Wayne Gardner a EICMA: tra caschi Shoei, ricordi di corse e nuove sfide elettriche

Allo stand Shoei di EICMA 2025, tra il rumore di migliaia di visitatori e le luci dei nuovi caschi moto, c’era un uomo che non ha bisogno di presentazioni. Wayne Gardner, il “Wollongong Wizard”, il campione del mondo della 500 nel 1987, è tornato a Milano con il sorriso di chi ha vissuto tutto — dalle vittorie in MotoGP ai successi sulle quattro ruote in Giappone — e oggi guarda al futuro su due ruote… elettriche.

 

Wayne Gardner a EICMA: tra caschi Shoei, ricordi di corse e nuove sfide elettriche

Wayne Gardner a EICMA con Fabian Osamu Narizuka Shoei Italia

 

Lo abbiamo incontrato in un momento di relax, tra una chiacchierata con Fabian Osamu Narizuka, responsabile del marchio Shoei, e una curiosa occhiata agli ultimi modelli in esposizione. Gardner è come sempre diretto, ironico e sincero: un pilota che parla come guida — con istinto.

Una carriera leggendaria: dal titolo mondiale alla passione per il Giappone

«Like Valentino. Yeah, I win. I go to Japan, I race for Toyota».
Così si presenta Wayne Gardner, con quella semplicità che solo i campioni veri possono permettersi. Come Valentino Rossi, anche lui ha vissuto la transizione dalle moto alle auto con naturalezza. Dopo il ritiro dalle competizioni su due ruote, Gardner ha infatti corso per Toyota nella Japan GT Series, vincendo e conquistando il pubblico nipponico per cinque anni consecutivi.

«È stato un grande successo – racconta – ho corso dieci anni in auto dopo le moto. Ho una lunga storia nel motorsport, e il Giappone è diventato una parte importante della mia vita».
Un legame profondo, quello con il Paese del Sol Levante, che si rinnova ancora oggi grazie a Shoei, il brand giapponese dei caschi moto che lo ha accompagnato per tutta la carriera e con cui è tornato a collaborare.

Shoei e Gardner: una storia lunga più di quarant’anni

«Ho iniziato con Shoei nel 1981. È stato il primo casco che ho usato in gara. Poi, per tutta la mia carriera, non ho mai cambiato. Ho corso sempre con loro».

Wayne racconta di come quella collaborazione non sia mai stata solo un contratto, ma una vera relazione di fiducia reciproca.
Negli anni, i suoi caschi moto — riconoscibili, iconici, oggi ricercatissimi dai collezionisti — sono diventati simboli di un’epoca in cui il coraggio contava più dell’aerodinamica.

«Dopo la mia carriera in moto e auto, l’azienda in Giappone ha avuto un periodo difficile, ma ora è tornata in buone mani. E Shoei mi ha contattato di nuovo: c’erano moltissime richieste per i miei caschi replica. Così abbiamo deciso di realizzare insieme una nuova collaborazione. Sono tornato a casa, e ne sono molto felice».

Un ritorno alle origini, dunque, celebrato proprio qui a EICMA, dove Gardner ha incontrato migliaia di fan e firmato caschi Shoei con la stessa energia di trent’anni fa.

Tra passato e futuro: l’elettrico secondo Gardner

Wayne non è solo una leggenda del passato: è anche un imprenditore attento alle nuove tecnologie.
«Ora ho un’azienda di e-bike, stile mountain bike, che si chiama Gardner 87», ci spiega con orgoglio.
«Sono qui per parlare con Yamaha, che mi fornisce i motori, e per cercare nuovi componenti. Voglio capire quale tecnologia potrei usare nel mio marchio in futuro. È il motivo principale per cui sono venuto a Milano».

Un nuovo capitolo della sua vita che unisce esperienza e innovazione. “87” non è solo un numero: è l’anno del suo titolo mondiale, quello che lo rese immortale nella storia del motociclismo.

EICMA 2025: “Non ho mai visto così tanta gente”

Gardner osserva il pubblico con lo sguardo di chi ha attraversato decenni di evoluzione del motociclismo.
«Ho partecipato a molti saloni in passato, ma quest’anno… non ho mai visto così tante persone. È incredibile. Ci sono tante novità, ma anche tanta ripetizione. Vedo una crescita importante della collaborazione tra produttori europei e cinesi, con nuovi concetti interessanti, anche se non molti davvero rivoluzionari».

Nonostante la critica garbata, c’è entusiasmo nelle sue parole. Gardner non è un nostalgico, ma un realista: sa che il motociclismo di oggi vive di compromessi tra tecnologia, sostenibilità e spettacolo, ma continua a crederci, soprattutto quando si parla di coraggio e talento.

 

Wayne Gardner a EICMA: tra caschi Shoei, ricordi di corse e nuove sfide elettriche

Wayne Gardner a EICMA con Fabian Osamu Narizuka Shoei Italia

 

Il parere del campione: troppo controllo in MotoGP

Quando la conversazione tocca il tema del MotoGP di oggi, Wayne non si trattiene:
«Penso che ci sia troppa elettronica. Troppi controlli, troppi ingegneri. Ai miei tempi era diverso: era il pilota a fare la differenza».

Secondo lui, il motociclismo moderno è diventato “troppo tecnico”:
«Le gare sono buone, ma credo che dovrebbero semplificare tutto e ridurre i costi. Lasciare che i piloti si affrontino con il proprio talento, non con l’aiuto di cento persone nel box. Allora sarebbe più interessante da guardare».

Un pensiero che Valentino Rossi stesso ha spesso condiviso: anche il Dottore, in più di un’occasione, ha ricordato come l’elettronica abbia cambiato il modo di guidare.
Ed è curioso come Gardner, un campione di un’altra epoca, parli la stessa lingua di Rossi — due piloti che hanno saputo fare la differenza prima con la manetta, poi con il cervello.

Valentino Rossi e Wayne Gardner: due generazioni, un destino comune

Il parallelo tra Wayne Gardner e Valentino Rossi viene naturale. Entrambi hanno dominato il mondo della MotoGP, entrambi hanno deciso di continuare a correre su quattro ruote, e tutti e due sono diventati simboli di una passione che non si spegne mai.

Gardner ride quando lo paragoni al Dottore: «Like Valentino, yeah, I win», dice.
Due piloti separati da vent’anni di storia, ma uniti dalla stessa mentalità: quella di chi non smette mai di imparare, di chi affronta ogni curva con curiosità e rispetto.

E come Rossi, anche Wayne oggi si reinventa, portando il suo nome in nuovi progetti, dalle bici elettriche alla collaborazione con Shoei, che riporta in vita un’icona.

 

Wayne Gardner a EICMA: tra caschi Shoei, ricordi di corse e nuove sfide elettriche

Wayne Gardner a EICMA: con il casco moto Shoei replica

 

Caschi  moto Shoei una filosofia di sicurezza e stile

Non poteva esserci luogo migliore di EICMA, la fiera internazionale delle due ruote, per raccontare una partnership come quella tra Shoei e Wayne Gardner.
Il marchio giapponese, sinonimo di qualità, sicurezza e design, è da sempre un punto di riferimento nel mondo dei caschi moto.
Ogni collezione Shoei nasce da anni di ricerca e da un approccio artigianale che unisce estetica e funzione — la stessa filosofia che ha reso grandi i piloti che lo hanno scelto.

La riedizione del casco replica di Wayne Gardner promette di diventare un oggetto da collezione, un pezzo di storia da indossare, simbolo di un’epoca in cui la velocità era anche eleganza.

Un saluto pieno di energia

Prima di lasciarci, Gardner si ferma un attimo a guardare il flusso di appassionati che riempiono i corridoi di Fiera Milano Rho.
«È bello essere qui, davvero. Vedo tanta passione. Ed è questo che conta: la passione non muore mai».

E in effetti, in quell’attimo, tra i caschi Shoei lucidati come gioielli e le nuove e-bike Gardner 87, sembra che il tempo non sia mai passato.

Wayne Gardner, oggi come ieri, resta un pilota — con la stessa luce negli occhi di chi ha vinto tutto, ma continua a cercare qualcosa di nuovo.