Tour Auto 2026, BMW 2002, Ferrari 250 GTO e le classic car in gara

Tour Auto 2026, un museo che attraversa la Francia

Il Tour Auto 2026 si svolge dal 3 al 9 maggio e celebra la sua 35ª edizione con un ritorno molto simbolico: le auto sono tornate sotto la grande vetrata del Grand Palais di Parigi prima della partenza verso Biarritz. L’edizione 2026 mette in evidenza due famiglie iconiche, la BMW 2002 e la Ferrari 250, ma il plateau è molto più ampio: quasi 240/247 auto d’epoca e da competizione attraversano la Francia passando da Clermont-Ferrand, Pont du Gard, Toulouse e Pau, fino all’arrivo sulla costa basca.

 

Tour Auto 2026, BMW 2002, Ferrari 250 GTO e le classic car in gara

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Il Tour Auto non è una semplice passerella per classic car. È una corsa che mescola storia, regolarità, prove su strada, circuiti e cultura automobilistica. È uno di quegli eventi in cui una Ferrari 250 GTO non viene soltanto esposta: torna nel suo ambiente naturale, cioè la strada, il ritmo, il controllo, la fatica meccanica.

Dal Grand Palais alla strada, il Tour Auto ritrova il suo teatro naturale

Il ritorno al Grand Palais è una delle immagini forti del Tour Auto 2026. Dopo cinque anni di assenza, gli equipaggi hanno esposto le vetture sotto la verrière parigina domenica 3 e lunedì 4 maggio, prima del grande départ di martedì 5. Peter Auto indica l’accesso pubblico tramite programma ufficiale da 15 euro, con apertura domenica dalle 16 alle 22 e lunedì dalle 9.30 alle 18. 

Da lì la corsa cambia tono. Non più solo eleganza ferma, ma movimento. Il percorso porta le auto da Parigi verso Clermont-Ferrand, poi al Pont du Gard, a Toulouse, a Pau e infine a Biarritz. Il tragitto è di circa 2.200 chilometri e comprende passaggi sui circuiti di Magny-Cours, Albi, Pau-Arnos e Nogaro.

 

Tour Auto 2026, BMW 2002, Ferrari 250 GTO e le classic car in gara

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Ferrari 250 GTO, il ritorno della regina tra le auto d’epoca

La Ferrari 250 GTO è il nome che accende subito il Tour Auto 2026. Secondo News d’Anciennes, al via c’è la 250 GTO telaio 4675GT, guidata da Claudio Roddaro, con carrozzeria 1964 e una storia sportiva che include Tour de France 1963, Targa Florio, 1000 km di Paris, 1000 km di Monza e corse in salita. La vettura è iscritta in competizione, non solo in esposizione. 

Questo dettaglio cambia tutto. Una Ferrari 250 GTO ferma è già un evento. Una Ferrari 250 GTO impegnata al Tour Auto diventa memoria viva del Gran Turismo europeo. La sigla GTO, Gran Turismo Omologato, non è una decorazione: racconta un’epoca in cui le vetture stradali e quelle da corsa erano molto più vicine tra loro.

Accanto alla GTO ci sono altre Ferrari 250: GT SWB, GT Boano, MM, GT Lusso e GT California LWB. News d’Anciennes segnala quattro Ferrari 250 in competizione oltre alla GTO e diverse altre in regolarità. 

 

Tour Auto 2026, BMW 2002, Ferrari 250 GTO e le classic car in gara

Tour Auto 2026, BMW 2002, Ferrari 250 GTO e le classic car in gara

 

 

BMW 2002, la sportiva accessibile che ha cambiato il carattere di BMW

L’altra protagonista dichiarata del Tour Auto 2026 è la BMW 2002. Peter Auto la indica tra le auto messe all’onore insieme alle Ferrari 250 GTO.

La BMW 2002 rappresenta un altro modo di intendere la sportività. Non è una supercar, non nasce come oggetto irraggiungibile. È una berlina compatta, leggera, dinamica, capace di dare alla guida quotidiana un carattere più sportivo. News d’Anciennes parla di 12 BMW serie “02” presenti: due TII in regolarità e dieci BMW 2002 TI, sette delle quali in competizione. 

Nel racconto del Tour Auto questa presenza è importante perché crea un contrasto molto interessante. Da una parte la Ferrari 250, aristocrazia del Gran Turismo italiano. Dall’altra la BMW 2002, simbolo di una sportività più moderna, più compatta, più vicina all’idea di auto da guidare davvero.

Non solo Ferrari e BMW: le altre classic car da seguire

Il Tour Auto 2026 non vive soltanto sulle due icone dell’edizione. Il plateau comprende molte auto capaci di attirare l’attenzione degli appassionati.

Tra le vetture più interessanti indicate dalle fonti francesi ci sono Porsche 911 2.6L ST, Porsche 911 2.3L TDF, Maserati A6G 2000 Zagato, Osca MT4 1100, Maserati 200SI, Aston Martin DB2/4 Mk I e Bugatti Type 55. Forlaps segnala anche la Lancia 037 Evo 1, resa possibile dall’estensione dell’eleggibilità fino al 1984. 

News d’Anciennes aggiunge altri nomi pesanti: Alfa Romeo T33/2, Giulietta SZ, Ferrari 308 Gr. IV, Ferrari 365 GTB/4 Competizione, Ferrari 275 GTB, due BMW M1, tre De Tomaso Pantera, tre Ford GT40, due Mercedes 300 SL, Porsche 906, Porsche 550 e Porsche 904. 

C’è anche una forte presenza francese. Peter Auto, nella comunicazione LinkedIn, cita Alpine A110, Renault 8, Dauphine Gordini, DB HBR5 Barquette e Anthem Coach. 

I 70 anni di Dauphine danno un valore speciale alla presenza Renault

Nel 2026 la presenza delle Renault Dauphine Gordini ha un significato ulteriore: la Dauphine compie 70 anni, essendo stata presentata nel 1956. Nel contesto del Tour Auto, questa ricorrenza permette di raccontare una parte più popolare ma non meno affascinante della storia sportiva francese.

La Dauphine non ha il prestigio di una Ferrari 250 GTO e non ha l’immagine dinamica della BMW 2002, ma appartiene a un’altra memoria: quella delle auto compatte, leggere, trasformate in strumenti di gara grazie alla preparazione, alla passione e al talento dei piloti. Inserirla accanto a Ferrari, BMW, Porsche e Alpine aiuta a spiegare perché il Tour Auto sia così amato: non celebra solo il lusso, ma la cultura dell’automobile sportiva in tutte le sue forme.

Competizione e regolarità: due modi diversi di vivere le auto d’epoca

Il Tour Auto 2026 unisce due anime: competizione e regolarità. La competizione guarda al tempo, al ritmo, al risultato. La regolarità premia precisione, costanza e capacità di rispettare medie imposte.

Questa differenza è importante per il lettore italiano perché spiega perché auto molto diverse possano convivere nello stesso evento. Una Ferrari 250 GTO può correre in competizione, mentre altre vetture storiche possono affrontare la prova con una logica più conservativa, senza perdere valore sportivo. Non è una gara moderna con auto uguali tra loro. È un racconto in movimento, dove ogni modello porta in strada il proprio periodo storico.

 

Tour Auto 2026, BMW 2002, Ferrari 250 GTO e le classic car in gara

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Tour Auto 2026, perché questa edizione interessa anche il pubblico italiano

Il Tour Auto 2026 parla molto anche all’Italia. La presenza Ferrari è centrale, con la 250 GTO e le varie declinazioni della famiglia 250. Ma ci sono anche Maserati, Osca, Lancia, Alfa Romeo, De Tomaso. È un pezzo di storia italiana che attraversa la Francia.

In questo senso il Tour Auto diventa più di un evento per auto d’epoca. È una mappa culturale dell’automobilismo europeo. La Francia offre il percorso, il Grand Palais e le strade. L’Italia porta alcune delle sue forme più celebri. La Germania risponde con BMW e Porsche. L’Inghilterra entra con Jaguar, Aston Martin; AC Cobra e Ford GT40 in chiave internazionale.

Il fascino del Tour Auto è vedere auto preziose sulle strade

La forza del Tour Auto 2026 sta qui: vedere auto rarissime ancora in movimento. Una classic car può essere ammirata in un concorso d’eleganza, ma in un evento come questo torna a esprimere ciò per cui è nata. Le sospensioni lavorano, i freni si scaldano, i motori salgono di giri, gli equipaggi devono leggere la strada.

È questo che distingue il Tour Auto da molti appuntamenti statici. Non cancella l’eleganza, la mette alla prova. Non trasforma la storia in museo, la riporta sulle strade.

Per questo la 35ª edizione ha un valore particolare. Il ritorno al Grand Palais, la Ferrari 250 GTO in competizione, la presenza forte delle BMW 2002, il richiamo ai 70 anni di Dauphine e un elenco di auto che attraversa decenni di sport automobilistico rendono il Tour Auto 2026 una delle edizioni più interessanti degli ultimi anni.