The I.C.E. St. Moritz 2026 definita la giuria internazionale che sceglierà l’auto più bella

Quando si parla di The I.C.E. St. Moritz, l’eleganza non è mai un concetto astratto. È una visione precisa, condivisa, interpretata da chi è chiamato a leggere l’automobile come oggetto culturale, opera d’arte e testimonianza storica. Per l’edizione di The I.C.E. St. Moritz 2026 del concorso, in programma il 30 e 31 gennaio sul lago ghiacciato dell’Engadina, è stata ufficialmente definita una giuria internazionale di assoluto prestigio, capace di unire competenza tecnica, sensibilità estetica e sguardo contemporaneo.

 

La Bugatti Type 59 la regina di The I.C.E. St. Moritz

La Bugatti Type 59 la regina di The I.C.E. St. Moritz

In un contesto unico come quello di St. Moritz, dove le auto d’epoca vengono celebrate come sculture in movimento, la giuria assume un ruolo centrale: non solo valutare, ma interpretare. Ogni scelta diventa un racconto, ogni premio una dichiarazione di stile.

Una giuria che riflette l’anima del concorso d’eleganza

La giuria di The I.C.E. St. Moritz 2026 è composta da figure che rappresentano mondi diversi ma complementari: automobilismo storico, design, architettura, moda, editoria, aste internazionali e cultura pop. Un equilibrio che rispecchia perfettamente la natura del concorso, sospeso tra heritage e visione contemporanea.

A guidare questo racconto c’è Marco Makaus, ideatore e Patron dell’evento. Profondo conoscitore della storia dell’automobile, autore e giurato internazionale, Makaus ha partecipato a concorsi di riferimento come Mille Miglia, Villa d’Este Style e Villa La Massa Excellence. La sua presenza garantisce continuità con la filosofia originaria di The I.C.E.: rispetto per il contesto naturale dell’Engadina e attenzione assoluta alla qualità delle vetture selezionate.

Accanto a lui siede Richard Adatto, uno dei massimi esperti mondiali di auto classiche, autore pluripremiato e storico giudice del Concours d’Elegance di Pebble Beach, di cui fa parte da oltre trent’anni. Il suo sguardo raffinato sullo stile e sulla storia dell’automobile porta a St. Moritz un’eredità culturale di livello globale.

Un decano del giornalismmo tra storia e competizione

Il mondo dell’editoria automotive è rappresentato da Massimo Delbò, storico dell’automobile e Editorial Director di Cavallino Magazine, oltre che collaboratore di Octane Magazine. La sua capacità di leggere l’auto come documento storico e culturale è fondamentale in un concorso che premia non solo la bellezza, ma anche il valore narrativo delle vetture.

Completa questo asse culturale Mathias Doutreleau, fondatore ed ex direttore di The Quail, A Motorsports Gathering, evento simbolo della Monterey Car Week. Presidente del Concours d’Elégance Suisse e figura di riferimento nei campionati FIA di vetture storiche, Doutreleau porta a The I.C.E. St. Moritz una visione internazionale profondamente radicata nel motorsport storico.

Architettura, design e sguardi trasversali

L’eleganza non vive solo nell’automobile. A dimostrarlo è la presenza di Norman Foster, architetto e designer di fama mondiale, firma iconica dell’architettura contemporanea e autore della futuristica Chesa Futura di St. Moritz. Foster ha inoltre disegnato il trofeo Best in Show, diventato simbolo dell’evento, unendo forma architettonica e spirito automobilistico.

 

La Bugatti Type 59 la regina di The I.C.E. St. Moritz

La Bugatti Type 59 la regina di The I.C.E. St. Moritz

Il dialogo con il mondo della moda, del design e della cultura visiva è affidato a Michele Lupi, già direttore di testate come GQ, Rolling Stone, Icon e Icon Design. Il suo approccio trasversale consente di leggere le auto d’epoca di St. Moritz come icone di stile, al pari di oggetti di design e creazioni artistiche.

Collezionismo, aste e nuove prospettive

La giuria si arricchisce anche di figure centrali nel mondo del collezionismo e del mercato internazionale. Vanessa Marçais, cresciuta tra auto storiche e co-fondatrice del GT & Sports Car Cup, porta una visione fortemente legata alla competizione storica e alla curatela di eventi.

Accanto a lei, Philip Rathgen, CEO di Classic Driver, uno dei nomi più influenti nel panorama delle auto classiche, già giurato in eventi come Villa d’Este e Gold Coast Motor Festival. Il suo sguardo digitale e internazionale rappresenta un ponte tra tradizione e nuove generazioni di collezionisti.

Il mondo delle aste è rappresentato da Augustin Sabatié-Garat, Director of Sales EMEA di RM Sotheby’s, profondo conoscitore di auto d’epoca e protagonista attivo di rally e competizioni storiche. Una presenza che sottolinea il valore economico, culturale e collezionistico delle vetture in concorso.

Cinema, cultura pop e una nuova voce sul palco

Tra le figure più sorprendenti della giuria spicca Jay Ward, direttore creativo del franchise Pixar e consulente automotive per tutti e tre i film Cars. La sua partecipazione conferma la capacità di The I.C.E. St. Moritz di dialogare con l’immaginario collettivo e con una cultura pop che ha saputo rendere l’automobile un simbolo universale.

A completare il quadro, la grande novità dell’edizione 2026: la cerimonia di premiazione sarà condotta da Amanda Stretton, giornalista e conduttrice televisiva britannica, prima donna del Regno Unito a vincere una gara internazionale di lunga distanza a Spa-Francorchamps. Già Master of Ceremonies al Pebble Beach Concours d’Elegance, Stretton porterà sul palco di St. Moritz carisma, autorevolezza e una straordinaria capacità narrativa.

Una giuria che racconta il senso profondo di The I.C.E. St. Moritz

La giuria di The I.C.E. St. Moritz 2026 non è solo un insieme di nomi illustri. È una dichiarazione di intenti. Ogni membro contribuisce a costruire un racconto corale in cui le auto d’epoca a St. Moritz diventano linguaggio, memoria e visione. In Engadina, sul lago ghiacciato, l’eleganza non viene semplicemente giudicata: viene interpretata.