Škoda alla Milano Design Week racconta il futuro dell’Urban Crossover elettrico
Škoda alla Milano Design Week 2026 porta a Milano un’installazione immersiva chiamata “Ooooh that’s EpiQ!” ospitata a Palazzo Senato, che anticipa il nuovo Urban Crossover 100% elettrico Epiq. Il progetto unisce design, arte digitale e mobilità urbana, confermando il ruolo del brand nel dialogo tra innovazione e cultura del Salone del Mobile.

Škoda alla Milano Design Week racconta il futuro dell’Urban Crossover elettrico
Il ritorno di Skoda a Milano va oltre l’auto e diventa racconto di design
La presenza di Škoda alla Milano Design Week non è una semplice partecipazione a un evento, ma una dichiarazione di intenti. In un contesto come quello del Salone del Mobile, dove il design è linguaggio universale, il marchio boemo sceglie di raccontarsi attraverso un’installazione immersiva che mette al centro la relazione tra mobilità, creatività e spazio urbano.
Dopo il debutto del 2025, accolto con interesse da pubblico e addetti ai lavori, Škoda torna a Milano con un progetto più maturo, più consapevole. Non si limita a esporre un prodotto, ma costruisce un’esperienza. È qui che nasce il senso di “Ooooh that’s EpiQ!”, un’espressione che non è solo un titolo, ma una reazione, un’emozione progettata.
Dal 21 al 26 aprile, nel cuore di Milano, il brand entra nel racconto della città trasformando il proprio linguaggio industriale in una narrazione visiva accessibile a tutti.
Ooooh that’s EpiQ!: l’installazione che anticipa il SUV elettrico
“Ooooh that’s EpiQ!” non è una semplice esposizione. È un’anticipazione. È il modo in cui Škoda decide di introdurre il suo nuovo SUV elettrico, un Urban Crossover pensato per la città contemporanea.
L’Epiq non viene mostrato in modo tradizionale. Non è su un piedistallo. Non è illuminato come un oggetto distante. Viene raccontato attraverso forme, superfici e contenuti visivi che suggeriscono il suo carattere. È una presenza che si percepisce prima ancora di essere vista.
Questo approccio riflette una strategia precisa: rendere la mobilità elettrica accessibile anche a livello emotivo. Non solo tecnologia, ma esperienza. Non solo prodotto, ma relazione.
L’Epiq di Skoda rappresenta un tassello importante nella gamma BEV del marchio, con un posizionamento chiaro: giovane, urbano, dinamico. Un’auto pensata per chi vive la città e vuole interpretarla in modo diverso.

Škoda alla Milano Design Week racconta il futuro dell’Urban Crossover elettrico
Palazzo Senato diventa spazio dinamico tra storia e innovazione
La scelta di Palazzo Senato non è casuale. È uno spazio carico di storia, di architettura classica, di equilibrio. Ed è proprio questo che Škoda decide di mettere in discussione.
L’installazione si sviluppa nel cortile, trasformando un ambiente statico in uno spazio in continua evoluzione. Le superfici modellabili, i volumi plastici, la luce: tutto contribuisce a creare un contrasto netto tra passato e futuro.
Questo dialogo tra epoche diventa il vero cuore del progetto. Da una parte la solidità dell’architettura milanese, dall’altra la fluidità di un linguaggio visivo contemporaneo.
Il risultato è un’esperienza che non si limita a essere osservata. Si attraversa. Si vive. Si interpreta.
L’arte digitale di Ricardo Orts guida l’esperienza immersiva
A firmare il progetto è Ricardo Orts, digital artist e fondatore di Ulises Studio. La sua presenza non è un dettaglio, ma una scelta strategica.
Orts lavora da anni sulla visualizzazione e sulla trasformazione degli spazi attraverso il digitale. Il suo approccio si inserisce perfettamente nella visione Škoda: utilizzare il design come linguaggio aperto, capace di coinvolgere anche chi non ha un background tecnico.
L’elemento più rappresentativo dell’installazione è la “interactive digital dome”. Non è solo una struttura scenografica. È un punto di contatto tra il pubblico e il mondo visivo del brand.
Qui, immagini, luci e contenuti si fondono con l’architettura, creando un ambiente che cambia in base alla percezione di chi lo attraversa. È un’esperienza che non ha un solo punto di vista, ma molteplici interpretazioni.
Questo tipo di installazione riflette una tendenza chiara della Milano Design Week: il design non è più solo oggetto, ma esperienza immersiva.

Škoda alla Milano Design Week racconta il futuro dell’Urban Crossover elettrico
Uno spazio pensato per le persone non solo per l’esposizione
Un aspetto interessante dell’allestimento è la sua dimensione sociale. Non è un ambiente pensato solo per essere fotografato, ma per essere vissuto.
All’interno dell’installazione trovano spazio aree relax, spazi ludici per bambini e zone dedicate alla condivisione. È un modo concreto per tradurre i valori del brand: famiglia, tempo di qualità, accessibilità.
Questo approccio si allinea perfettamente con il concetto di mobilità urbana contemporanea. L’auto non è più solo un mezzo, ma parte di un ecosistema di esperienze.
Škoda lo racconta senza retorica, ma con scelte progettuali precise.
Epiq Talks e workshop quando il design diventa dialogo
L’installazione non si esaurisce nella sua componente visiva. Diventa un luogo di incontro.
Il programma degli Epiq Talks porta a Milano designer, creativi e professionisti del settore per discutere il rapporto tra design, mobilità e cultura. Non si tratta di conferenze distanti, ma di momenti di confronto diretto.
Accanto ai talk, i workshop introducono una dimensione pratica. Dal laboratorio creativo guidato da Giotto Calendoli alla realizzazione di terrari con BaoNow, fino alla sessione di disegno emozionale con Momusso, ogni attività è pensata per coinvolgere il pubblico.
Questo palinsesto trasforma Palazzo Senato in un laboratorio temporaneo. Un luogo dove il design non si osserva, ma si sperimenta.
È qui che la presenza di Škoda alla Milano Design Week si distingue da una semplice operazione di marketing. Diventa contenuto.
Il ruolo del design nella strategia di Škoda
Dietro l’installazione c’è una strategia chiara. Il design non è un elemento accessorio, ma uno strumento per raccontare il cambiamento.
Il linguaggio Modern Solid, citato dal management del brand, rappresenta questa evoluzione. È un design che punta alla semplicità, alla funzionalità e alla riconoscibilità.
Nel contesto della mobilità elettrica, questo approccio assume un valore ancora più forte. L’innovazione tecnologica deve essere accompagnata da una narrazione comprensibile.
Škoda utilizza la Milano Design Week proprio per questo: uscire dal contesto automobilistico e dialogare con un pubblico più ampio.
Un pubblico che magari non è interessato ai dati tecnici, ma è sensibile al design, all’esperienza, alla cultura visiva.

Škoda alla Milano Design Week racconta il futuro dell’Urban Crossover elettrico
Milano il punto di incontro tra design, moda e mobilità
La scelta di Milano non è solo geografica. È culturale.
Durante la Milano Design Week, la città diventa un sistema aperto in cui moda, design e mobilità si intrecciano. Il Fuorisalone trasforma ogni quartiere in un palcoscenico.
In questo contesto, la presenza di un brand automobilistico assume un significato diverso. Non è più isolata. Dialoga con installazioni artistiche, eventi di moda, progetti sperimentali.
Škoda si inserisce in questo flusso con un progetto coerente. Non cerca di emergere con forza, ma di integrarsi.
È un approccio che riflette una nuova visione del settore automotive. Più aperta, più trasversale, più attenta ai linguaggi contemporanei.
Škoda alla Milano Design Week un laboratorio per il futuro della mobilità
Guardando nel complesso l’esperienza proposta, emerge un elemento chiaro: Škoda sta utilizzando la Milano Design Week come un laboratorio.
Non solo per presentare un modello, ma per testare un linguaggio. Per capire come il pubblico reagisce a una nuova forma di racconto.
L’Epiq è il punto di partenza, non il punto di arrivo.
Una direzione in cui l’auto elettrica non è solo sostenibile, ma anche desiderabile. Non solo efficiente, ma anche emozionale.
In questo senso, “Ooooh that’s EpiQ!” non è solo un’installazione. È una dichiarazione di visione.
E Milano, ancora una volta, si conferma il luogo ideale per raccontarla.






