Safety Car Formula 1, la nuova Mercedes-AMG GT 63 PRO debutta al Gran Premio d’Ungheria

La nuova Safety Car della Formula 1 è la Mercedes-AMG GT 63 PRO 4MATIC+. La vettura debutta al Gran Premio d’Ungheria 2026, sul circuito dell’Hungaroring, e sostituisce la Mercedes-AMG GT Black Series utilizzata dal 2022. Con 612 CV, trazione integrale variabile e una dotazione specifica sviluppata secondo le richieste della FIA, diventa la quattordicesima Safety Car Mercedes impiegata nella storia del Mondiale.

 

Safety Car Formula 1, la nuova Mercedes-AMG GT 63 PRO debutta al Gran Premio d’Ungheria

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Il debutto arriva in una stagione particolarmente significativa per la Casa tedesca. Nel 2026 Mercedes-Benz e Mercedes-AMG celebrano infatti il 30° anniversario della collaborazione con la Formula 1 per la fornitura della vettura incaricata di controllare il gruppo nelle situazioni di pericolo.

La nuova Mercedes-AMG GT 63 PRO non svolgerà soltanto una funzione rappresentativa. Dovrà mantenere un’andatura sufficientemente elevata per consentire alle monoposto di conservare temperatura negli pneumatici e nei freni, garantendo nello stesso tempo stabilità, visibilità e sicurezza anche in caso di pioggia o pista sporca.

La nuova Safety Car entra in servizio nel fine settimana dell’Hungaroring

La Mercedes-AMG GT 63 PRO 4MATIC+ fa il suo esordio operativo durante il Gran Premio d’Ungheria, disputato sul circuito dell’Hungaroring. Due esemplari sono stati preparati e messi a disposizione della direzione gara, pronti a entrare in pista in caso di incidente, condizioni meteorologiche difficili oppure presenza di detriti lungo il tracciato.

 

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La vettura raccoglie il testimone della Mercedes-AMG GT Black Series, entrata in servizio nel 2022 e utilizzata complessivamente in 51 occasioni. Il suo ultimo intervento prima del passaggio di consegne è avvenuto al Gran Premio del Belgio 2026, quando ha guidato il gruppo durante i primi quattro giri della gara.

La scelta dell’Hungaroring per il debutto non è casuale dal punto di vista tecnico. Il circuito ungherese presenta numerose curve collegate tra loro, pochi rettilinei realmente lunghi e diversi punti nei quali una monoposto può fermarsi in una posizione pericolosa. In caso di neutralizzazione, la Safety Car deve quindi muoversi con precisione su una pista stretta, mantenendo un ritmo regolare senza ridurre eccessivamente la velocità del gruppo.

Il fine settimana di Budapest coincide inoltre con un momento centrale della stagione Mercedes. Kimi Antonelli arriva in Ungheria da leader del Mondiale e dalla vittoria ottenuta nel precedente Gran Premio del Belgio. Il pilota italiano ha però ricevuto una penalità di tre posizioni dopo le qualifiche dell’Hungaroring e parte dalla settima casella.

Il motore V8 da 612 CV permette di mantenere un ritmo vicino alle esigenze delle monoposto

Il motore della nuova Safety Car è il V8 biturbo Mercedes-AMG da 4,0 litri. La potenza massima raggiunge 450 kW, equivalenti a 612 CV, mentre la coppia dichiarata è di 850 Nm. La velocità massima arriva a 317 km/h.

Sono numeri elevati per una vettura stradale, ma necessari per affrontare un compito molto diverso da quello di una normale automobile di servizio. Quando la Safety Car entra in pista, il pilota deve mantenere un’andatura sostenuta per evitare che le monoposto alle sue spalle perdano rapidamente temperatura.

Una Formula 1 che procede troppo lentamente può raffreddare gli pneumatici, riducendo l’aderenza al momento della ripartenza. Anche i freni devono rimanere all’interno di una finestra di funzionamento adeguata. Per questo motivo Bernd Mayländer, pilota storico della vettura di sicurezza, affronta spesso le curve a velocità che sarebbero già considerevoli per un’auto di serie.

La trasmissione è affidata al cambio AMG Speedshift MCT 9G a nove rapporti. Il sistema deve garantire passaggi rapidi, ma anche una risposta progressiva nelle fasi in cui la Safety Car deve rallentare, accelerare oppure controllare la distanza dal gruppo.

La Mercedes-AMG GT 63 PRO conserva quindi l’impostazione di una vettura omologata per la strada, ma viene adattata per resistere a un utilizzo intenso e ripetuto in pista.

 

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Per la prima volta la Safety Car della Formula 1 utilizza la trazione integrale

La principale novità tecnica è rappresentata dalla trazione integrale completamente variabile AMG Performance 4MATIC+. È la prima volta che una Official FIA F1 Safety Car viene dotata di un sistema di questo tipo.

La distribuzione della coppia può cambiare in base alle condizioni di aderenza e alle richieste del pilota. Su asfalto asciutto il sistema contribuisce a migliorare accelerazione e stabilità. In caso di pioggia, invece, permette di gestire con maggiore sicurezza la potenza del V8, soprattutto nelle fasi di uscita dalle curve lente.

Il vantaggio non riguarda soltanto la prestazione sul giro. Una Safety Car deve poter intervenire proprio nei momenti in cui le condizioni della pista sono più difficili. Può entrare in azione durante un temporale, in presenza di olio sull’asfalto oppure mentre i commissari stanno rimuovendo una monoposto incidentata.

In queste situazioni la capacità di trasferire la potenza alle quattro ruote riduce il rischio di perdita di aderenza e permette al pilota di mantenere un’andatura più uniforme. Secondo Bernd Mayländer, la trazione integrale rende la vettura particolarmente efficace nelle curve e nelle accelerazioni, senza compromettere la precisione dello sterzo.

La nuova Safety Car è pronta per le condizioni più difficili

La Mercedes-AMG GT 63 PRO nasce già come modello orientato all’utilizzo nei track day. Per il ruolo di Safety Car sono stati comunque introdotti alcuni interventi specifici.

Nella zona anteriore è presente un nuovo splitter, affiancato da elementi aerodinamici supplementari chiamati dive planes. Questi componenti indirizzano il flusso d’aria e aumentano il carico sull’avantreno, migliorando la precisione nelle curve veloci.

L’ala posteriore è stata modificata e integra un flap attivo. La sua funzione è contribuire alla stabilità alle alte velocità senza aumentare eccessivamente la resistenza aerodinamica sui rettilinei.

Anche il sistema di raffreddamento assume un ruolo essenziale. Durante un intervento, la Safety Car può essere costretta a percorrere diversi giri consecutivi a ritmo elevato, senza le lunghe fasi di raffreddamento disponibili durante una normale sessione in pista.

Il motore, il cambio e i freni devono continuare a funzionare in modo costante anche quando la vettura si trova vicino alle monoposto, con aria calda e turbolenta proveniente dal gruppo. Mercedes-AMG ha ritenuto sufficiente la base del sistema montato sulla GT 63 PRO di serie, già sviluppata per sostenere un impiego prolungato in circuito.

Freni carboceramici e sospensioni attive garantiscono stabilità nelle fasi più delicate

L’impianto frenante utilizza dischi carboceramici AMG ad alte prestazioni. All’anteriore sono presenti pinze fisse a sei pistoncini, mentre al posteriore vengono impiegate pinze flottanti a singolo pistoncino.

La scelta dei freni carboceramici permette di mantenere una risposta più costante quando la temperatura aumenta. La Safety Car deve infatti alternare accelerazioni decise e frenate prolungate, adattando continuamente l’andatura alle indicazioni della direzione gara.

Le sospensioni AMG Active Ride Control comprendono un sistema di controllo attivo del rollio. L’assetto può reagire ai trasferimenti di carico, limitando l’inclinazione della carrozzeria e rendendo più preciso l’inserimento in curva.

Per il pilota questo significa poter mantenere una traiettoria pulita anche sulle porzioni più guidate del circuito. Per le monoposto che seguono, invece, un ritmo uniforme rende più semplice gestire la distanza di sicurezza e preparare la successiva ripartenza.

Gli pneumatici sono Pirelli P Zero R, sviluppati per l’utilizzo ad alte prestazioni. La mescola dual-tread è stata validata insieme a Mercedes-AMG attraverso test svolti al Nürburgring e sul circuito di Nardò.

Le luci sull’ala posteriore comunicano direttamente con i piloti

Uno degli elementi più riconoscibili della nuova Safety Car è il sistema luminoso integrato nell’ala posteriore. Le luci non servono soltanto a rendere visibile la vettura, ma trasmettono indicazioni precise ai piloti della Formula 1.

 

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I moduli arancioni indicano il divieto di sorpasso. Le luci verdi comunicano invece alle monoposto autorizzate che possono superare la Safety Car, normalmente per recuperare la posizione corretta nel gruppo oppure durante determinate procedure stabilite dalla direzione gara.

Ulteriori LED sono inseriti nella zona anteriore, nei fari e nei gruppi ottici posteriori. L’intensità può essere regolata in base alle condizioni di luce, migliorando la visibilità sia in pieno sole sia durante una gara con pioggia intensa.

Una telecamera è stata collocata all’interno dell’ala posteriore. Il sistema permette alla FIA e alla direzione gara di controllare ciò che accade alle spalle della vettura, verificando la posizione delle monoposto e l’eventuale presenza di situazioni anomale.

L’integrazione dei dispositivi luminosi nell’aerodinamica evita la tradizionale barra installata sul tetto, che potrebbe disturbare il flusso d’aria e modificare il comportamento della vettura alle alte velocità.

Bernd Mayländer controlla gara, comunicazioni e posizione delle monoposto

La postazione di guida è stata preparata per consentire a Bernd Mayländer e al copilota di ricevere tutte le informazioni necessarie durante un intervento.

La vettura dispone di radio FIA, GPS, telecamere e un pannello di controllo inserito nella consolle centrale. I tablet utilizzati dall’equipaggio sono leggermente più grandi rispetto a quelli montati sul precedente modello, in modo da rendere più immediata la lettura dei dati.

Il pilota deve mantenere il ritmo richiesto, seguire le indicazioni della direzione gara e controllare le condizioni della pista. Il copilota gestisce le comunicazioni, osserva la posizione delle monoposto e fornisce supporto nelle fasi in cui il gruppo deve sdoppiarsi oppure prepararsi alla ripartenza.

L’abitacolo comprende un roll cage, sedili racing RECARO e cinture a sei punti. Parabrezza e lunotto sono realizzati in Makrolon, mentre il serbatoio interno è stato adattato agli standard richiesti per l’utilizzo in gara.

La capacità dichiarata è di 75 litri. Il carburante utilizzato è il PETRONAS Primax Pro-Race M2 a 100 ottani, composto per il 40% da componenti sostenibili, tra cui il 10% di etanolo e il 30% di eFuel.

 

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La livrea celebra trent’anni di Mercedes-AMG al servizio della Formula 1

Per il debutto al Gran Premio d’Ungheria, le due Mercedes-AMG GT 63 PRO hanno ricevuto una livrea celebrativa. La carrozzeria nera è completata da grafiche rosse e dal logo dedicato al 30° anniversario della presenza Mercedes nel ruolo di Safety Car della Formula 1.

Il marchio celebrativo compare sul cofano, sul tetto e sull’ala posteriore. La grafica si affianca al lettering di CrowdStrike, partner ufficiale del programma.

La storia iniziò nel 1996 con la Mercedes-Benz C 36 AMG. Negli anni successivi si sono alternate CLK 55 AMG, CL 55 AMG, SL 55 AMG, SLK 55 AMG, CLK 63 AMG, SL 63 AMG e diverse generazioni della SLS e della AMG GT.

La Mercedes-AMG GT 63 PRO 4MATIC+ è il quattordicesimo modello della Stella a tre punte impiegato ufficialmente nel ruolo. Il passaggio alla trazione integrale segna una svolta nella configurazione tecnica della vettura, pensata per aumentare la capacità di intervento soprattutto nelle condizioni di aderenza più difficili.

 

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La Safety Car un elemento decisivo nella gestione di un Gran Premio

La Safety Car entra in pista quando la direzione gara ritiene che il pericolo possa essere gestito senza interrompere completamente la competizione con una bandiera rossa.

Il suo intervento riduce la velocità delle monoposto, compatta il gruppo e consente ai commissari di lavorare in condizioni più sicure. La procedura può essere utilizzata per rimuovere una vettura, pulire la pista, riparare una barriera oppure affrontare un improvviso peggioramento delle condizioni meteorologiche.

Il ruolo della Mercedes-AMG GT 63 PRO non è quindi quello di stabilire un tempo sul giro. La vettura deve trovare un equilibrio preciso: abbastanza veloce da non creare problemi tecnici alle Formula 1, ma sufficientemente controllabile da reagire alle indicazioni della direzione gara.

Con il debutto all’Hungaroring, Mercedes-AMG apre una nuova fase di una collaborazione iniziata trent’anni fa. La GT 63 PRO porta nel ruolo di Safety Car più potenza, una nuova trazione integrale e sistemi di comunicazione aggiornati, mantenendo la funzione principale che accompagna ogni intervento: controllare il gruppo mentre il circuito viene riportato nelle condizioni necessarie per riprendere la gara.

 

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