Fiat Panda 4×4 protagonista in ogni occasione

Questo post è stato scritto da Roberto Dichinseri

Fiat Panda 4x4 è stata un colpo di genio del Marketing FIAT. Il Lingotto ha saputo trasformare l’erede della 500in un’auto dalla doppia natura

Fiat Panda 4×4 è stata un colpo di genio del Marketing FIAT. Il Lingotto ha saputo trasformare l’erede della 500, apoteosi di razionalità e di praticità nell’inferno quotidiano del traffico, in un’auto dalla doppia natura e con tanto valore aggiunto. Poteva essere una perfetta arrampicatrice o attraversatrice di boschi e guadi. Nell’altro era la piccola compatta con cui potevi presentarti in smoking  (una pubblicità degli Anni 80 fu straordinaria) all’ingresso di una prestigiosa sala da concerto. Se fosse stata tirata a lucido o sudicia di fango era lo stesso. Si trasformava come per magia nell’auto più bella della serata. Oggi a più di 30 anni di distanza, la Panda 4×4 è un simbolo dei magnifici Anni 80, quando il senso di superiorità ci veniva da Tom Cruise – Maverick, Stallone – Rocky o Tom Selleck- Magnum P.I.

1980: l’erede della 500
Nell’era iper-moderna l’automobile è un semplice “frullatore”: lo compri, lo usi, lo distruggi e lo butti. La concezione utilitaristica dell’auto è esplosa negli Anni 70. Ha iniziato a intasare i centri storici delle grandi città e fatto aumentare il problema della vita urbana. Semplice, economica e parca sono diventati imperativi assoluti di un’auto. La velocità del mondo si è impennata, abbiamo iniziato a sentire la necessità di icone, di divinizzare i simboli di questa corsa folle e le abbiamo trovate in quei geniali prodotti che venti-trenta anni fa vivevano sì e no qualche mese. Milioni di questi oggetti sono andati al macero ma oggi sono oggetti di arte industriale, divenuti magicamente preziosi. Anche nell’auto è valso lo stesso principio: perdonavamo la ruggine, carburatori sporchi e la totale mancanza di sicurezza. Oggi la qualità è imprescindibile ma sentiamo grande nostalgia di quelle scatolette di latta che furbe pubblicità montavano ad arte.

Fiat Panda 4x4 è stata un colpo di genio del Marketing FIAT. Il Lingotto ha saputo trasformare l’erede della 500in un’auto dalla doppia natura
La Panda

La necessità, a metà Anni 70, è trovare una degna sostituta della 500 ma l’obbligo è rispettare nuove, più moderne e più stringenti necessità: “più” automobile”, più spaziosa, più versatile, più aperta alle rinnovate esigenze di un pubblico sempre più complicato. L’obbiettivo del designer Giorgetto Giugiaro è creare qualcosa di nuovo e moderno ma rimanere negli ingombri e nel peso di una 126, più bruttina del favoloso Cinquino. Dopo 4 anni di progettazione e sviluppo, al Salone di Ginevra del 1980 la Panda è realtà. Nasce in due versioni: la Panda 30 con il bicilindrico di 652 cc ad aria della 126 ad aria e la Panda 45 con il 4 cilindri 900 cc della 127.

La 4×4

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Nell’82 arriva la 45 S con motore di 900 cc e 5 marce. E nell’83 “il” Pandino diventa un “oggettino” più sofisticato. La nuova Panda 4×4  è un capace veicolo da lavoro o uno sfizioso crossover capace di prestazioni insolite e peculiari, un invito a nozze per i guru del Marketing Anni 80. La Panda 4×4 monta il 4 cilindri 1.0 dell’Autobianchi A112. Eroga circa 50 Cv e il suo punto di forza sta nella trasmissione prodotta dalla Steyr-Puch: frizione, cambio, albero di trasmissione in tre parti e freni. Tuttavia l’assemblaggio degli esemplari viene eseguito a Termini Imerese.  Le quattro ruote motrici si inseriscono manualmente mentre il cambio, a cinque marce, ha la prima “corta” e le successive lunghe. Questo per consentire una presa ottimale sui terreni difficili. Qui dove il fondo è problematico e l’andatura molto ridotta rende, di fatto, consigliabile procedere con il primo rapporto, la Panda 4×4 dà il meglio. In allungo la 4×4 raggiunge 135 km/h e copre il chilometro da fermo in circa 39 secondi.
Nel 1984 la Fiat Panda raggiunge il milionesimo esemplare e nel settembre ’85 entra in listino una serie speciale – la “Nuova Panda 4×4” – prodotta in sole 5.000 unità. Nell’86 inizia la commercializzazione del restyling di tutta la gamma, dotato di un nuovo frontale con calandra inedita. La gamma motori si rinnova: 4 cilindri di 770 cc (34 Cv) e il Fire 1000 da 39

4×4 Sisley: un must irrinunciabile

Fiat Panda 4x4 è stata un colpo di genio del Marketing FIAT. Il Lingotto ha saputo trasformare l’erede della 500in un’auto dalla doppia natura

Viene lanciata la serie Speciale (1987) Panda 4×4 Sisley (sedili beige in finta pelle, moquette, strumentazione con inclinometro e soffitto in velluto). È il genere di capriccio da Yuppie cui difficilmente si vorrebbe rinunciare, anche perché ha il portapacchi, lava fari e le sfiziosissime bande adesive Sisley sulle fiancate. Proprio in quell’anno la piccola di Torino raggiunge due milioni di esemplari di prodotti.

Aggiornamenti successivi
Nel ’91 la citycar torinese si concede un altro facelift. Nel ’92 la 4×4 cresce a un nuovo motore 1.100 con 54 Cv. Nella seconda metà degli Anni 90 si avvicendano ulteriori allestimenti: la 4×4 Country Club del ’97, la Trekking del ’98, la Climbing nel 2002. La produzione dell’iconica Fiat Panda 4×4 si conclude nel 2003, anno in cui la piccola del Lingotto si rinnova completamente nella II Serie.

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