De Tomaso Enigma apre il Cinematic Motor Fest 2026

La première di De Tomaso Enigma ha inaugurato il Cinematic Motor Fest 2026 con quasi 400 persone al Cinema Astra di Modena. Il documentario diretto da Davide Maffei racconta la storia di Alejandro de Tomaso attraverso immagini d’archivio, testimonianze e un viaggio che attraversa la Motor Valley, il Giappone e gli Stati Uniti.

 

De Tomaso Enigma apre il Cinematic Motor Fest 2026

De Tomaso Enigma apre il Cinematic Motor Fest 2026

 

C’erano appassionati di motori, curiosi, addetti ai lavori e persone che forse Alejandro de Tomaso lo conoscevano soltanto di nome. Ma venerdì sera, dentro il Cinema Astra di Modena, la sensazione era diversa da quella di una semplice proiezione. La première di De Tomaso Enigma ha avuto il peso emotivo delle storie che appartengono davvero a un territorio. Un racconto che parla di automobili, certo, ma anche di identità, ambizione, cadute e intuizioni che hanno contribuito a costruire il mito della Motor Valley italiana.

Quasi 400 persone hanno riempito la sala per assistere alla presentazione del documentario diretto da Davide Maffei e prodotto da Airpixel di Bologna, evento che ha anticipato ufficialmente il via del Cinematic Motor Fest 2026.

A Modena il cinema dei motori ritrova il valore delle storie 

Negli ultimi anni il rapporto tra cinema e motori è cambiato. Molto spesso le produzioni dedicate all’automotive cercano la velocità del racconto, l’effetto spettacolare, il montaggio aggressivo. De Tomaso Enigma sceglie invece una strada diversa. Si prende il tempo di osservare. Di entrare dentro una figura che ancora oggi continua a dividere, affascinare e generare domande.

È anche per questo che la serata modenese ha avuto un’atmosfera particolare. Sul palco, insieme a Davide Maffei, c’era Santiago de Tomaso, figlio dell’industriale argentino-modenese. Non una semplice presenza simbolica, ma quasi un passaggio di memoria tra generazioni.

Il documentario attraversa decenni e continenti, passando da Modena al Giappone fino agli Stati Uniti, per raccontare la vita di un uomo che non è stato soltanto un costruttore di automobili. Alejandro de Tomaso è stato pilota, imprenditore, accentratore, visionario e figura spesso scomoda per l’industria del suo tempo.

Davide Maffei racconta Alejandro de Tomaso come uomo prima ancora di raccontare un costruttore

Uno degli aspetti più interessanti emersi durante la première riguarda proprio il modo in cui il regista ha deciso di affrontare il racconto. Davide Maffei non ha voluto costruire un documentario celebrativo. Ha cercato invece di capire cosa ci fosse dietro il personaggio pubblico.

Durante la presentazione ha spiegato che il progetto ha richiesto oltre tre anni di lavorazione, proprio perché serviva tempo per affrontare una figura così complessa.

La scelta narrativa si percepisce anche nel ritmo del film. De Tomaso Enigma non rincorre soltanto la cronologia delle vetture o delle aziende guidate dall’imprenditore argentino. Cerca di mettere in evidenza le contraddizioni di un uomo che ha sfidato colossi industriali, dinamiche politiche e limiti economici spesso enormi.

In questo senso il titolo “Enigma” funziona davvero. Perché Alejandro de Tomaso rimane ancora oggi una figura difficile da semplificare. Non appartiene completamente né alla retorica romantica del costruttore italiano né a quella dell’imprenditore puro. Sta in mezzo, in una zona più umana e più fragile.

 

De Tomaso Enigma apre il Cinematic Motor Fest 2026

De Tomaso Enigma apre il Cinematic Motor Fest 2026

 

La Motor Valley torna protagonista attraverso la memoria industriale

Guardando il documentario emerge anche un altro aspetto importante: la capacità della Motor Valley di raccontarsi attraverso le persone prima ancora che attraverso i marchi.

Oggi quando si parla di Modena e dintorni il pensiero corre immediatamente a Ferrari, Maserati, Pagani o Ducati. Ma esiste un sottobosco culturale fatto di officine, progettisti, piccoli costruttori e visionari che hanno contribuito a rendere unico questo territorio.

Alejandro de Tomaso appartiene pienamente a questa storia. E il documentario riesce a restituire bene quell’epoca in cui l’automobile italiana era ancora profondamente legata alle intuizioni personali, ai rapporti umani e alla capacità di rischiare.

Nel film trovano spazio vetture leggendarie come Vallelunga, Mangusta e Pantera, modelli che ancora oggi rappresentano una parte importante dell’immaginario automobilistico internazionale.

Ma il racconto non si ferma alle auto sportive. Vengono ricordate anche le esperienze industriali legate a Benelli, Moto Guzzi, Maserati e Innocenti. Un percorso che mostra quanto de Tomaso abbia inciso in settori diversi, lasciando un segno profondo anche nei momenti più controversi della sua carriera.

A Modena il Cinematic Motor Fest parte da una storia che appartiene alla Motor Valley

La sensazione, uscendo dal Cinema Astra, è che il Cinematic Motor Fest 2026 stia trovando sempre di più una propria identità precisa.

Non soltanto un festival dedicato ai motori e nemmeno un semplice evento cinematografico. Piuttosto un punto d’incontro tra cultura industriale, memoria sportiva e racconto audiovisivo.

Anche il programma dell’edizione 2026 conferma questa direzione. Nei giorni successivi alla première sono previsti incontri e proiezioni che spaziano dalla Formula 1 ai documentari indipendenti, passando per racconti umani e storie sportive.

Tra gli appuntamenti più attesi ci saranno il talk dedicato ad Ayrton Senna con Franco Nugnes, la presenza di Ivan Capelli e il documentario “Ulysse” con il pilota Ulysse Delsaux.

È interessante vedere come il festival stia cercando di costruire un dialogo tra generazioni diverse di appassionati. Da una parte chi ha vissuto direttamente certe epoche del motorsport, dall’altra un pubblico più giovane che oggi scopre quelle storie attraverso il linguaggio del cinema.

De Tomaso a Modena non è soltanto un nome legato alle automobili

C’è poi un elemento quasi simbolico nella scelta di presentare De Tomaso Enigma proprio a Modena. Perché alcune città riescono a trasformare le proprie passioni in identità collettiva.

A Modena il motorsport non è soltanto industria o intrattenimento. Fa parte della memoria urbana. Lo si percepisce nei racconti delle persone, nei musei, nelle officine storiche e persino nel modo in cui certi nomi vengono pronunciati.

Il documentario di Davide Maffei riesce a inserirsi dentro questo contesto senza nostalgia artificiale. Non cerca di dire che “era tutto meglio prima”. Cerca piuttosto di ricordare quanto fossero umane quelle storie industriali.

Forse è anche questo il motivo per cui la sala del Cinema Astra era così piena. Non soltanto per vedere un documentario automobilistico, ma per ritrovare una parte di cultura italiana che oggi rischia spesso di essere raccontata in modo superficiale.

 

De Tomaso Enigma apre il Cinematic Motor Fest 2026

De Tomaso Enigma apre il Cinematic Motor Fest 2026

 

Il documentario di Davide Maffei sceglie di raccontare Alejandro de Tomaso

Negli ultimi anni il mondo dell’automobile ha iniziato a raccontarsi sempre di più attraverso numeri, prestazioni e tecnologia. De Tomaso Enigma compie invece un’operazione diversa. Riporta al centro le persone.

Alejandro de Tomaso emerge come una figura piena di intuizioni ma anche di fragilità. Un uomo capace di costruire automobili diventate leggendarie e allo stesso tempo protagonista di battaglie industriali durissime.

È probabilmente questo il motivo per cui il documentario riesce a parlare anche a chi non segue abitualmente il motorsport o la cultura automotive. Perché dietro le vetture, i marchi e le aziende, rimane il racconto umano.

E il successo della première modenese dimostra che oggi esiste ancora voglia di ascoltare storie raccontate con profondità, senza rincorrere soltanto l’effetto immediato.

La seconda proiezione di De Tomaso Enigma è prevista domenica 31 maggio alle 20.30 al Cinema Astra, all’interno del programma ufficiale del festival.

 

 

 

De Tomaso Enigma apre il Cinematic Motor Fest 2026

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