UNIMATIC collaborazione con Norwegian Rain: due orologi per vivere lentamente

La nuova UNIMATIC collaborazione con Norwegian Rain trasforma rame ossidato, tessuti militari recuperati e filosofia del tempo in due orologi GMT che raccontano un modo diverso di vivere le giornate.

 

UNIMATIC collaborazione con Norwegian Rain: due orologi per vivere lentamente

UNIMATIC collaborazione con Norwegian Rain: due orologi per vivere lentamente

 

Ci sono collaborazioni che nascono per motivi estetici e altre che sembrano il risultato naturale di due mondi destinati a incontrarsi. La nuova UNIMATIC collaborazione con Norwegian Rain appartiene chiaramente alla seconda categoria.

Da una parte c’è UNIMATIC, marchio milanese che negli ultimi anni ha costruito una forte identità nell’universo degli UNIMATIC orologi, grazie a un design essenziale, rigoroso e profondamente contemporaneo. Dall’altra c’è Norwegian Rain, il marchio fondato a Bergen da Alexander Helle e T-Michael, diventato famoso per aver trasformato l’impermeabile tecnico in un capo sartoriale elegante e quotidiano.

Il punto di incontro tra queste due realtà è semplice da capire: entrambi progettano oggetti che devono proteggere, accompagnare e resistere al tempo senza perdere carattere.

E forse è proprio il tempo il vero protagonista di questa collaborazione.

Il rame trasforma ogni quadrante in una superficie viva

La parte più affascinante di questi orologi nasce dal quadrante.

UNIMATIC e Norwegian Rain scelgono infatti di lavorare con fogli di rame galvanizzato tagliati al laser e sottoposti a un processo controllato di ossidazione con sale e ammoniaca. Tradotto in parole semplici: il metallo viene lasciato reagire naturalmente, creando superfici vive, irregolari, impossibili da replicare identiche.

 

UNIMATIC collaborazione con Norwegian Rain: due orologi per vivere lentamente

UNIMATIC collaborazione con Norwegian Rain: due orologi per vivere lentamente 

 

Il risultato è sorprendente.
Ogni quadrante sembra attraversato dal tempo, dalla pioggia, dall’aria salmastra. Nessun pezzo è uguale all’altro.

È una scelta che racconta perfettamente il mondo Norwegian Rain, costruito intorno all’idea che gli oggetti più belli siano quelli che cambiano insieme a chi li usa.

T-Michael lo spiega bene quando parla del rapporto tra tempo e materiali. Il rame si ossida, si trasforma, si consuma lentamente. Proprio come succede alle cose vere.

Per Norwegian Rain il tempo non si può sempre controllare

La parte più interessante del progetto, però, non riguarda soltanto il design.

Durante la presentazione T-Michael ha raccontato una riflessione molto semplice ma potente: esistono due modi di vivere il tempo. Uno preciso, scandito, quasi matematico. E uno più libero, più aperto, in cui non conta il singolo minuto ma l’intera giornata.

Lui lo definisce “polychronic time”.
Un tempo meno rigido, in cui ci si può perdere per trovare idee, esperienze, intuizioni.

Questa filosofia entra direttamente negli orologi della collaborazione.

Uno dei due modelli, infatti, mantiene una lettura più tradizionale e precisa del tempo, con GMT, ore, minuti e data ben leggibili. L’altro invece riduce tutto all’essenziale, quasi a voler dire che non serve controllare continuamente l’ora per vivere bene la giornata.

È un approccio raro nell’orologeria contemporanea, perché qui l’orologio non serve solo a misurare il tempo: serve a riflettere sul modo in cui lo viviamo.

 

UNIMATIC collaborazione con Norwegian Rain: due orologi per vivere lentamente

UNIMATIC collaborazione con Norwegian Rain: due orologi per vivere lentamente

 

Il Modello Due perde freddezza industriale e acquista il fascino delle superfici vissute

La base della collaborazione è il Modello Due, una delle casse più equilibrate del catalogo UNIMATIC.

Con i suoi 38 mm mantiene proporzioni compatte e facili da indossare, ma in questa versione cambia completamente atmosfera. Il rame ossidato rende infatti l’orologio meno industriale e più materico, quasi tattile.

Anche il colore generale contribuisce a questa sensazione. Le superfici sembrano consumate dal clima, dalla pioggia, dall’uso quotidiano. Non c’è nulla di lucido o artificiale. Tutto appare volutamente vissuto.

Ed è qui che il progetto prende distanza dalle collaborazioni classiche del mondo moda-orologeria, spesso concentrate solo su loghi e colori. Qui il materiale racconta davvero qualcosa.

Una vecchia tenda dell’esercito norvegese diventa il dettaglio dell’orologio

Uno degli elementi più belli della collaborazione è probabilmente il cinturino orologio.

UNIMATIC e Norwegian Rain scelgono infatti di utilizzare tessuto recuperato da vecchie tende dell’esercito norvegese. Non una reinterpretazione estetica, ma il materiale originale, con gli stessi bottoni e la stessa struttura utilizzata per trasformare quei teli in poncho e ripari militari.

T-Michael ha spiegato che questi tessuti erano già naturalmente molto resistenti all’acqua grazie alla trama estremamente fitta, e che il progetto nasce proprio dal desiderio di dare nuova vita a materiali costruiti per durare.

Il risultato è un cinturino che non sembra “nuovo” nel senso tradizionale del termine. Sembra già vissuto, già parte di una storia.

E questo cambia completamente il rapporto con l’orologio.

 

UNIMATIC collaborazione con Norwegian Rain: due orologi per vivere lentamente

UNIMATIC collaborazione con Norwegian Rain: due orologi per vivere lentamente

 

La pioggia di Bergen è ispirazione per il progetto

Norwegian Rain nasce a Bergen, considerata una delle città più piovose d’Europa. Questo dettaglio non è solo geografico: è il centro della filosofia del brand.

Gli impermeabili del marchio non vogliono sembrare capi tecnici. Vogliono essere eleganti, quotidiani, facili da vivere anche sotto la pioggia costante.

La collaborazione con UNIMATIC segue la stessa logica.

Questi orologi non mostrano il tema della pioggia in modo evidente o teatrale. Lo incorporano nei materiali, nelle superfici, nei colori ossidati, nell’idea stessa di trasformazione naturale.

È una collaborazione che non urla mai. E proprio per questo funziona.

UNIMATIC continua a scegliere collaborazioni che raccontano mondi differenti

Negli ultimi anni UNIMATIC ha lavorato con realtà molto diverse tra loro: dal design contemporaneo alla cultura pop, fino al motorsport e alla fotografia.

Ma il punto comune è sempre stato uno: ogni collaborazione racconta un universo reale, non costruito artificialmente per vendere un prodotto.

La partnership con Norwegian Rain si inserisce perfettamente in questo percorso. Non è una semplice capsule, ma un progetto coerente con l’identità di entrambi i brand.

Ed è forse proprio questo il motivo per cui gli unimatic orologi continuano a incuriosire anche persone che normalmente non seguono l’orologeria.

Le superfici irregolari raccontano un’idea di design più autentica

Nel mondo degli oggetti contemporanei siamo abituati a superfici impeccabili, materiali identici, produzioni perfettamente uniformi.

Qui succede l’opposto.

Ogni quadrante cambia leggermente. Ogni superficie reagisce in modo diverso. Ogni pezzo racconta il proprio rapporto con il tempo e con il processo che lo ha creato.

È una scelta coraggiosa, perché significa accettare l’imprevedibilità come parte del design.

Ma è anche ciò che rende questi orologi interessanti da guardare ancora oggi, e probabilmente ancora di più tra qualche anno.

Questi orologi non chiedono di correre dietro al tempo, ma di viverlo con un altro ritmo

La nuova UNIMATIC collaborazione con Norwegian Rain non è soltanto un progetto di design o di orologeria. È una riflessione su come viviamo il tempo, il clima, gli oggetti quotidiani.

UNIMATIC collaborazione con Norwegian Rain: due orologi per vivere lentamente

UNIMATIC collaborazione con Norwegian Rain: due orologi per vivere lentamente

 

 

Parla di materiali che cambiano.
Di superfici che invecchiano bene.
Di giornate che non devono essere sempre scandite al minuto.

E forse è proprio questo il motivo per cui questi orologi riescono a incuriosire anche chi normalmente non si interessa di orologeria: perché prima ancora di essere strumenti, sembrano frammenti di una storia già vissuta.