Mostra del Cinema di Venezia 2026, da Renzo Rosso a Elon Musk: i film che parlano a moda e motori

La Mostra del Cinema di Venezia 2026 apre una finestra anche sul mondo della moda e dell’automobile. Tra i documentari selezionati fuori concorso ci sono infatti Be Brave, dedicato a Renzo Rosso e alla storia costruita intorno a Diesel, e Musk, il nuovo lavoro di Alex Gibney su Elon Musk. Due film molto diversi che permettono di osservare da Venezia altrettanti protagonisti capaci di legare industria, prodotto, comunicazione e immaginario contemporaneo.

 

Mostra del Cinema di Venezia 2026, da Renzo Rosso a Elon Musk: i film che parlano a moda e motori

Mostra del Cinema di Venezia 2026, da Renzo Rosso a Elon Musk: i film che parlano a moda e motori

 

L’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia si svolge al Lido dal 2 al 12 settembre 2026, sotto la direzione di Alberto Barbera. La selezione ufficiale comprende film in concorso e numerose opere presentate nelle diverse sezioni della Biennale. Be Brave e Musk fanno parte di Venice Open – Fuori Concorso, nella selezione dedicata alle opere non fiction.

Non sono film sullo stesso settore e nemmeno due biografie costruite con lo stesso linguaggio. Il punto di contatto è rappresentato dai loro protagonisti. Renzo Rosso ha trasformato Diesel da marchio di denim in uno dei nomi riconoscibili della moda internazionale, costruendo successivamente intorno a OTB un gruppo che comprende diverse realtà del fashion. Elon Musk, attraverso Tesla e le altre aziende alle quali è legato, è invece diventato uno dei personaggi più discussi dell’industria tecnologica e automobilistica contemporanea.

È proprio questa distanza a rendere interessanti i due documentari all’interno del programma veneziano.

Be Brave e Musk portano alla Mostra due storie dal mondo della moda e dei motori

La presenza di Be Brave e Musk alla Mostra del Cinema di Venezia 2026 consente di leggere il programma anche oltre il cinema narrativo tradizionale. Da una parte c’è la moda raccontata attraverso una figura che ha costruito buona parte della propria identità sulla provocazione e sulla capacità di modificare il linguaggio del denim. Dall’altra c’è un imprenditore diventato inseparabile, nell’immaginario pubblico, dall’automobile elettrica e dalla trasformazione tecnologica dell’industria.

Entrambi i titoli sono stati inseriti dalla Biennale nella sezione Venice Open – Fuori Concorso, tra i documentari. La selezione comprende opere che non partecipano alla corsa per il Leone d’Oro ma che fanno parte della programmazione ufficiale della Mostra.

Il collegamento con moda e motori non nasce quindi da una scelta tematica della Biennale. Sono i soggetti dei due film a portare all’interno del Festival settori che hanno avuto un peso importante nella cultura visiva e industriale degli ultimi decenni.

Ed è soprattutto per questo che vale la pena osservare i due documentari separatamente.

Il documentario Be Brave parte dal denim per raccontare come Renzo Rosso ha costruito Diesel

 

Mostra del Cinema di Venezia 2026, da Renzo Rosso a Elon Musk: i film che parlano a moda e motori

Mostra del Cinema di Venezia 2026, da Renzo Rosso a Elon Musk: i film che parlano a moda e motori

 

Be Brave è diretto da Francesco Carrozzini e dura 90 minuti. Il protagonista è Renzo Rosso, fondatore di Diesel e del gruppo OTB. Nel documentario intervengono alcune figure molto riconoscibili della moda e della cultura contemporanea, tra cui Anna Wintour, John Galliano, Glenn Martens, Adriano Goldschmied, Johan Lindeberg e Jovanotti.

La storia scelta dal film parte da un momento preciso. È il 1996 e Diesel entra ufficialmente negli Stati Uniti, andando a confrontarsi con Levi’s proprio nel mercato che aveva costruito una parte fondamentale dell’identità mondiale del denim.

Non è un dettaglio secondario.

Per comprendere Renzo Rosso bisogna infatti partire dal modo in cui Diesel ha utilizzato il prodotto, la pubblicità e la provocazione per costruire un’identità che andasse oltre il semplice paio di jeans.

Il documentario utilizza interviste a collaboratori, amici, artisti e creativi per ricostruire quel percorso e il metodo con il quale Rosso ha trasformato un marchio italiano in un nome internazionale. La stessa Biennale sottolinea il ruolo della provocazione e del coraggio nella costruzione dell’immaginario legato all’imprenditore.

C’è però anche un elemento contemporaneo che distingue il progetto. Be Brave utilizza l’intelligenza artificiale come parte del proprio linguaggio visivo, inserendo una tecnologia attuale all’interno del racconto di una carriera cominciata molto prima della trasformazione digitale della moda.

Il film diventa così un punto di partenza per osservare non soltanto la storia di Diesel, ma il modo in cui negli ultimi decenni sono cambiati il concetto di brand, la comunicazione fashion e il rapporto fra creatività e impresa.

Temi che meritano un approfondimento autonomo.

Il documentario Musk porta a Venezia il personaggio che ha legato Tesla alla trasformazione dell’automobile

Se Be Brave entra direttamente nel mondo della moda, Musk permette alla Mostra di Venezia di avvicinarsi all’industria automobilistica attraverso uno dei suoi personaggi più controversi.

 

Mostra del Cinema di Venezia 2026, da Renzo Rosso a Elon Musk: i film che parlano a moda e motori

Mostra del Cinema di Venezia 2026, da Renzo Rosso a Elon Musk: i film che parlano a moda e motori

 

Il documentario è diretto dal premio Oscar Alex Gibney, autore che ha costruito buona parte della propria carriera sull’inchiesta documentaristica. Il film dura 225 minuti, ai quali si aggiunge un intervallo di 10 minuti, e nella selezione ufficiale compaiono tra gli altri Justine Musk, Kara Swisher, Geoffrey Hinton e Martin Eberhard, uno dei fondatori di Tesla.

È importante però distinguere il soggetto del documentario dal collegamento automotive.

Musk non è un film su Tesla e non viene presentato dalla Biennale come una storia dell’automobile elettrica. Alex Gibney concentra il racconto sulla figura di Elon Musk, sul potere acquisito dall’imprenditore e sul modo in cui è stata costruita la sua immagine pubblica.

Tesla rimane inevitabilmente una parte importante di questo contesto.

Il marchio ha contribuito in maniera decisiva a trasformare Musk in un personaggio conosciuto molto oltre gli ambienti tecnologici. Allo stesso tempo, l’azienda è diventata uno dei simboli della diffusione dell’auto elettrica, costringendo molti costruttori tradizionali a confrontarsi con un modello industriale e comunicativo differente.

È quindi questo il punto dal quale il documentario diventa interessante anche per chi segue il settore automotive: non come storia di un modello o di una tecnologia, ma come analisi dell’uomo che ha legato il proprio nome a una delle trasformazioni più discusse dell’automobile contemporanea.

La lettura proposta da Gibney, però, è tutt’altro che celebrativa. Nella presentazione ufficiale il regista spiega di aver cercato di mettere in discussione l’immagine costruita attorno al protagonista, concentrandosi sul rapporto tra potere, controllo e rappresentazione pubblica.

Renzo Rosso ed Elon Musk due imprenditori che hanno trasformato il marchio in parte del proprio personaggio

Mettere Renzo Rosso ed Elon Musk nello stesso articolo non significa sostenere che le loro storie siano equivalenti.

Diesel e Tesla nascono in settori differenti, affrontano mercati diversi e hanno costruito culture aziendali che non possono essere sovrapposte. Eppure c’è un elemento che permette di osservare entrambi attraverso la stessa lente: il rapporto tra fondatore, prodotto e identità pubblica.

Con Rosso, l’immagine di Diesel è cresciuta attraverso campagne pubblicitarie anticonvenzionali, provocazione, denim e una precisa idea di cultura giovanile. Il prodotto non è stato separato dal messaggio che il marchio voleva comunicare.

Nel caso di Musk il rapporto è ancora differente. L’imprenditore è diventato parte integrante della comunicazione delle proprie aziende e, in particolare, della percezione pubblica di Tesla. Le automobili hanno rappresentato il prodotto, mentre attorno al fondatore si è costruita una narrazione molto più ampia fatta di tecnologia, futuro, spazio, intelligenza artificiale e comunicazione digitale.

È proprio la relazione tra persona e marchio ad avvicinare, almeno dal punto di vista narrativo, i due film selezionati a Venezia.

Be Brave osserva un imprenditore della moda partendo dal percorso che ha trasformato Diesel in un fenomeno internazionale. Musk utilizza invece la figura dell’imprenditore americano per interrogarsi sulla costruzione e sull’esercizio del potere nel XXI secolo.

Due prospettive differenti, entrambe molto più ampie del semplice racconto aziendale.

La Mostra di Venezia diventa il punto di partenza per approfondire due protagonisti dell’industria contemporanea

La Mostra del Cinema di Venezia 2026 offre quindi, attraverso Be Brave e Musk, due documentari che possono essere letti anche da prospettive diverse da quella strettamente cinematografica.

Be Brave permette di tornare sulla storia di Renzo Rosso, Diesel e OTB, osservando come il denim, la pubblicità e la cultura visiva abbiano contribuito alla costruzione di uno dei gruppi italiani più conosciuti nel fashion internazionale.

Musk apre invece un discorso più complesso intorno a Elon Musk, Tesla e al rapporto tra tecnologia, automobile e potere personale, partendo dalla lettura critica proposta da Alex Gibney.

Venezia rappresenta il punto in cui queste storie arrivano sullo schermo. Per comprenderle davvero bisogna poi tornare ai marchi, ai prodotti e alle trasformazioni industriali che hanno reso Renzo Rosso ed Elon Musk due figure riconoscibili ben oltre i rispettivi settori.