A cavallo coi butteri in Maremma

Questo post è stato scritto da Alice Bignardi

butteri-maremma
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Oggi, scopriamo la Maremma toscana attraverso i suoi abitanti leggendari: i butteri. Tra escursioni a cavallo e spettacoli d’altri tempi si possono vivere esperienze indimenticabili e riscoprire antiche tradizioni.

Escursioni a cavallo coi butteri

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Le vacche maremmane

Per vivere queste emozioni insieme ai pastori della maremma, si può partecipare a escursioni a cavallo coi butteri. Moltissimi agriturismi fanno da tramite e organizzano interi weekend a cavallo che iniziano il sabato con una passeggiata nella macchia con i cavalli maremmani dell’allevamento o del pascolo e terminano la domenica con una giornata interna insieme ai butteri, dalle sette del mattino, lungo il percorso che segue la mandria e la riporta indietro ogni giorno. Due giorni a contatto con i cavalli maremmani e la natura circostante, seguendo i loro ritmi e scoprendo un pezzo di storia nel modo migliore che c’è: vivendolo.

Ecco indirizzi e contatti per vivere questa magnifica esperienza:

Spettacolo dei butteri maremmani

Foto di SoloEventi

Se volete invece assistere a uno spettacolo che vi riporterà indietro nel tempo, sappiate che esistono molte associazioni che hanno lo scopo di mantenere vive le tradizioni della Maremma, prima tra tutte il lavoro del buttero, l’allevamento del cavallo maremmano e la monta tradizionale. In moltissime località, potrete assistere a dimostrazioni della monta da lavoro tradizionale, giochi a cavallo e caroselli dei butteri maremmani che, a terra e a cavallo, guidano i vitelli per raggrupparli e dimostrare come si svolgeva e si svolge tutt’ora il loro lavoro.

Di seguito trovate indirizzi utili per assistere agli spettacoli:

L’abbigliamento del buttero

Il buttero maremmano è un pastore molto elegante. La giacca di velluto verde e il cappello a tesa larga sono la prima cosa che si nota del suo abbigliamento. In mano, il buttero tiene sempre la mazzarella, un bastone molto sottile e lungo con cui punzecchia gli animali per raggrupparli. Buttero, dopo tutto, viene da una parola greca che significa letteramente “punzecchiatore di buoi”! Quando fa freddo, il buttero indossa il pastràno, una sorta di poncho che potrebbe ricordare quello del gaucho, il mandriano della pampa. I pantaloni di fustagno finiscono dentro agli stivali di cuoio marrone o nelle ghette. Per proteggersi ulteriormente, il buttero indossa anche dei cosciali fatti in pelle di cinghiale o di capra.

La sella del buttero maremmano

La sella del buttero maremmano si chiama scafarda, mentre quella del buttero laziale si chiama bardella. Risalgono al 1500 e vengono entrambe dette “selle con il pallino”, perché la vacca maremmana veniva prima recuperata con la lacciaia (il lazzo) da un buttero a piedi e poi passato a un buttero a cavallo che fissava la corda a un pallino sulla sella, per l’appunto.

Leggi anche: Itinerario autunnale, due giorni in Val d’Orcia

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