorso con Michael Clayton, thriller diretto da Tony Gilroy nel quale interpretava un avvocato specializzato nel risolvere i problemi più delicati di un importante studio legale.

George Clooney torna a Venezia per il Leone d’Oro: una storia con la Mostra iniziata nel 1998
L’anno successivo fu ancora al Lido con Burn After Reading dei fratelli Coen, scelto come film di apertura della Mostra.
Sono due titoli molto diversi tra loro e proprio questa differenza aiuta a leggere la carriera che Venezia celebra oggi. Clooney ha alternato il cinema d’autore alle grandi produzioni hollywoodiane, il thriller alla commedia, il ruolo da protagonista alla regia e alla produzione.
Barbera lo descrive come un interprete capace di attraversare generi molto diversi, dalla fantascienza di Gravity ai film di guerra e politici, passando per thriller e commedie. Una versatilità che ha permesso all’immagine della star di non diventare una formula immutabile.
Nel 2013 Gravity apre la Mostra del Cinema di Venezia con George Clooney e Sandra Bullock
Un altro passaggio importante arriva nel 2013, quando Gravity di Alfonso Cuarón apre la Mostra del Cinema di Venezia fuori concorso.
Accanto a Sandra Bullock, Clooney interpreta l’astronauta Matt Kowalski in un film destinato a diventare uno dei titoli più importanti di quella stagione cinematografica.

George Clooney torna a Venezia per il Leone d’Oro: una storia con la Mostra iniziata nel 1998
Ancora una volta Venezia si trova quindi all’inizio del percorso internazionale di un film destinato a raggiungere una platea molto più ampia dopo la presentazione al Lido.
È anche uno degli esempi che spiegano il particolare rapporto costruito negli anni tra Clooney e la Mostra: Venezia non è stata soltanto una vetrina nella quale comparire sul red carpet, ma il luogo scelto ripetutamente per presentare alcuni dei progetti centrali della sua carriera.
Con Suburbicon Clooney torna a Venezia da regista
Nel 2017 George Clooney torna ancora a Venezia con Suburbicon, questa volta nuovamente dietro la macchina da presa.
Il film, interpretato da Matt Damon, Julianne Moore e Oscar Isaac, viene presentato in concorso e conferma l’interesse di Clooney per storie nelle quali la superficie apparentemente ordinata della società americana nasconde conflitti, violenza e contraddizioni.

George Clooney torna a Venezia per il Leone d’Oro: una storia con la Mostra iniziata nel 1998
La Mostra continua così ad accompagnare non soltanto l’attore hollywoodiano, ma anche il regista e produttore.
È proprio questa triplice dimensione ad avere un peso nella scelta della Biennale. Alberto Barbera lo definisce infatti «un artista completo e carismatico», sottolineando come la sua carriera si sia sviluppata contemporaneamente attraverso recitazione, regia e produzione.
Da Wolfs a Jay Kelly, il legame con la Mostra continua anche negli ultimi anni
Anche negli anni più recenti il rapporto con il Lido non si è interrotto.
Nel 2024 George Clooney è tornato alla Mostra insieme a Brad Pitt per Wolfs – Lupi solitari di Jon Watts, presentato fuori concorso. Un’apparizione che ha inevitabilmente attirato una grande attenzione mediatica, ma che si inseriva in una storia con Venezia già molto più lunga del clamore prodotto dalla coppia Clooney-Pitt sul red carpet.
Nel 2025 è arrivato invece Jay Kelly, diretto da Noah Baumbach e presentato in concorso. Clooney interpreta una celebre star cinematografica che, durante un viaggio attraverso l’Europa, comincia a interrogarsi sulle proprie scelte e sul significato della carriera costruita negli anni.
A distanza di pochi mesi, il ritorno a Venezia per il Leone d’Oro assume così una continuità particolare: l’attore che sullo schermo interpretava una star alle prese con il proprio percorso professionale riceve ora uno dei riconoscimenti più importanti per l’insieme della sua carriera.
Il Leone d’Oro celebra una carriera costruita tra recitazione, regia e produzione
Ridurre il premio alla fama di George Clooney significherebbe perdere una parte importante della motivazione della Biennale.
La sua carriera comprende due premi Oscar, quattro Golden Globe e numerosi altri riconoscimenti, ma soprattutto ruoli molto differenti tra loro e un’attività parallela come produttore e regista.

George Clooney torna a Venezia per il Leone d’Oro: una storia con la Mostra iniziata nel 1998
Clooney è passato da Ocean’s Eleven a Syriana, da Michael Clayton a Tra le nuvole, da Gravity a Paradiso amaro, mentre dietro la macchina da presa ha affrontato temi legati alla politica, al giornalismo e alla società americana.
Per Barbera il suo fascino non è stato soltanto una questione estetica. Nella motivazione del premio, il direttore della Mostra parla di un carisma fondato sulla credibilità e di una combinazione tra il glamour delle star di un’altra epoca, professionalità e sensibilità contemporanea.
Una definizione che aiuta anche a comprendere perché Clooney continui a occupare una posizione particolare nello star system hollywoodiano: è una celebrità riconoscibile anche fuori dal cinema, ma la sua immagine pubblica non ha mai completamente sostituito il lavoro sui film.
Laura Dern accompagna George Clooney nella serata del Leone d’Oro
La cerimonia del 2 settembre 2026 aggiunge un altro collegamento con la recente storia cinematografica di Clooney.
A tenere la laudatio prima della consegna del Leone d’Oro è infatti Laura Dern, premio Oscar e sua collega in Jay Kelly. La cerimonia si svolge nella Sala Grande del Palazzo del Cinema durante la serata inaugurale dell’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica.
Il giorno successivo Clooney sarà ancora protagonista al Lido. Giovedì 3 settembre alle 16 è prevista una sua masterclass alla Match Point Arena, allestita presso il Tennis Club Venezia, nell’ambito degli incontri organizzati dalla Biennale durante la Mostra.
Non sarà quindi soltanto una passerella accompagnata dalla consegna del premio. Venezia dedica a Clooney anche uno spazio nel quale ripercorrere pubblicamente il cinema e una carriera che attraversa ormai più generazioni di spettatori.
Quasi trent’anni dopo il debutto veneziano, Clooney riceve il Leone d’Oro
Quando George Clooney arrivò al Lido nel 1998 con Out of Sight, il suo percorso cinematografico stava ancora cercando una dimensione diversa dalla notorietà conquistata con ER.
Nel 2026 torna nello stesso festival dopo essere stato protagonista, regista o produttore di alcuni dei film che hanno definito la sua carriera.
Nel mezzo ci sono Good Night, and Good Luck, Michael Clayton, Burn After Reading, Gravity, Suburbicon, Wolfs e Jay Kelly. Ci sono undici partecipazioni alla Mostra e quasi trent’anni nei quali Venezia è rimasta un appuntamento ricorrente.
Per questo il Leone d’Oro alla carriera a George Clooney ha un significato che va oltre il riconoscimento assegnato a una delle star più famose di Hollywood.
Il premio arriva nel luogo che ha seguito da vicino la sua trasformazione: dall’attore uscito dalla televisione alla star internazionale, dal protagonista al regista, fino all’autore e produttore.
E forse è proprio questo il motivo per cui, tra tutti i festival frequentati durante la sua carriera, Clooney continua a indicare Venezia come il suo preferito.






