Mille Miglia: quando la velocità si fece adulta

Questo post è stato scritto da Roberto Dichinseri

Testo di Roberto Dichinseri

Il 2 dicembre 1926 Franco Mazzotti, Aymo Maggi e Renzo Castagneto si riuniscono a Brescia nella residenza del giornalista sportivo Giovanni Canestrini. Di fronte alla superiorità della pista di Monza discutono la resurrezione dell’automobilismo bresciano e nazionale. Scartate varie opzioni progettano una corsa da Brescia a Roma e ritorno con auto di produzione e su strada aperta al traffico. Nasce la Coppa delle Mille Miglia.

OM_665-S
Il 27 marzo 1927 l’enorme Isotta Fraschini 8A (8.000 di cilindrata) di Aymo Maggi ed Ernesto Maserati parte da Viale Venezia e si lancia verso la Capitale lungo strade non asfaltate. I primi a tornare sono Minoia e Morandi dopo oltre ventuno ore con la OM 665S Superba n.14 a oltre 77 km/h di media.


Nel ’28 vincono Campari-Ramponi su Alfa Romeo: impiegano quasi due ore in meno a più di 84 orari e nel ’29, ancora con un’Alfa, trionfano a quasi 90 orari rosicchiando un’altra ora. Il 1930 è da record: Nuvolari-Guidotti impiegano 16 ore e 14 minuti (quasi cinque ore in meno) e sono i primi a superare 100 km/h di media.

Dopo la vittoria della pachidermica Mercedes 7 litri di Caracciola nel ’31, nel ’32 vince la coppia Borzacchini-Bignami con un’Alfa 8C2300 in meno di 15 ore a quasi 110 di media. Nel ’33 Nuvolari vince la sua seconda Mille Miglia ma i dati peggiorano. Ci pensa il burbero Achille Varzi a rimettere le cose a posto: vince nel ’34 in 14 ore e 8 minuti a oltre 114 orari. Nel ’35 Carlo Pintacuda e il Marchese della Stufa portano al successo un’Alfa Romeo Tipo B/P3, una monoposto trasformata in sport due posti con un piccolo sedilotto per il povero Marchese.

Il ’36 è l’anno di Antonio Brivio e Carlo Ongaro: percorrono i 1.600 chilometri in tredici ore e qualche minuto con un’Alfa 8C 2900 “Botticella” a oltre 121 km/h. 1937: i tempi si alzano causa maltempo. Pintacuda (navigato da ManBelli) vince con un’altra “Botticella”: quattordici ore e un quarto a oltre 114,7 km/h. 1938: Clemente Biondetti vince la sua prima Mille Miglia. Percorre i 1.621 km in meno di dodici ore: la media di oltre 135 km/h, un nuovo record. Ma si verifica un grave incidente e nel ’39 non si corre. Nel ’40, in piena guerra, si corre sullo strano percorso Brescia-Cremona-Mantova-Brescia da ripetersi nove volte. Huschke Von Hanstein e Walter Baumer coprono i 1.486 km totali in otto ore e 54 minuti con la BMW 328 Touring. Volano a oltre 166 di media. 1947, la guerra è finita, si corre in un clima di ristrettezze ma di speranza: Clemente Biondetti vince per la seconda volta: con la grande Alfa 8C2900 B di Touring in coppia con Romano impiega poco più di 16 ore a 112 km/h.

Quella del ’48 è un’edizione da ricordare: 189 equipaggi, ultima volta di Nuvolari (che deve abbandonare per guasto alla sua Ferrari 166 n.1049), prima vittoria della Ferrari, oltre 1.800 chilometri di gara con tappa a Torino. Biondetti vince per la terza volta in 15 ore e 5 minuti a 121 km/h.

L’asso sardo vince per la quarta volta nel ‘49 ancora su una Ferrari e ci mette dodici ore e 7 minuti a 131 orari di media. 1950: Giannino Marzotto vince a 123 km/h (quasi 1.700 km), nel ’51 Gigi Villoresi fa circa 122 km/h, nel ’53 Giannino Marzotto corre in cravatta e fa un nuovo record a oltre 142 km/h e nel ’54 il grande Alberto Ascari su Lancia fa 139,6 orari. Nel ’55 Stirling Moss fa stabilisce il record assoluto: 10 ore, 7 minuti e 48 secondi a 157, 650 km/h con la mostruosa Mercedes 300 SLR ufficiale.

Nel ’56 Eugenio Castellotti guida sotto il diluvio la Ferrari 290 MM ufficiale in oltre 11 ore a 137 di media e Piero Taruffi, vincitore dell’ultima edizione del 1957, impiega circa 10 ore e mezza a oltre 152 km/h con la Ferrari 315 Sport. La corsa viene cancellata a causa del grave incidente di De Portago a Guidizzolo.

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