Bezzecchi si racconta prima del GP di Valencia: tra Portimao, Aprilia e l’ultima gara della stagione
Al GP di Valencia l’aria ha sempre un sapore diverso. È l’ultima pagina del romanzo MotoGP, il momento in cui si tirano le somme, si salutano i box e si comincia già a pensare al futuro. Per Marco Bezzecchi, questo finale di 2025 ha un peso particolare: arriva al Ricardo Tormo dopo una vittoria dominante a Portimao, una stagione di debutto con Aprilia vissuta tra alti, bassi e una crescita importante, e una classifica piloti MotoGP che lo vede ancora pienamente in lotta per il terzo posto.

Bezzecchi si racconta prima del GP di Valencia: tra Portimao, Aprilia e l’ultima gara della stagione
E, soprattutto, arriva con il sorriso. In conferenza stampa, Bezzecchi si presenta rilassato, quasi allegro, con quella leggerezza di chi sa di aver fatto un salto di livello – e di avere ancora qualcosa da dire prima che cali il sipario.
Bezzecchi dall’euforia di Portimao al “reset” per l’ultima gara
Il punto di partenza di Bezzecchi al GP di Valencia è inevitabilmente Portimao. La vittoria in Portogallo è stata di quelle che restano: gara controllata, passo superiore agli avversari, feeling perfetto con la RS-GP.
“Portimao è stato bello, ma ora dobbiamo concentrarci su questo GP”, mette subito in chiaro Marco. Nessuna voglia di vivere di rendita: il pilota di Aprilia sa che Valencia è un mondo a parte.
Arriva però con un’umore diverso, “good mood”, come ha detto in conferenza. Il box è sereno, la fiducia c’è, il gruppo è compatto. E questo, alla vigilia di un weekend così lungo e intenso, conta quasi quanto un nuovo pacchetto aerodinamico.
L’obiettivo? Niente dichiarazioni roboanti, ma una linea chiara:
lavorare bene da venerdì mattina, essere competitivi in qualifica, e poi “prendere il massimo da quello che succede”.
Una stagione lunga, dura, ma “super cool” con Aprilia
Quando gli chiedono di ripensare al suo 2025, Bezzecchi non ha dubbi:
È stata una stagione lunga, “ma super cool”.
Nuova moto, nuovo ambiente, nuova filosofia di lavoro: entrare in una Casa ufficiale come Aprilia non è solo un cambio di colori, ma un salto di responsabilità.
Marco racconta di aver avuto, come tutti, i suoi alti e bassi. Di non essere sempre riuscito a essere competitivo per tutto il weekend. Ma il punto centrale è un altro:
- da un certo momento in poi – lui individua la svolta tra il test di Jerez e il cuore della stagione – il feeling è cambiato;
- ha sentito di essere cresciuto come pilota;
- ha costruito un rapporto forte sia con il team che con la factory di Noale.
È il Bezzecchi che piace a chi guarda oltre il risultato secco: meno “ragazzo prodigio”, più professionista che sa leggere il proprio percorso.
La lotta per il terzo posto in classifica piloti MotoGP
Sul tavolo, però, non c’è solo il bilancio emotivo. C’è anche la classifica piloti MotoGP.
In conferenza stampa viene ricordato che tutti e tre i protagonisti sul palco – Bezzecchi, Bagnaia e Acosta – sono ancora in corsa per il P3 iridato. È una delle trame più interessanti di questo finale di stagione: con il titolo già assegnato, l’ultima motivazione “pesante” è proprio quel terzo gradino del podio mondiale.
Per Bezzecchi il GP di Valencia significa una cosa molto semplice: niente gestione morbida.
Se c’è una chance, Marco la giocherà. Con l’intelligenza di chi ha imparato a leggere il weekend, ma con la fame di chi sa che un terzo posto in classifica, alla prima stagione con Aprilia, peserebbe tantissimo anche a livello di narrative del paddock.
Aprilia, Ducati, KTM: un mondiale sempre più compatto
Nel botta e risposta con i giornalisti, il tema “Aprilia vs Ducati” torna inevitabile. È la domanda che si fanno tutti: quanto manca ad Aprilia per essere davvero al livello della moto dominatrice degli ultimi anni?
Bezzecchi, però, resta prudente. Non guidando Ducati, non si sbilancia su numeri e paragoni diretti. Preferisce tenere il focus su dove vuole andare lui con il suo pacchetto:
- continuare a migliorare;
- restare con la testa bassa;
- lavorare per essere stabilmente nel gruppo che si gioca vittorie e podi.
E allo stesso tempo allarga il discorso: non c’è più solo Ducati come riferimento.
Ora Aprilia è forte, KTM è cresciuta, Honda sembra in lenta risalita. Il GP di Valencia diventa così anche una cartina tornasole di quanto si sia avvicinato il livello tra le varie Case.
Un Mondiale infinito? La risposta di Bezzecchi
Con 22 GP e le Sprint Race, il tema calendario è arrivato dritto sul tavolo. È troppo? È sostenibile per i piloti?
La risposta di Bezzecchi è forse la più equilibrata.
Dipende dal mood, dice.
Se vai forte, le gare volano e ti sembra quasi che la stagione duri poco. Se invece entri in un periodo complicato, fisicamente o mentalmente, il mondiale si allunga e diventa più pesante.
Il punto chiave, però, è un altro: con un calendario così fitto, in caso di infortunio rischi di perdere quattro gare di fila, non più una o due come in passato. È il lato oscuro di un campionato che, altrimenti, lui stesso definisce “giusto” per chi fa il mestiere che ama.

Bezzecchi si racconta prima del GP di Valencia: tra Portimao, Aprilia e l’ultima gara della stagione
Bezzecchi guarda già al 2026 (ma prima c’è da chiudere Valencia)
L’ultima parte della conferenza è proiettata al futuro. Dal GP di Valencia, infatti, si passa velocemente al test di martedì: il vero punto di partenza del 2026.
Quando gli chiedono quale miglioramento vorrebbe dalla sua Aprilia, Bezzecchi sorride:
concedendosi una sola voce sulla wishlist, punta sul top speed.
È una risposta semplice, quasi scontata, ma in realtà molto chiara: in un Mondiale in cui i sorpassi in rettilineo e la gestione dei duelli a 300 all’ora fanno spesso la differenza, qualche km/h in più è oro puro.
Ma prima di buttare un occhio al prototipo del 2026, c’è ancora un weekend da onorare. E per Bezzecchi al GP di Valencia, l’obiettivo è doppio:
- chiudere bene una stagione che l’ha fatto crescere;
- tenere aperta la lotta per il terzo posto in classifica fino all’ultimo giro.
Orari TV GP di Valencia e dove guardare il GP in TV
Capitolo fondamentale, soprattutto per chi vorrà seguire il Bezzecchi GP Valencia fino all’ultima curva: orari TV e dove guardare il GP in TV.
Secondo la programmazione aggiornata:
- Sky Sport MotoGP (canale 208) e NOW trasmettono in diretta tutte le sessioni del weekend – prove, qualifiche, Sprint e gara della MotoGP, oltre a Moto2 e Moto3.
- Sabato: la Sprint Race MotoGP è prevista alle 15:00, in diretta anche in chiaro su TV8.
- Domenica: la gara MotoGP scatterà alle 14:00 (ora italiana) in diretta su Sky Sport MotoGP; la differita in chiaro su TV8 è programmata nel pomeriggio (attualmente indicata intorno alle 15:00).
In pratica:
se vuoi vedere Bezzecchi e la sua Aprilia in tempo reale, la scelta è Sky/NOW; se ti accontenti della differita e vuoi restare sull’open TV, allora l’appuntamento è su TV8.
Perché per Bezzecchi il GP di Valencia conta più di una semplice gara
Dentro la gara di domenica c’è molto di più di una bandiera a scacchi.
Per Bezzecchi, il GP di Valencia è:
- la chiusura di un primo capitolo con Aprilia,
- la verifica definitiva del lavoro fatto dopo la svolta di metà stagione,
- la possibilità concreta di chiudere sul podio la classifica piloti MotoGP,
- il modo migliore per entrare nel 2026 con lo status – non dichiarato, ma percepito – di uomo di punta della Casa di Noale.
Non servono numeri complicati o analisi di telemetria: basta guardare il suo linguaggio del corpo quando parla di Portimao, del team, della moto. È un Bezzecchi che si sente dentro il progetto, che ha trovato il suo posto in Aprilia.
E se c’è un luogo perfetto per fissare questa sensazione in una domenica che conta, è proprio Valencia. Dove le stagioni finiscono, ma le storie – soprattutto quelle buone – cominciano sempre da capo.



