“Storytelling” di Liu Ye debutta a Fondazione Prada

Questo post è stato scritto da Lorenzo Sabatini

Testo a cura della redazione

Una mostra personale del pittore cinese Liu Ye (Pechino, 1964) a cura di Udo Kittelmann, inaugurerà domani alla Galleria Nord della Fondazione Prada di Milano. La personalissima cifra stilistica dell’artista sta nell’aver codificato un immaginario intimo e sensuale. La sua produzione affonda le sue radici nella letteratura, nella storia dell’arte e nella cultura popolare del mondo orientale e occidentale. Il racconto fiabesco incontra l’ironia, dando così vita ad immagini sospese tra introspezione e purezza. “Ogni opera – dichiara l’artista – è un mio autoritratto”. In una combinazione di fonti ed elementi diversi, nelle sue tele si possono identificare diverse forze creative: memoria, osservazione, immaginazione e formazione artistica.

 

Un’opera di Liu Ye

 

Liu Ye in Mostra a Milano

Nelle sue opere la realtà e l’artificio si mescolano, decifrando così una originale realtà soggettiva. Questo melting pot di riferimenti della cultura occidentale associati a icone della tradizione cinese è come se immergesse il lettore in un territorio non identificato a cavallo tra molteplici culture. Il pittore, anziché percorrere la strada della denuncia sociale nelle sue opere come molti suoi connazionali, insegue poeticamente la bellezza. Secondo quanto ha dichiarato essa rappresenta “l’ultima chance per gli essere umani”.Prima del debutto meneghino la personale aveva inaugurato per la prima volta a Prada Rong Zhai a Shanghai nel 2018. Si tratta di una selezione di 35 dipinti realizzati a partire dal 1992.

 

 

Un’opera di Liu Ye

 

Il tour espositivo voluto da Prada per le opere di Ye intende porre l’attenzione sull’abilità dell’artista di non inserirsi in alcun contesto pittorico specifico, sulla sua capacità di creare un universo pittorico personale. Infatti a Shangai le opere dialogavano armoniosamente con gli arredi e le cromie dello spazio espositivo nella storica residenza del 1918. Presso la sede di Milano si creerà invece uno stridente contrasto con le pareti di cemento e l’architettura industriale del celebre palazzo dorato, simbolo della holding meneghina.

Come ha dichiarato Udo Kittelmann, “percepisco l’opera di Liu Ye come un messaggio pittorico sensibile che passa tra due mondi spesso considerati contraddittori: cultura occidentale e tradizione orientale. La sua pittura ha subito suscitato in me un grande
interesse perché esprime una costellazione dialettica. Crea una relazione non solo con i complessi sviluppi della cultura in Cina, ma si fa testimone di una profonda conoscenza della storia culturale e pittorica europea. Le sue immagini affondano le proprie radici nei
movimenti artistici e intellettuali tanto occidentali quanto orientali, facendo convergere le forze del passato e del futuro”.

Leggi anche il nostro articolo sulla Spring Summer Uomo by Santoni

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