A Imola il Mondiale Endurance parte sotto il segno del Cavallino Rampante

la Ferrari 499P si è confermata la vettura di riferimento nel Prologo della 6 Ore di Imola, dominando entrambe le sessioni e lanciando un segnale chiaro per il FIA World Endurance Championship 2026: Ferrari è ancora il punto da battere nel mondiale endurance.

Il Prologo di Imola racconta già chi è davanti

 

 

 

 

 

Il primo vero segnale della stagione arriva sempre prima della gara. E a Imola, nel cuore dell’endurance, il segnale è stato chiaro: la Ferrari 499 ha iniziato il 2026 esattamente da dove aveva lasciato.

Sul tracciato dell’Autodromo Enzo e Dino Ferrari, le Hypercar di Maranello hanno monopolizzato le prime posizioni, sia al mattino sia nel pomeriggio. Non è solo una questione di tempi sul giro, ma di continuità, di gestione delle condizioni e di capacità di adattarsi.

Il contesto non era semplice. Asfalto umido, pioggia intermittente e temperature basse hanno reso il Prologo della 6 Ore di Imola un banco di prova realistico. In queste condizioni, chi è veloce non lo è per caso. E la Ferrari 499 ha dimostrato di esserlo in ogni fase.

Ferrari 499P il ritmo nasce dal controllo

Il lavoro fatto durante l’inverno emerge proprio in queste giornate. La Ferrari 499P non è stata solo la più veloce, ma anche la più costante.

Al mattino è stato Antonio Giovinazzi a firmare il miglior tempo, davanti alla vettura cliente AF Corse guidata da Robert Kubica. Un dettaglio importante: due Ferrari davanti, ma con strutture diverse. Segno che il progetto funziona nel suo insieme.

Nel pomeriggio, quando la pista è tornata incerta, è stato Antonio Fuoco a spingere ancora più in basso il riferimento cronometrico. Non è un caso. Fuoco è uno di quei piloti che riescono a leggere la pista quando le condizioni cambiano giro dopo giro.

Questa doppia leadership racconta qualcosa di preciso: la Ferrari 499P non è solo veloce sul giro secco, ma ha una finestra di utilizzo ampia. Ed è proprio questo che, nell’endurance, fa la differenza.

Gli avversari inseguono: BMW, Cadillac e Alpine provano a restare agganciati

Dietro Ferrari, il gruppo non è rimasto fermo. La BMW M Hybrid V8 ha mostrato segnali di crescita, soprattutto nella seconda sessione, dove è riuscita ad avvicinarsi ai tempi delle 499.

Anche la Cadillac V-Series.R gestita da Jota ha confermato una buona base, pur senza riuscire a inserirsi stabilmente nelle prime posizioni.

Le Alpine A424 hanno lavorato più sulla costanza che sul tempo puro, mentre la Peugeot 9X8 continua a cercare il salto di qualità definitivo.

Il quadro è chiaro: il livello si è alzato, ma Ferrari resta un passo avanti. Non tanto per distacco cronometrico, quanto per controllo della situazione.

 

A Imola il Mondiale Endurance parte sotto il segno del Cavallino Rampante

A Imola il Mondiale Endurance parte sotto il segno del Cavallino Rampante

Toyota osserva, il mondiale endurance si gioca anche nei dettagli

Tra i temi più interessanti del Prologo c’è stato il lavoro della Toyota GR010 Hybrid. Lontana dalle prime posizioni, ma impegnata in un programma preciso.

Comparazione di mescole, ricerca del bilanciamento e sviluppo della versione evoluta della vettura. In altre parole: lavoro invisibile oggi per essere competitivi domani.

Nel mondiale endurance, questo approccio ha spesso fatto la differenza. Toyota non è nuova a partenze in sordina seguite da crescita costante durante la stagione.

Incidenti e imprevisti: Imola ricorda che l’endurance non perdona

 

A Imola il Mondiale Endurance parte sotto il segno del Cavallino Rampante

A Imola il Mondiale Endurance parte sotto il segno del Cavallino Rampante

 

Non è stato un Prologo senza errori. L’incidente di Marco Sørensen al Tamburello ha riportato tutti alla realtà l’endurance.

La Aston Martin Valkyrie ha subito danni importanti, con conseguenze anche per il programma del team. Nessuna conseguenza fisica per il pilota, ma un chiaro segnale di quanto sia sottile il limite.

Anche nella categoria GT, alcuni episodi hanno interrotto il ritmo delle sessioni. Tra questi, l’uscita della Lexus RC F GT3 e problemi tecnici che hanno causato neutralizzazioni.

Imola non perdona errori. E questo vale già dal primo giorno.

Ferrari tra le prime posizioni anche nel GT

La presenza Ferrari si è fatta sentire anche nella classe GT. La Ferrari 296 GT3 ha confermato competitività, con tempi di riferimento nella sessione mattutina.

Nel pomeriggio è stato Mattia Drudi a portare l’Aston Martin in cima alla classifica, dimostrando quanto sia serrata la competizione nella categoria.

Qui il margine è minimo. E ogni dettaglio, dalla gestione gomme alla guida nel traffico, può cambiare il risultato.

Verso la 6 Ore di Imola: Ferrari 499P favorita ma il mondiale endurance è lungo

Il Prologo non assegna punti, ma racconta molto. E quello che racconta è semplice: la Ferrari 499 arriva alla 6 Ore di Imola da favorita.

Non perché ha fatto segnare il miglior tempo, ma perché ha dimostrato di saper gestire ogni condizione. Questo, nell’endurance, vale più di un decimo.

Ma il mondiale endurance non si decide a Imola. È un campionato lungo, fatto di strategie, errori, adattamenti. E soprattutto di gare dove la notte, la pioggia e il traffico cambiano tutto.

Ferrari ha iniziato davanti. Ora deve restarci.