Asterios Polyp e il design delle persone

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Testo di Alice Bignardi
 
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Una storia d’amore è uguale a tutte le altre, finché qualcuno non decide di raccontarla in un modo nuovo. Così, David Mazzucchelli, nel suo romanzo a fumetti Asterios Polyp edito da Fandango, fa soprattutto una cosa: mostrare come si fondono le persone che si amano; come si schiacciano, si separano e poi si uniscono di nuovo. E lo fa usando linee, colori e stili diversi che mostrano in modo completo e immediato quello che succede nella vita di una persona quando si lega profondamente a quella di un’altra.

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Nel mondo di Asterios Polyp, ognuno è fatto di un proprio design personale e si abbina agli altri esattamente come un baule cinese può arredare la stessa stanza di una poltroncina di Le Cosbusier. Ecco come il design e il disegno si fondono a loro volta per dare vita a una storia che affronta diversi temi che riguardano molti aspetti dell’architettura, della scultura, del design e le inserisce nel mondo dell’arte, in quello del teatro, nella finzione del fumetto e nella sua realtà offrendo moltissimi spunti di riflessione.

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Raccontata dalla sua ombra mai esistita, la storia di Asterios Polyp è intrigante perché nel momento in cui incomincia vorremmo accanirci su di lui e fargliela pagare senza pietà. Per cosa, non si sa ancora, siamo appena all’inizio. Tuttavia, è solo essendo spietati in principio che saremo poi pronti ad accompagnarlo senza perderci in inutili pregiudizi, a gioire delle sue vittorie e ridere delle sue sconfitte.

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