Lorenzo Sonego Campione d’Italia 2020

Questo post è stato scritto da Gaetano Piazzolla

Lorenzo Sonego

Lorenzo Sonego

a cura di Gaetano Piazzolla 

Reduce della conquista del titolo di Campione d’Italia 2020, Lorenzo Sonego, numero 46 del tennis mondiale e numero 3 in Italia, racconta com’è nata la sua passione per il tennis.

Lorenzo Sonego


– Ricorda il suo primo approccio al tennis?
Ho iniziato tutto giocando a calcio. Sembra strano ma è così. Il tennis l’ho scoperto solo ad 11 anni quando con mio padre, che è un appassionato, siamo andati a giocare. Da allora ho continuato per altri due anni a praticare sia calcio che tennis. Poi mio padre mi portò da quello che ancora oggi è il mio allenatore (Gipo Arbino) di tennis. Così ho definitivamente abbandonato il calcio e mi sono dedicato completamente al tennis.

– Qual è stata la sua prima partita importante?
Roma, durante gli Internazionali.

– Ha un ricordo in particolare o un aneddoto da raccontarci a proposito?
Ricordo che mi ero infortunato. Nonostante ciò entrai lo stesso in campo e giocai una partita pazzesca e la vinsi. Ciò mi permise di entrare, 3 giorni dopo in tabellone.

– Il destino si sa fa strane evoluzioni, nel tennis soprattutto. Le è mai capitato che le togliesse qualcosa per poi restituirglielo? 
Diciamo di si. Sopratutto all’inizio della mia carriera ho perso molte partite, alcune con match point quando ormai le avevo vinte. Poi con l’esperienza maturata andando avanti con l’allenamento e il lavoro ho imparato a chiudere a mio favore questi match.

– Il torneo a cui sogna di partecipare
I tornei preferiti sono Roma e Wimbledon. Ma adesso quello a cui tengo particolarmente sono gli ATP Finals che oltretutto si svolgeranno a Torino, la mia città.

– Quello che la rende più felice e quello che la spaventa di più
Quello che mi rende felice è giocare una bella partita di tennis, una partita diciamo così “lottata“. Mentre ciò che mi spaventa maggiormente è di infortunarmi.

– Guardandosi indietro cosa vorrebbe cambiare nella sua vita? E in quella da tennista?
Mah, non cambierei niente, lascerei tutto così com’è. Anche perché nella vita ho cambiato pochissime cose. 

– Il tennista che stima di più e perché
Roger Federer. Perché è una persona umile e anche per la sua classe sia in campo che fuori da questo. Ho avuto la possibilità di conoscerlo e di giocarci contro, proprio l’anno scorso. 

– Cosa pensa di quello che ha detto la tennista Coco Gauff, a proposito della morte di George Floyd? (Coco sostiene la necessità di “parlare ed educare i propri amici non di colore così da spiegargli come possano aiutare il movimento”. Poi si rifà ad una frase di M.L.King “il silenzio delle brave persone sia peggio della brutalità dell’oppressore. Chi tace sceglie di sostenere l’oppressore”.)
Mi trovi d’accordo con quello detto da Coco. Purtroppo ancora oggi il razzismo è un grosso e serio problema in tutto il mondo. Fondamentalmente deriva da una mancanza di educazione alla diversità. Le proteste che han fatto seguito alla vicenda di Floyd son state giuste anche se è sbagliato quando sfociano in comportamenti violenti.

– Nel tennis le è mai capitato di assistere a comportamenti razzisti?
No nel tennis non mi è mai capitato di assistere a tali comportamenti. Sia da parte dei giocatori che del pubblico.

– Ha amici tra i suoi colleghi?
Sono molto amico di Berrettini. Però posso dire che con tutti i tennisti italiani siamo una grande famiglia. Ci vediamo spesso anche fuori dagli allenamenti per passare delle serate insieme. 

– Come vorrebbe essere ricordato un giorno dal tennis?
Mi piacerebbe essere ricordato per come sono, una brava persona sia in campo che fuori da questo

Come ha vissuto la quarantena?
Ho trascorso la quarantena lavorando da casa, allenandomi fisicamente per quello che potevo fare. Ho cercato anche nuovi passatempi, come imparare a cucinare, che oltretutto non posso mai fare poiché sono sempre fuori casa. E poi a ballare che è un’altra delle mie grandi passioni.

– Per rilassarsi e staccare da tutto le piace più andare al mare o montagna?
Preferisco il mare

– Il suo rapporto con i motori. Le piacciono più le 2 o 4 ruote? 
Direi piuttosto le 4 ruote. La mia preferita, sia moderna che “vintage”, rimane la Lamborghini.

 

 

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