Dirigo Garage è il progetto nato dalla passione di Leonardo Pugliese per i Defender e l’idea che questi siano fonte di aggregazione per nuove avventure alla scoperta di territori. La racconta in questa intervista.

Dirigo Garage è il progetto nato dalla passione di Leonardo Pugliese per i Defender e l'idea che questi siano fonte di aggregazione.

– Leonardo com’è nata questa sua passione per i Defender?
Be’ diciamo che fin da giovane ho avuto una certa attrazione per i fuoristrada. E grazie a mio cugino però, di qualche anno più grande di me, che possedeva già una Land Rover, la mia è diventata una vera passione. Con lui mi sono avvicinato al gruppo Puglia Fuoristrada. 

– La sua prima auto però non è stata un Defender.
No purtroppo. La mia prima auto fu un Suzuki SJ, avevo appena preso la patente. Con lei e il gruppo Puglia Fuoristrada iniziai ad esplorare boschi e montagne. La meraviglia consisteva non solo nello scoprire il territorio ma soprattutto la possibilità di farlo vivendo a stretto contatto con la natura e su un fuoristrada. Certo i puristi della natura diranno che si può fare benissimo anche senza auto. Per me, e per tutti quelli come me, che amano i motori si tratta di fare tale scoperta in un modo più “sportivo” ecco. Successivamente, all’età di 21 anni credo, ho comprato il mio primo Defender 90, e di lì è stato amore, non l’ho più lasciato. 

– Come sono collegati tra loro il Defender, i safari e il restauro?
(risata) Allora qui la cosa si complica un po’. Tempo fa ho deciso di cambiare vita, anche perché sono stato costretto dal punto di vista lavorativo. Dunque sono partito per l’Africa, precisamente in Senegal, dove sono rimasto per 3 anni. La nascita di mia figlia Allegra, mi ha riportato in Italia. Ma chi è stato in Africa sa di cosa parlo quando parlo di mal d’Africa. Diciamo che la mia vita era cambiata e con questa anche l’idea di lavoro. Non mi immaginavo più alle prese con un lavoro ordinario.

– È nata così l’idea dei safari?
Esatto! Proprio in questi anni trascorsi in Senegal ho preso coscienza che può esistere una modalità del fuoristrada che può trasformarsi in un business. E cosa non meno importante costituisca un modo alternativo al lavoro ordinario. Quella del safari. 

– Pertanto è tornato in Puglia portando un po’ di Africa con l’idea del safari
Si precisamente. In Africa il safari costituisce una componente importante del turismo. Così ho applicato la stessa idea qui in Puglia e ho creato Apulian Safari and beyond. Un’idea stravagante a pensarci bene, ma nonostante tutto ha avuto un successo straordinario da subito. Anche grazie alle numerose parti inesplorate del nostro bellissimo territorio. 

– Non vi siete certo fermati alla Puglia
No infatti. L’idea ha preso così piede e unita alla mia voglia di viaggiare abbiamo pensato di portare i safari anche all’estero. L’Albania, con il suo habitat misterioso e inesplorato, è stata la nostra prima meta. 

– Leonardo, ma ai restauri come ci siete arrivati?
Tutto è nato dalla necessità di allestire e preparare una flotta di almeno una decina di Defender da dedicare al progetto “Dirigo Tour“. Abbiamo iniziato così a restaurare i fuoristrada. Principalmente Defender perché io prediligo quelli. Poi capita spesso che al termine di ogni tour, i clienti si affezionino al mezzo e ci chiedono di comprarlo. Ecco dunque la necessità di recuperare altre vetture e restaurarle. La trasformazione del Dirigo Tour in Dirigo Garage è avvenuta così. Siamo arrivati ad esportare Defender in tutto il mondo!

– Sembra quasi sia più facile il restauro che reperire un Defender
Be’ adesso con l’esperienza che abbiamo acquisito, il restauro è davvero facile. Anche perché conosciamo benissimo la vettura. Tuttavia, si devo dire che soprattutto negli ultimi anni è diventato difficile trovarle. Si è creata come una bolla intorno ad essa specialmente per l’attenzione mediatica di cui gode.

– Quante persone sono coinvolte nel restauro?
L’entourage è imponente. Ci sono 12 persone che ruotano intorno alla società Dirigo Garage. Poi ci sono le partnership esterne composte da 3 carrozzerie, presto 4, e 3 officine meccaniche. Un restauro completo richiede due mesi pieni di lavoro. La nostra produzione conta tra i 18/20 Land Rover all’anno. 

– In cantiere ci sono altri progetti?
La nostra indole è quella di non fermarci mai e di scoprire nuove cose, sempre. Stiamo lavorando su un progetto che prevede la trasformazione di tre Fiat 500 d’epoca nelle così dette “spiaggine” da esportare negli Stati Uniti. Il prossimo passo sarà quello di spostarci su “Series”, la prima generazione Land Rover, e cominciare il restauro di alcuni di questi modelli che cominciano a suscitare interesse.

– Cosa ne pensa degli up-grade?
Non mi piacciono molto. Se proprio devo farne preferisco limitarmi al motore, perché la vettura è indispensabile abbia un buon suono. Gli interni preferisco lasciarli il più possibile fedeli all’originale, proprio per garantirne funzionalità e praticità. L’essenza di questo modello in pratica. Tuttavia capita che i clienti ci chiedano di intervenire anche li, ma ripeto non è una cosa che amo. 

Dirigo Garage è il progetto nato dalla passione di Leonardo Pugliese per i Defender e l'idea che questi siano fonte di aggregazione.

– Il Defender cela ancora segreti?
No posso dire che questa è un’auto che non ha davvero più segreti. Si tratta più che altro di interpretarne uno stile e una modalità. 

– Ha mai preso parte a raduni o gare?
Si certo, innumerevoli. Anche se devo dire che ultimamente questa parte l’ho un po’ allontanata. Perché essendo un amante della natura non mi piace l’idea di scatenare questi giganti. La mia idea di fuoristrada è più romantica, aggregativa. Lo si usa per stare insieme e scoprire un posto ecco. 

– Cosa ne pensi del nuovo modello del Defender?
No comment. 

 

 

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