Fran Lebowitz su Netflix: lezioni di stile unisex senza tempo

Questo post è stato scritto da Alessandra Favaro

Fran Lebowitz su Netflix: lezioni di stile unisex senza tempo

Fran Lebowitz su Netflix: lezioni di stile unisex senza tempo

Fran Lebowitz di “Una vita a New York”

 

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Fran Lebowitz molto nota negli Stati Uniti, nel documentario Una vita a New York conduce lo spettatore alla scoperta della vita di New York. Si viaggia attraverso i suoi occhiali e ripercorrendo le sue esperienze. Una vita che l’ha vista protagonista di talk show, autrice di due libri di successo: Metropolitan life e Social studies. Ex columnist di Interview, la famosa rivista di Andy Warhol e anche taxista agli inizi della sua carriera.
Per comprendere meglio il documentario Netflix di Martin Scorsese bisogna dare un’occhiata anche al titolo originale, Pretend it’s a city. Un viaggio nell’oggi e nel tempo in cui Fran fa ripercorrere allo spettatore 40 anni di cambiamenti della città e della società.
Alcune “rivoluzioni” che ancora stenta ad apprezzare, come la mania del telefono cellulare, che la protagonista ancora oggi si rifiuta di utilizzare.

In “Una vita a New York” Fran Lebowitz confessa di essere rimasta l’unica ormai a guardare davanti a sé mentre cammina. Tutti gli altri, sono attaccati agli smartphone.

Un documentario eccitante e coinvolgente dove attraverso lo sguardo di Lebowitz e la guida di Scorsese ci riconosciamo nell’onda del cambiamento, e tra le righe impariamo a riconoscere anche quello che in realtà resta sempre fedele a se stesso: lo stile.

 

Lo stile

Come quello di Fran Lebowitz: unisex, senza tempo, sempre efficace. Fran quasi non ha un outfit, ha una vera e propria divisa che rispecchia il suo stile di vita e la sua personalità. E guardandola così disinvolta, così impeccabile, così “se stessa” non possiamo far altro che sospirare sperando di trovare un giorno lo stesso stile che, è proprio il caso di dirlo, “ci calzi a pennello”.
Lo stile di Fran Lebowitz lo vediamo subito anche nella serie Netflix: caschetto nero, occhiali tartarugati che delineano senza appesantire i contorni del viso a qualunque età, blazer o cappotto quando le temperature scendono, camicia maschile Brooks Brothers oggi sostituite da Hilditch and Key, sempre maschili, fatte accorciare ad hoc.
Con l’aumentare della fama è cresciuta anche la sua disponibilità economica, che ha permesso al guardaroba di arricchirsi di giacche e cappotti di Anderson & Sheppard, una sartoria londinese famosa per l’abbigliamento uomo che inizialmente non voleva confezionare per lei, perché donna. Completano lo stile gemelli, gli inossidabili Levi’s 501 e stivali camperos (alternati a scarpe stringate da uomo).
Uno stile che mixa marchi iconici senza tempo e capi maschili, per una “divisa” che non perde mai il suo appeal.
 

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“Una vita a New York”: perché non potete perdervelo
Il documentario di Scorsese punta la telecamera su Lebowitz e la lascia parlare. Un flusso di ricordi e ispirazioni che sono un inno al genio e al coraggio di una donna che non si è mai uniformata alle regole e alle convenzioni. Come poche, ha sempre ragionato con la sua testa, abbattendo i luoghi comuni. Divertente, ispiratore (anche per lo stile), sarcastico e nostalgico. Un tuffo in una vita e in una città che hanno tanto da raccontare. Le voci fuori dal coro, invece brillano in tutta la loro luce.
 

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