Saloni dell’Auto all’aperto a Milano il design incontra la città e riscrive il modo di raccontare l’automobile

Il Salone dell’Auto all’aperto sono un format espositivo nato nel 2015 che porta le auto fuori dai padiglioni tradizionali per inserirle nello spazio urbano. Durante la Milano Design Week 2026, in via Tortona 35 a Milano, questo concetto prende forma in una mostra immersiva che racconta dieci anni di evoluzione del rapporto tra automobile, design e città, attraverso installazioni luminose e vetture iconiche.

 

 

Saloni dell’Auto all’aperto a Milano il design incontra la città e riscrive il modo di raccontare l’automobile

Saloni dell’Auto all’aperto a Milano il design incontra la città e riscrive il modo di raccontare l’automobile

 

A Milano in via Tortona 35 prende forma un racconto che unisce design, luce e movimento

Nel cuore del Salone del Mobile e della settimana più intensa per il design internazionale, via Tortona 35 diventa un punto di osservazione privilegiato per capire dove sta andando l’automotive. Qui prende vita l’installazione dedicata al Salone dell’Auto all’aperto, un progetto che non si limita a esporre vetture, ma costruisce un racconto visivo e culturale.

Dal 20 al 26 aprile 2026, lo spazio si trasforma in un ambiente immersivo dominato da un videowall ondulato lungo 50 metri. Non è un semplice schermo: è una superficie narrativa che scorre, si muove e accompagna il visitatore dentro dieci anni di trasformazioni. Le immagini raccontano l’evoluzione di oltre 70 case automobilistiche, mettendo in relazione design, tecnologia e linguaggi visivi.

Qui il concetto di esposizione cambia. L’auto non è più un oggetto statico, ma diventa parte di un sistema fatto di luce, architettura e contenuti. È un passaggio fondamentale per capire perché i Saloni dell’Auto all’aperto stanno diventando un modello sempre più centrale nel dialogo tra industria e pubblico.

Dieci anni de Salone dell’Auto all’aperto raccontano come è cambiato il rapporto tra auto e persone

Il progetto ideato da Andrea Levy nasce con un’intuizione semplice ma potente: portare le auto nelle piazze, nei centri storici, nei luoghi simbolo delle città.

Dal 2015 a oggi, questo format ha trasformato città come Torino con il Salone dell’auto e Milano e Monza con il MiMo in veri e propri palcoscenici a cielo aperto. Non più fiere chiuse e distanti, ma eventi accessibili, dove il pubblico può avvicinarsi alle vetture in modo diretto.

Questa evoluzione ha modificato il linguaggio stesso dell’automotive. Le auto non vengono più raccontate solo attraverso schede tecniche o presentazioni ufficiali, ma attraverso esperienze. Parate, installazioni, eventi urbani diventano strumenti narrativi.

La mostra di via Tortona 35 sintetizza questo percorso. Le immagini scorrono su un video wall e mostrano momenti chiave: la parata davanti al Duomo dopo la pandemia, il passaggio di una Formula 1 tra le strade di Torino, le sfilate di supercar nel centro cittadino. Episodi che hanno ridefinito il rapporto tra automobile e spazio pubblico.

 

Saloni dell’Auto all’aperto a Milano il design incontra la città e riscrive il modo di raccontare l’automobile

Saloni dell’Auto all’aperto a Milano il design incontra la città e riscrive il modo di raccontare l’automobile

 

Performance & Racing la competizione diventa esposizione

Una delle tre anime della mostra è quella dedicata alle prestazioni. Qui il racconto si concentra sulle vetture nate per correre o direttamente derivate dal motorsport.

La Ferrari 296 Challenge rappresenta questo mondo con chiarezza. È una vettura progettata per la competizione, protagonista nei campionati monomarca e destinata a essere portata in pista anche da equipaggi nuovi, come il team tutto femminile previsto per la stagione 2026.

Accanto a lei, la Dallara Stradale racconta un’altra idea di prestazione: quella che nasce dalla pista ma si trasferisce sulla strada. È un progetto che mantiene il legame con il motorsport, ma lo rende accessibile a un utilizzo diverso.

La Lamborghini Huracán Super Trofeo Evo 2 completa questo quadro. È una vettura sviluppata per un campionato specifico, ma capace di rappresentare una filosofia: quella della competizione come laboratorio continuo.

Questa sezione dimostra come il motorsport non sia un mondo separato, ma una componente centrale del design e dell’innovazione.

Concept & Limited Icons le auto che anticipano il futuro diventano oggetti di design

La seconda area è quella che dialoga più direttamente con il tema Concept Vehicles & Design. Qui le vetture non sono solo mezzi, ma idee.

La Nissan GT-R50 Italdesign è un esempio chiaro. Nasce per celebrare un anniversario, ma diventa una reinterpretazione radicale di un’icona. Il design cambia, le proporzioni si trasformano, e il risultato è qualcosa che va oltre il modello originale.

La Pininfarina Honda HP-X aggiunge una prospettiva storica. È un concept degli anni ’80 che aveva già anticipato soluzioni che sarebbero diventate realtà anni dopo. Dimostra che il design automobilistico ha sempre lavorato sul futuro.

La BMW Skytop rappresenta invece il presente. Una produzione limitata, quasi artigianale, che unisce tradizione e innovazione. È il segno di un mercato che cerca esclusività senza rinunciare alla tecnologia.

Infine, la GFG Style Vision 2030 Desert Raid spinge il discorso ancora più avanti. È un hyper SUV elettrico pensato per affrontare qualsiasi terreno. Un oggetto che mescola categorie diverse e mostra come il design stia diventando sempre più trasversale.

Innovation & Electric Performance il futuro elettrico si racconta 

La terza area è quella che guarda avanti. Qui il focus è sull’elettrificazione e sulle nuove tecnologie.

La Porsche Taycan Turbo GT in configurazione racing rappresenta il punto di contatto tra prestazioni e sostenibilità. Non è più necessario scegliere tra velocità ed elettrico: le due dimensioni convivono.

Accanto a lei, la Automobili Pininfarina Battista Nino Farina porta il discorso all’estremo. Con una potenza che supera i 1.900 cavalli, dimostra che l’elettrico può essere sinonimo di prestazioni assolute.

Ma non si tratta solo di numeri. Queste vetture raccontano un cambio di paradigma. L’innovazione non è più un’opzione, è il centro del progetto automobilistico.

L’onda luminosa diventa il linguaggio con cui leggere l’evoluzione dell’automotive

Il videowall ondulato è l’elemento che tiene insieme tutto. Non è una scenografia, ma uno strumento di lettura.

Le immagini scorrono e mostrano come l’automobile sia cambiata nel tempo. Non solo nelle forme, ma nel modo in cui viene presentata, vissuta e raccontata.

L’onda luminosa guida il visitatore lungo un percorso continuo. Non ci sono interruzioni, non ci sono separazioni nette. È un flusso che mette in relazione passato, presente e futuro.

Questo approccio è coerente con la filosofia dei Saloni dell’Auto all’aperto: eliminare le barriere, rendere il racconto accessibile, costruire un’esperienza.

Oltre 70 brand coinvolti: un ecosistema che racconta l’industria globale

In dieci anni, il progetto ha coinvolto oltre 70 marchi. Non è solo un numero, è un indicatore della sua rilevanza.

Dai brand storici come Ferrari, Lamborghini e Porsche, fino ai nuovi protagonisti della mobilità elettrica, il format è diventato una piattaforma internazionale.

Il supporto di istituzioni come ACI e ASI Automotoclub Storico Italiano ha rafforzato questa crescita. Così come il coinvolgimento di associazioni di settore e realtà culturali.

Questo ecosistema dimostra che i Saloni dell’Auto all’aperto non sono solo un evento, ma un modello.

Milano conferma il suo ruolo qui il design non si osserva, si vive

Inserire questa mostra nel contesto della Milano Design Week non è casuale. Milano è una città che ha sempre lavorato sul dialogo tra discipline.

Qui il design non è confinato in uno spazio. Si diffonde, invade la città, crea connessioni. L’automotive trova in questo contesto un terreno ideale.

Via Tortona, in particolare, è uno dei luoghi dove questo dialogo è più evidente. È qui che moda, design e innovazione si incontrano. E l’automobile diventa parte di questo sistema.

 

Saloni dell’Auto all’aperto a Milano il design incontra la città e riscrive il modo di raccontare l’automobile

Saloni dell’Auto all’aperto a Milano il design incontra la città e riscrive il modo di raccontare l’automobile

 

Salone dell’Auto all’aperto un modello che cambia il futuro degli eventi automotive

Guardando questa installazione, emerge una domanda chiara: è questo il futuro dei motor show?

I Saloni dell’Auto all’aperto hanno già dato una risposta. Portare le auto nelle città significa avvicinare il pubblico, creare esperienze, costruire un racconto più diretto.

Non è solo una questione di formato. È un cambio di mentalità. L’automotive smette di essere distante e diventa parte della vita quotidiana.

La mostra di Milano non è solo una celebrazione dei primi dieci anni. È un punto di partenza. Un modo per capire dove sta andando il settore.

E soprattutto, è la dimostrazione che il design – quando dialoga con la città – può trasformare anche il modo in cui guardiamo un’automobile.