Rick Owens e adidas tornano a collaborare alla Parigi Fashion Week: la collezione SS27 trasforma il caldo in stile

Rick Owens è tornato a collaborare con adidas durante la Parigi Fashion Week con la collezione SS27, riportando in passerella un dialogo iniziato nel 2013 e interrotto nel 2017. Il nuovo progetto unisce moda d’autore, tecnologia sportiva e abiti pensati per rispondere al caldo estremo, tra giacche gonfiabili, shorts ventilati e sneakers dalle proporzioni radicali.

 

Rick Owens e adidas tornano a collaborare alla Parigi Fashion Week: la collezione SS27 trasforma il caldo in stile

Rick Owens e adidas tornano a collaborare alla Parigi Fashion Week: la collezione SS27 trasforma il caldo in stile

 

Il ritorno di Rick Owens con adidas non ha avuto il tono della nostalgia. Non è sembrato un archivio riaperto per compiacere chi ricordava le prime sneaker nate dall’incontro tra lo stilista americano e il marchio delle Tre Strisce. Alla Parigi Fashion Week, dentro il clima quasi irreale di una città attraversata da temperature molto alte, Owens ha scelto di riprendere quel rapporto da dove aveva più senso: dal futuro.

La collaborazione tra Rick Owens e adidas era stata una delle prime a mostrare quanto potesse essere fertile il terreno tra moda d’autore e sportswear. Non si trattava di applicare un logo su una scarpa già famosa. Owens aveva ottenuto uno spazio creativo vero, costruendo modelli che sembravano provenire da un’altra disciplina: più vicini all’architettura, alla performance, al corpo in movimento che alla sneaker intesa come semplice oggetto di consumo.

Per questo il ritorno visto a Parigi ha avuto un peso particolare. Dieci anni, nella moda, sono un tempo lunghissimo. Cambiano i mercati, cambiano le ossessioni, cambiano anche le collaborazioni, ormai diventate una lingua commerciale quasi obbligatoria. Owens invece ha scelto di rientrare nel discorso con un’idea precisa: usare adidas non come memoria, ma come laboratorio.

Il ritorno di Rick Owens e adidas dopo dieci anni 

La sfilata Rick Owens SS27 ha riportato adidas dentro il suo universo senza cedere alla tentazione del remake. La memoria della collaborazione precedente era evidente, soprattutto nel modo in cui le scarpe deformavano la grammatica dello sportswear. Ma la direzione era diversa. Questa volta al centro non c’era solo il gesto estetico. C’era il clima, nel senso più concreto del termine.

 

Rick Owens e adidas tornano a collaborare alla Parigi Fashion Week: la collezione SS27 trasforma il caldo in stile

Rick Owens e adidas tornano a collaborare alla Parigi Fashion Week: la collezione SS27 trasforma il caldo in stile

 

Parigi, durante la settimana della moda uomo, è stata attraversata da un caldo severo. Non era uno sfondo neutro, ma una condizione fisica. La moda, spesso accusata di vivere in una bolla separata dalla realtà, qui è stata costretta a misurarsi con il corpo, con il sudore, con il bisogno di protezione e adattamento. Owens ha intercettato questa tensione e l’ha trasformata in immagine.

La collezione SS27 non dice semplicemente che farà caldo. Dice che il guardaroba dovrà cambiare linguaggio. Non solo leggerezza, non solo tessuti sottili, non solo abiti più corti. Owens porta in passerella un’idea quasi primitiva e allo stesso tempo tecnologica: l’abito come dispositivo, come guscio, come impianto portatile di difesa dal clima.

Il risultato non è rassicurante, ma è coerente. Rick Owens non addolcisce mai davvero il suo mondo. Anche quando lavora con un marchio globale come adidas, non cerca la superficie facile. Prende la tecnologia sportiva e la porta in una zona più ambigua, dove utilità e teatro convivono.

Le giacche gonfiate ad aria trasformano la tecnologia Climacool in silhouette

I primi look della collaborazione Rick Owens adidas hanno reso chiaro il punto della collezione: il volume non era soltanto una scelta formale. Le giacche sportive oversize e gli shorts coordinati apparivano gonfiati ad aria, costruiti attorno alla tecnologia Climacool di adidas. Le ventole integrate contribuivano a espandere i capi e, allo stesso tempo, a raffreddare chi li indossava.

È qui che la sfilata ha trovato la sua immagine più forte. La giacca sportiva, uno degli oggetti più riconoscibili del guardaroba adidas, non veniva citata in modo decorativo. Veniva trasformata in una macchina d’aria. Le Tre Strisce restavano leggibili, ma sembravano entrare in un altro sistema visivo, più scuro, più monumentale, più vicino al vocabolario di Owens.

Il capo tecnico diventa così una specie di armatura leggera. Non protegge dal freddo, non irrigidisce il corpo, non celebra la muscolatura. Al contrario, costruisce uno spazio tra pelle e mondo esterno. In quella distanza nasce la forma. È una moda che respira, letteralmente, e che usa l’aria come materiale.

Questa scelta ha anche un valore narrativo. In una stagione in cui molte collezioni hanno provato a rispondere al caldo con trasparenze, canotte, tagli più asciutti e tessuti più ariosi, Rick Owens sceglie una strada meno prevedibile. Non riduce l’abito. Lo gonfia. Non sottrae volume. Lo moltiplica. È un modo per dire che l’adattamento non deve per forza coincidere con la sparizione della forma.

L’abito diventa la climatizzazione personale senza perdere il carattere di Owens

Owens ha definito il sistema come una sorta di climatizzazione personale, e l’espressione aiuta a capire la portata del progetto. Qui l’abito non è soltanto immagine sociale. È una risposta tecnica a una condizione ambientale. La moda entra nello stesso campo in cui si muovono lo sport professionistico, la ricerca sui materiali e la protezione del corpo in situazioni estreme.

Secondo quanto emerso dalla presentazione, alcuni elementi della collezione dialogano con soluzioni sviluppate per aiutare gli atleti a tollerare temperature elevate. Il riferimento al gilet refrigerante, pensato per contesti sportivi ad alta intensità, sposta la collaborazione adidas in una dimensione più concreta. La passerella non finge che la tecnologia sia un dettaglio accessorio. La mette davanti agli occhi.

Naturalmente, nelle mani di Rick Owens, la funzione non resta mai pura funzione. Le giacche gonfiate, gli shorts voluminosi, i cappucci e le linee nere o bianche costruiscono una presenza quasi rituale. I corpi sembrano abitare un futuro non pacificato, dove l’eleganza non nasce dall’ordine classico ma dalla capacità di resistere.

È una delle ragioni per cui il ritorno della collaborazione funziona. adidas porta la competenza tecnologica, Owens porta la visione. Il punto di incontro non è la normalizzazione dell’uno o dell’altro. È una zona di attrito. Il marchio sportivo non viene semplicemente “elevato” dalla moda, e la moda non viene semplicemente resa più funzionale dallo sport. I due linguaggi si contaminano senza diventare docili.

Le sneakers tornano estreme

Se i capi ventilati hanno dato alla collezione SS27 il suo impatto più immediato, le sneakers hanno ricordato perché la collaborazione Rick Owens adidas aveva lasciato un segno così forte nel decennio scorso. Owens non ha mai trattato la scarpa sportiva come un oggetto da rifinire con piccoli interventi. L’ha sempre portata fuori scala.

 

 

Rick Owens e adidas tornano a collaborare alla Parigi Fashion Week: la collezione SS27 trasforma il caldo in stile

Rick Owens e adidas tornano a collaborare alla Parigi Fashion Week: la collezione SS27 trasforma il caldo in stile

In passerella sono apparsi modelli estremi, con proporzioni amplificate e soluzioni che sembravano spingere il running e il footwear tecnico verso un’immagine quasi fantascientifica. Tra le forme più discusse, una rilettura della Adizero Adios Pro Evo con intersuola Lightstrike Pro fortemente aumentata e un modello che richiamava il sistema Springblade, già esplorato da Owens nella prima fase della collaborazione con adidas.

La scarpa, in questo contesto, non completa il look. Lo orienta. Il passo diventa più pesante, più teatrale, più dichiarato. La leggerezza performante del running viene contraddetta da una massa visiva che appartiene al mondo Owens. È proprio in questa contraddizione che nasce l’interesse del progetto.

Le sneakers Rick Owens adidas non cercano di essere democratiche nel senso più semplice del termine. Non inseguono la pulizia rassicurante delle scarpe destinate a piacere a tutti. Sono oggetti difficili, volutamente sbilanciati, costruiti per chi riconosce nella deformazione una forma di identità. In un mercato dominato da collaborazioni spesso prevedibili, questo resta un elemento raro.

La palette bianca e nera tiene insieme sport, rito e architettura

La collezione Rick Owens SS27 con adidas si muove dentro una palette essenziale, dominata dal bianco e dal nero. È una scelta coerente con l’immaginario dello stilista, ma qui assume anche un valore più preciso. Il colore non distrae dalla struttura. Lascia parlare i volumi, le superfici, le proporzioni.

Il nero, nel mondo Owens, non è mai soltanto nero. È disciplina, sottrazione, ombra, corpo. Il bianco, quando compare, non alleggerisce davvero l’immagine. La rende più netta, quasi clinica. Insieme, i due toni costruiscono un vocabolario asciutto che permette alla tecnologia adidas di entrare nella scena senza apparire estranea.

Le Tre Strisce, segno tra i più riconoscibili della cultura sportiva globale, dentro questa palette cambiano temperatura. Non raccontano più soltanto performance, movimento, campo da gioco. Diventano segno grafico, taglio, ritmo. Owens non cancella adidas, ma ne rallenta la lettura. La porta fuori dal consumo immediato.

Questo è uno degli aspetti più interessanti della collaborazione. Il logo resta visibile, ma non domina. Non è un grido commerciale. È una parte dell’architettura del capo. In un’epoca in cui molte collaborazioni vivono soprattutto di riconoscibilità istantanea, Rick Owens sembra chiedere allo spettatore un tempo più lungo.

La Parigi Fashion Week diventa il luogo giusto per parlare di corpo e clima

La Parigi Fashion Week ha offerto alla collezione un contesto perfetto, anche per ragioni non previste. Il caldo ha reso più leggibile il progetto. Vedere capi ventilati e gonfiati ad aria in una città attraversata da temperature molto alte ha tolto alla sfilata ogni impressione di esercizio astratto.

La moda non deve diventare cronaca meteorologica, ma non può nemmeno ignorare il mondo in cui si presenta. Owens lo sa bene. La sua forza sta nel trasformare un dato concreto in immagine potente. Il caldo non viene raccontato con leggerezza balneare, ma con una visione quasi post-industriale dell’abito.

In questo senso, la collaborazione con adidas parla anche di un cambiamento più ampio. Lo sportswear non è più soltanto il luogo della comodità o della performance atletica. È diventato uno dei campi principali in cui si sperimenta il rapporto tra corpo, tecnologia e ambiente. La moda, quando intercetta questa energia senza banalizzarla, può produrre immagini molto più forti della semplice tendenza stagionale.

La collezione SS27 di Rick Owens non promette un guardaroba facile. Non nasce per diventare immediatamente quotidiana. Ma pone una domanda molto concreta: come ci vestiremo quando il clima sarà meno prevedibile, più duro, più fisico? Owens risponde con un’estetica estrema, ma la domanda riguarda tutti.

 

Rick Owens e adidas tornano a collaborare alla Parigi Fashion Week: la collezione SS27 trasforma il caldo in stile

Rick Owens e adidas tornano a collaborare alla Parigi Fashion Week: la collezione SS27 trasforma il caldo in stile

 

 

La collaborazione convince perché non celebra il passato, lo supera

Il ritorno di Rick Owens e adidas arriva in un momento in cui le collaborazioni tra moda e sportswear sono diventate quasi una routine. Ogni stagione produce incontri, capsule, edizioni limitate, rilanci d’archivio. Molti funzionano sul piano commerciale, pochi aprono davvero una possibilità nuova.

Questa collaborazione sembra interessante proprio perché non si limita a riattivare un ricordo. Non punta soltanto sul fascino della reunion dopo dieci anni. La sua forza sta nel rimettere in discussione la forma dell’abito sportivo e della sneaker. Il passato serve come premessa, non come rifugio.

Rick Owens ritrova adidas senza addomesticare il proprio linguaggio. adidas ritrova Owens accettando che la tecnologia possa essere spinta verso una dimensione meno prevedibile. È un equilibrio raro, perché nessuno dei due poli sembra annullare l’altro. La collaborazione resta riconoscibile per entrambi, ma appartiene davvero alla visione comune che produce.

Per questo la sfilata SS27 a Parigi ha avuto il peso di un segnale. Non solo il ritorno di una coppia creativa molto amata dagli appassionati di moda e sneaker. Ma la conferma che la collaborazione, quando è pensata come progetto e non come operazione di superficie, può ancora generare linguaggio.

Rick Owens e adidas non tornano per ripetere quello che avevano già fatto. Tornano perché il presente chiede nuove forme. E Owens, ancora una volta, sceglie di non renderle comode allo sguardo.