Remo Bianco: Appropriazione della Volvo dell’Artista

Remo Bianco: l'Appropriazione della Volvo dell’Artista

Testo di Elena Gandini

Aperta al pubblico fino al 6 ottobre 2019, la mostra Remo Bianco. Le impronte della memoria, è allestita nel percorso museale del Museo del Novecento, promossa dal Comune di Milano/Cultura in collaborazione con la Fondazione Remo Bianco.

Remo Bianco (1922-1988), artista milanese noto per la sua indole sperimentale e la sua produzione multiforme in continua evoluzione, alla fine degli anni ’30 conosce Filippo de Pisis e ne diventa allievo ma, dopo un breve esordio figurativo, dalla fine degli anni ’40 si avvicina all’ambiente legato alle sperimentazioni dello Spazialismo di Lucio Fontana.

La mostra

A cura di Lorella Giudici, presenta oltre 70 opere dell’artista, ripercorrendo le fasi della sua ricerca e rappresentandone i percorsi di vita e di lavoro, intrecciati in un flusso di straordinaria energia creativa. Nella Milano del boom economico, in un’atmosfera culturalmente ed economicamente produttiva, il giovane Remo Bianco conosce e frequenta il grande pittore Filippo de Pisis e il suo entourage. Da questo momento in poi, la sua sarà una vita da “ricercatore solitario”, come si era autodefinito Remo Bianco, sempre pronto a sperimentare idee nuove, frutto della sua fervida fantasia.

Questa capacità di inventare e seguire percorsi nuovi l’hanno reso un artista molto peculiare per quei tempi, propositore di prospettive nuove, con un approccio divertito e sempre attento ai materiali e alle intuizioni espressive.

 

Remo Bianco: l'Appropriazione della Volvo dell'Artista.

Appropriazione della Volvo dell’Artista

Parallelamente alla mostra, vi è un tassello della produzione calidoscopica dell’artista da vedere. Remo Bianco: Appropriazione della Volvo dell’Artista, l’auto di Remo Bianco che egli stesso aveva trasformato nel 1985 in un Tableau doré e che dopo moltissimi anni è possibile vedere a Milano.

 

Remo Bianco: l'Appropriazione della Volvo dell'Artista.

Nel ciclo di opere dal titolo “Appropriazioni”, che egli realizza a partire dalla fine degli anni ’60 fino agli anni ’80, l’artista utilizzerà infatti questi suoi riquadri d’oro per “impossessarsi” di spazi, immagini, dipinti, riviste e oggetti svariati tra cui la celebre Volvo (Volvo 144 / Serie 140 / 1966-1974), la cui carrozzeria è costellata da una moltitudine di dorate geometrie che la rendono un’opera d’arte e, come tale, unica e irripetibile.

Grazie al supporto di Volvo Car Italia, l’ Appropriazione della Volvo dell’Artista è visitabile fino al 22 settembre presso il Volvo Studio Milano.

 

Remo Bianco: l'Appropriazione della Volvo dell'Artista.

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