Steve McQueen alla Tate Modern

Acclamato per la sua forte capacità di osservazione, i lavori di Steve McQueen si basano sui temi della rappresentazione, dell'identità e della storia. 
Testo Gaetano Piazzolla 

 

Acclamato per la sua forte e senza compromessi capacità di osservazione, i lavori di Steve McQueen si basano sui temi della rappresentazione, dell’identità e della storia.  La Tate Modern, presenta, (dal 13 febbraio al’11 maggio 2020) la prima indagine sui lavori dell’artista svolti a Londra in più di 20 anni di attività. La mostra, offre la possibilità di riflettere sui temi fondamentali della sua attività artistica, ed è composta da 14 tra i suoi lavori più importanti in film, fotografie e sculture. 

Acclamato per la sua forte capacità di osservazione, i lavori di Steve McQueen si basano sui temi della rappresentazione, dell'identità e della storia. 

Steve McQueen è nato a Londra nel 1969 e vive e lavora tra Amsterdam e Londra. Si è distinto per aver  creato una innovativa arte di immagine mossa. Importanti anche i suoi lavori cinematografici come Hunger (2008), Shame (2010), 12 years a slave (2013) e Widows (2018). L’artista si dice contento di poter presentare i suoi lavori alla Tate Modern. È proprio qui che all’età di 8 anni, durante la sua prima gita scolastica, ha capito che tutto era possibile. 
L’esposizione è un’opportunità senza precedenti di immergersi nella profondità dei lavori dell’artista. Lavori molto intimi come Exodus 1992/1997 realizzato con una cinepresa Super 8. Riflessione sull’immigrazione e il multiculturalismo nella città di Londra. 
Attraverso le sue opere, McQueen invita i visitatori a considerare la storia e le connessioni tra Grenada,  terra d’origine della sua famiglia, e la vita quotidiana londinese.  La mostra è la prima da quando McQueen ha ricevuto il Turner Prize nel 1999.

 

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