TAG Heuer Monza, il cronografo nato per Niki Lauda torna in edizione limitata per il Gran Premio d’Italia 2026
Il TAG Heuer Monza compie cinquant’anni e torna nel 2026 con un nuovo cronografo flyback in edizione limitata a 500 esemplari numerati. Presentato alla vigilia del Gran Premio d’Italia 2026 di Formula 1, il nuovo TAG Heuer Monza Flyback Chronograph riprende il legame nato nel 1976 tra l’orologio, Ferrari e Niki Lauda, aggiornandolo attraverso una cassa da 42 mm in carbonio forgiato e il calibro automatico di manifattura TH20-12 certificato COSC. Il prezzo indicativo per l’Europa è di 13.350 euro, con disponibilità da settembre 2026.

TAG Heuer Monza, il cronografo nato per Niki Lauda torna in edizione limitata per il Gran Premio d’Italia 2026
Tra le novità orologi presentate durante la settimana del GP di Monza, questa ha una particolarità: il nome stampato sul quadrante non è stato scelto soltanto per evocare l’automobilismo. Dietro il TAG Heuer Monza c’è infatti una storia precisa, iniziata quando Heuer lavorava direttamente con la Scuderia Ferrari e culminata con il Mondiale conquistato da Niki Lauda.
Cinquant’anni dopo, il marchio svizzero torna proprio a Monza per riprendere quella storia. Non attraverso una riedizione filologica dell’orologio del 1976, ma con un modello che conserva alcuni dei suoi elementi estetici più riconoscibili e li trasferisce nella generazione contemporanea della collezione.
Il TAG Heuer Monza nacque nel 1976 per celebrare il Mondiale vinto da Niki Lauda con Ferrari
Per capire il nuovo TAG Heuer Monza bisogna partire dal 1971, quando Heuer divenne Official Timekeeper della Scuderia Ferrari. Secondo la ricostruzione della Maison, fu il primo marchio di orologi a instaurare una partnership con una squadra di Formula 1.
Quattro anni più tardi quella collaborazione si trovò al centro di una delle stagioni più importanti della storia Ferrari. Nel 1975 Niki Lauda conquistò il Campionato del Mondo di Formula 1, riportando a Maranello il titolo Piloti che mancava dal 1964.
Heuer decise di celebrare quella vittoria realizzando un nuovo cronografo. Nel 1976 nacque così il Monza.
È un’origine che rende questo orologio diverso da molti modelli nei quali il rapporto con il motorsport è costruito attraverso colori, materiali o campagne pubblicitarie. Il nome Monza entra nella storia di Heuer come conseguenza diretta di un successo sportivo.
La nuova edizione del cinquantesimo anniversario riporta quindi in primo piano anche Niki Lauda, senza trasformarsi però nella replica di un modello storico. TAG Heuer utilizza quell’origine come punto di partenza per un orologio progettato secondo il linguaggio tecnico attuale della Maison.
Ed è significativo che la presentazione arrivi proprio in prossimità del FORMULA 1 PIRELLI GRAN PREMIO D’ITALIA 2026. Il circuito non è semplicemente lo scenario scelto per il lancio: il nome stesso dell’orologio continua a ricordare il rapporto tra la marca, Ferrari e una precisa epoca della Formula 1.
Cinquant’anni dopo, il TAG Heuer Monza conserva il carattere originale ma cambia forma e materiali
La scelta più interessante di TAG Heuer riguarda il modo in cui è stato affrontato l’anniversario.
Per celebrare i cinquant’anni del Monza, la Maison avrebbe potuto riprodurre fedelmente il cronografo del 1976. Ha scelto invece un’altra strada.

TAG Heuer Monza, il cronografo nato per Niki Lauda torna in edizione limitata per il Gran Premio d’Italia 2026
Il nuovo TAG Heuer Monza Flyback Chronograph nasce sulla base dell’interpretazione contemporanea presentata nel 2023, recuperando dalla storia soprattutto l’identità visiva della collezione. È quindi un’evoluzione dell’attuale Monza, non una semplice operazione nostalgia.
Il risultato si riconosce immediatamente dalla forma della cassa, che conserva il caratteristico profilo a cuscino della generazione moderna. Anche la scelta del carbonio rende evidente quanto il progetto sia distante dall’idea di una riedizione vintage.
Il nero domina l’orologio, mentre rosso e bianco costruiscono i contrasti necessari alla lettura e, contemporaneamente, richiamano il linguaggio grafico che da decenni accompagna il Monza.
È proprio questo equilibrio a rendere interessante il nuovo modello: il riferimento al passato è leggibile, ma non obbliga l’orologio a sembrare uscito dagli anni Settanta.
La cassa in carbonio forgiato cambia il carattere del TAG Heuer Monza
La cassa misura 42 millimetri ed è realizzata in carbonio, materiale utilizzato anche per la lunetta fissa.
TAG Heuer sottolinea soprattutto due caratteristiche del carbonio forgiato: la combinazione tra resistenza e peso contenuto e la particolare trama superficiale prodotta dal materiale. Non esistono quindi due casse perfettamente identiche nell’aspetto, perché la disposizione delle fibre genera variazioni da un esemplare all’altro.

TAG Heuer Monza, il cronografo nato per Niki Lauda torna in edizione limitata per il Gran Premio d’Italia 2026
È un dettaglio che modifica anche la percezione estetica dell’orologio. Il nero non forma una superficie uniforme: la cassa mostra una trama irregolare, quasi minerale, particolarmente visibile sulle anse, sulla carrure e sulla lunetta.
Il vetro è in zaffiro bombato con trattamento antiriflesso su entrambi i lati. Corona e pulsanti seguono la stessa impostazione scura: la prima è in carbonio, mentre i due pulsanti del cronografo, posizionati alle 2 e alle 4, sono in acciaio con trattamento DLC nero.
L’impermeabilità dichiarata raggiunge i 100 metri.
Quadrante nero, dettagli rossi e due scale collegano il cronografo al mondo delle corse
Il quadrante è probabilmente la parte nella quale il rapporto con il Monza storico emerge in maniera più immediata.
La base è nera opaca, così come i due contatori. A ore 3 si trova il totalizzatore dei minuti cronografici, riconoscibile dalla lancetta rossa; a ore 6 sono invece visualizzati i piccoli secondi continui con lancetta bianca. La data è collocata a ore 9 attraverso un’apertura inclinata, elemento già utilizzato sul Monza contemporaneo.

TAG Heuer Monza, il cronografo nato per Niki Lauda torna in edizione limitata per il Gran Premio d’Italia 2026
Gli indici bianchi e le lancette di ore e minuti utilizzano Super-LumiNova bianca, mentre la lancetta centrale del cronografo è rossa.
Sono colori funzionali prima ancora che decorativi. Il contrasto tra nero, bianco e rosso separa rapidamente le diverse indicazioni senza appesantire un quadrante sul quale convivono cronografo, data e scale periferiche.
Sul rehaut nero TAG Heuer inserisce inoltre due strumenti storicamente legati al cronografo: scala tachimetrica e scala pulsometrica.
La prima consente, conoscendo la distanza percorsa, di calcolare una velocità media. La seconda permette invece di determinare una frequenza cardiaca sulla base di un intervallo cronometrato. Oggi difficilmente sono queste funzioni a determinare l’acquisto di un orologio meccanico, ma contribuiscono a conservare il carattere strumentale che appartiene alla storia del cronografo.
Il calibro TH20-12 porta la funzione flyback all’interno del nuovo TAG Heuer Monza
Se il design guarda al 1976, la meccanica appartiene completamente all’orologeria TAG Heuer contemporanea.
Attraverso il fondello in vetro zaffiro è visibile il calibro di manifattura TH20-12, movimento cronografico certificato COSC e dotato di funzione flyback.
La certificazione COSC riguarda la precisione cronometrica del movimento secondo i parametri stabiliti dal Contrôle Officiel Suisse des Chronomètres.
La funzione flyback, invece, merita qualche spiegazione perché rappresenta uno degli elementi tecnici centrali dell’orologio.
Su un cronografo tradizionale, per iniziare una nuova misurazione bisogna arrestare il cronografo, azzerarlo e poi farlo ripartire. Il flyback permette di fare tutto con un’unica pressione: mentre il cronografo è in funzione, il comando azzera immediatamente le lancette e avvia una nuova misurazione.
È una complicazione storicamente coerente con l’impiego del cronografo negli sport motoristici, perché consente di misurare intervalli consecutivi in modo molto rapido. Su un circuito significa, almeno idealmente, poter passare dal cronometraggio di un giro al successivo senza interrompere la sequenza delle misurazioni.
TAG Heuer utilizza quindi una funzione realmente collegata alla misurazione del tempo in gara, evitando che il rapporto con l’automobilismo si limiti alle scelte estetiche.
Il cinturino traforato riprende un dettaglio degli orologi da corsa del passato
La connessione con le competizioni prosegue nel cinturino.

TAG Heuer Monza, il cronografo nato per Niki Lauda torna in edizione limitata per il Gran Premio d’Italia 2026
Il TAG Heuer Monza utilizza pelle di vitello nera traforata, completata da cuciture rosse a contrasto. La scelta richiama i cinturini racing diventati popolari nell’orologeria sportiva del Novecento, riconoscibili proprio dalle perforazioni praticate sulla pelle.
La chiusura è una fibbia déployante in titanio grado 2 sabbiato con trattamento DLC nero e doppio pulsante di sicurezza.
Anche in questo caso il riferimento storico non comporta una ricostruzione letterale del passato. La pelle mantiene il codice estetico del cinturino racing, mentre fibbia, cassa in carbonio e architettura complessiva appartengono chiaramente a un orologio contemporaneo.
Il TAG Heuer Monza per il Gran Premio d’Italia 2026 sarà prodotto in soli 500 esemplari
L’aspetto collezionistico è determinante per questa nuova uscita.
Il TAG Heuer Monza Flyback Chronograph viene infatti prodotto in 500 pezzi numerati. Sul fondello compare l’incisione individuale XXX/500, che identifica ogni esemplare della serie.
La disponibilità è prevista da settembre 2026, mentre il prezzo indicativo comunicato per il mercato europeo è di 13.350 euro.
La tiratura limitata non è però l’unico elemento che definisce l’orologio. In questo caso coincide con un anniversario preciso: i cinquant’anni dalla nascita del Monza.
Per TAG Heuer significa riportare uno dei propri cronografi più legati alle competizioni nello stesso momento in cui la Formula 1 torna sull’Autodromo Nazionale per il Gran Premio d’Italia 2026.
E soprattutto significa ricostruire il collegamento con l’episodio dal quale tutto ebbe origine: la collaborazione con Ferrari, il Mondiale conquistato da Niki Lauda nel 1975 e la decisione, un anno più tardi, di trasformare quella vittoria in un orologio.
Cinquant’anni dopo, sul quadrante compare ancora lo stesso nome: Monza. La meccanica, i materiali e le proporzioni sono cambiati, ma la ragione per cui quell’orologio entrò nella collezione Heuer resta parte integrante della sua identità.




