Sfilata di Balenciaga Pierpaolo Piccioli racconta il chiaroscuro della moda alla Parigi Fashion Week
La sfilata di Balenciaga alla Parigi Fashion Week ha presentato la seconda collezione di Pierpaolo Piccioli per la maison, costruita sul tema del chiaroscuro: un dialogo tra luce e ombra tradotto in silhouette contrastanti, materiali opposti e un casting multigenerazionale che riflette una visione inclusiva della moda contemporanea.
- Sfilata di Balenciaga
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La sfilata di Balenciaga per l’autunno inverno 2026-2027 è stata uno degli appuntamenti più osservati della Parigi Fashion Week. Non solo perché segna una fase importante nel percorso del nuovo direttore creativo Pierpaolo Piccioli, arrivato alla guida della maison nel 2025, ma anche perché la collezione ha mostrato con chiarezza il suo modo di interpretare l’eredità di una casa di moda storica.
Piccioli non ha cercato di imitare ciò che Balenciaga è stata negli ultimi anni. Ha scelto invece una strada diversa: partire dalla cultura visiva, dalla storia dell’arte e da un’idea di moda che parla alle persone prima ancora che al sistema.
Il risultato è una sfilata donna che unisce rigore e sensibilità, costruita attorno al concetto di ClairObscur, il chiaroscuro. Un tema che attraversa la collezione nelle forme, nei materiali e persino nella scenografia della passerella.
Un’atmosfera cinematografica apre la sfilata di Balenciaga
Entrare nello spazio della sfilata di Balenciaga significava entrare in un ambiente quasi completamente buio. Gli ospiti sono stati accolti in una sala immersa nell’oscurità, dove l’unica fonte di luce proveniva da una grande installazione di schermi.
L’installazione è stata progettata dal regista Sam Levinson, noto per aver creato serie televisive come Euphoria. Sugli schermi scorrevano immagini e frammenti visivi che anticipavano la nuova stagione della serie, creando un ponte tra moda, cinema e cultura pop.
- Sfilata di Balenciaga
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Questa scelta scenografica non era soltanto spettacolare. Era una dichiarazione di intenti.
Il tema della collezione, ClairObscur, si basa proprio sull’idea di contrasto tra luce e ombra. La scenografia ha tradotto questo concetto in un’esperienza immersiva che ha preparato il pubblico alla narrazione della collezione.
Alla Parigi Fashion Week, dove spesso la spettacolarità domina la scena, la sfilata ha scelto una forma di teatralità più narrativa. Il buio iniziale ha reso ogni uscita sulla passerella ancora più intensa.
Il chiaroscuro diventa il filo conduttore della collezione
Il concetto di chiaroscuro ha una lunga storia nella pittura europea. Artisti come Caravaggio e Rembrandt hanno usato questo contrasto per dare profondità e intensità alle immagini.
Pierpaolo Piccioli ha trasformato questa idea artistica in un linguaggio di stile.
Nella sfilata donna, il contrasto appare prima di tutto nei materiali. Tessuti pesanti dialogano con superfici leggere. Il nero profondo incontra colori più luminosi. Il cachemire strutturato si accosta alla seta più fluida.
Le prime silhouette mostrano subito questo approccio.
Un lungo cappotto nero, costruito con linee precise, viene illuminato da inserti di pelle lucida. Una giacca dal taglio netto si combina con tessuti morbidi che creano movimento.
La collezione non cerca l’effetto spettacolare a tutti i costi. Piuttosto lavora su piccoli contrasti che rendono ogni look riconoscibile.
Questo gioco di opposizioni diventa la grammatica visiva dell’intera sfilata di Balenciaga.
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Il ritorno del legging lo sportswear incontra l’eleganza
Uno dei capi più discussi della passerella è stato il legging. Un elemento che negli ultimi anni è stato associato soprattutto allo sport o all’abbigliamento casual.
Pierpaolo Piccioli lo riporta nella moda di lusso con un approccio diverso.
Nella sfilata donna, il legging diventa parte di silhouette sofisticate. Non è più un capo isolato, ma entra in dialogo con cappotti importanti e giacche strutturate.
In passerella si vede abbinato a:
- cappotti doppiopetto in pelle verde scuro
- bomber rosso intenso
- cappotti oversize in eco-pelliccia
Questo contrasto tra un capo semplice e capi più complessi crea una tensione interessante nello stile della collezione.
È una scelta che riflette una tendenza più ampia della moda contemporanea: mescolare comfort e eleganza senza creare gerarchie tra i capi.
Alla Parigi Fashion Week, dove spesso dominano silhouette costruite e formali, questa scelta ha dato alla collezione un tono più quotidiano.
- Sfilata di Balenciaga
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Cappotti, bomber e silhouette che costruiscono l’identità della collezione
Se il legging è stato uno degli elementi più riconoscibili, il vero cuore della collezione resta la costruzione dei capispalla.
I cappotti hanno volumi importanti ma linee pulite. Non sono eccessivi, ma nemmeno minimalisti. Si muovono in una zona intermedia che rappresenta bene il linguaggio estetico del direttore creativo Pierpaolo Piccioli.
Alcuni modelli presentano spalle morbide e lunghezze importanti. Altri sono più strutturati, con linee nette che ricordano il rigore sartoriale.
Anche i bomber giocano un ruolo centrale nella sfilata di Balenciaga.
Il bomber in pelle diventa una sorta di punto di equilibrio tra il mondo sportswear e quello couture. Indossato sopra silhouette più eleganti, introduce una dimensione contemporanea alla collezione.
Il risultato è uno stile che non cerca di stupire con gesti estremi. Preferisce costruire una narrazione coerente attraverso i dettagli.
Il casting multigenerazionale racconta una nuova idea di passerella
Uno degli aspetti più interessanti della sfilata donna è stato il casting.
Pierpaolo Piccioli ha scelto modelli e modelle di età diverse, provenienze differenti e caratteristiche fisiche lontane dall’immagine tradizionale della passerella.
La passerella si è trasformata in una sorta di ritratto collettivo.
Persone giovani hanno sfilato accanto a volti più maturi. Profili diversi si sono alternati creando una sequenza che sembrava raccontare la società contemporanea.
Questa scelta non è casuale.
Negli ultimi anni la moda ha iniziato a interrogarsi sulla rappresentazione delle persone. La sfilata di Balenciaga porta questa riflessione dentro la narrazione della collezione.
Il risultato è una passerella che appare più vicina alla realtà.
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Un front row internazionale accompagna la sfilata alla Parigi Fashion Week
Come spesso accade durante la Parigi Fashion Week, anche il pubblico della sfilata di Balenciaga era ricco di volti noti.
Nel front row si sono visti attori, artisti e personalità della cultura contemporanea.
Tra gli ospiti presenti figuravano:
- Winona Ryder
- Josh Hutcherson
- Bill Skarsgård
- Rachel Sennott
- Harry Melling
La presenza di questi ospiti conferma quanto Balenciaga continui ad avere un ruolo importante nel dialogo tra moda e cultura pop.
Non è soltanto una questione di celebrità. È il segnale che la moda continua a essere un punto di incontro tra discipline diverse.
Cinema, televisione, musica e moda convivono nello stesso spazio.
Pierpaolo Piccioli riscrive il linguaggio della maison
Con questa collezione il direttore creativo Pierpaolo Piccioli dimostra di avere una visione precisa per Balenciaga.
Non si tratta di rompere con il passato, ma di reinterpretarlo.
Cristóbal Balenciaga era noto per la sua capacità di lavorare sui volumi e sulla costruzione dei capi. Piccioli non copia quel linguaggio, ma ne conserva lo spirito.
La sua moda parte sempre da un’idea di umanità. Anche in questa sfilata di Balenciaga l’attenzione sembra rivolta più alle persone che all’oggetto moda.
Il chiaroscuro diventa allora una metafora.
Luce e ombra non sono solo elementi estetici. Rappresentano anche le contraddizioni della contemporaneità.
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Una sfilata che chiude la giornata più intensa della Parigi Fashion Week
La sfilata di Balenciaga ha chiuso una delle giornate più intense della Parigi Fashion Week.
In un calendario fitto di appuntamenti, la collezione di Pierpaolo Piccioli ha lasciato un’impressione precisa: la maison sta entrando in una nuova fase.
Non c’è la volontà di creare shock visivo o provocazione.
Piuttosto emerge il desiderio di costruire una moda che parli attraverso la sensibilità.
La sfilata ha mostrato un equilibrio tra rigore e emozione. Tra memoria e futuro.
Ed è proprio questo equilibrio che potrebbe definire il prossimo capitolo della storia di Balenciaga.





















