Oasis a Venezia, Liam e Noel Gallagher raccontano cosa è successo dopo 15 anni di silenzio
Liam e Noel Gallagher arrivano alla Mostra del Cinema di Venezia 2026 per accompagnare Oasis: Don’t Look Back in Anger, il documentario che ricostruisce la reunion degli Oasis dopo quindici anni di separazione. Il film parte dalla rottura del 2009 e segue il ritorno dei due fratelli attraverso le prove, il backstage e il tour mondiale Oasis Live ’25, fino alla loro prima intervista congiunta dopo più di vent’anni.

Oasis a Venezia, Liam e Noel Gallagher raccontano cosa è successo dopo 15 anni di silenzio
La presenza degli Oasis a Venezia assume così un significato che va oltre la première. Per anni Liam e Noel Gallagher sono stati raccontati soprattutto attraverso la loro distanza; il documentario mostra invece il percorso che li ha riportati sullo stesso palco e prova a spiegare come quel ritorno sia diventato qualcosa di più di una semplice operazione nostalgica. Al centro non ci sono soltanto i concerti, ma anche il rapporto tra i due fratelli, il modo in cui hanno affrontato nuovamente le prove insieme e il ruolo avuto dal pubblico nel trasformare la reunion in uno degli eventi musicali più rilevanti degli ultimi anni.
I registi Dylan Southern e Will Lovelace descrivono infatti Don’t Look Back in Anger come un film sul perdono e sulla riconciliazione. Le telecamere hanno seguito Liam e Noel cercando di interferire il meno possibile con i loro primi momenti insieme, mentre il racconto si allarga progressivamente dai Gallagher ai fan, alle nuove generazioni che hanno scoperto gli Oasis molto dopo gli anni Novanta e al significato che quelle canzoni hanno continuato ad avere nel tempo.
A Venezia, quindi, non arriva soltanto il documentario di una reunion. Arriva la storia di come una band finita con una lite nel 2009 sia riuscita, quindici anni dopo, a tornare insieme e a trasformare quel ritorno in un nuovo capitolo della propria storia.
La storia degli Oasis raccontata a Venezia comincia dalla rottura tra i fratelli Gallagher nel 2009
Per capire il significato di Oasis: Don’t Look Back in Anger bisogna tornare al 28 agosto 2009. Gli Oasis si trovano a Parigi e stanno per salire sul palco quando una lite tra Liam e Noel Gallagher porta all’annullamento del concerto e, subito dopo, delle altre date previste dal tour europeo.

Oasis a Venezia, Liam e Noel Gallagher raccontano cosa è successo dopo 15 anni di silenzio
Quello che fino a quel momento era sembrato l’ennesimo episodio di un rapporto complicato diventa invece la fine della band. Secondo quanto ricostruito nel pressbook, Liam e Noel non si parleranno per i successivi quindici anni.
È da questa distanza che parte il significato della reunion. Quando nell’agosto 2024 viene annunciato il tour Oasis Live ’25, il ritorno non riguarda soltanto una delle band britanniche più influenti degli ultimi decenni. Riguarda soprattutto due fratelli che per quindici anni hanno costruito carriere separate e che ora devono ritrovarsi nella stessa sala prove, sullo stesso palco e davanti allo stesso pubblico.
Il documentario sceglie quindi di non trattare la reunion come un semplice evento musicale. Il tour diventa la struttura dentro cui osservare il rapporto fra Liam e Noel e capire se, oltre alla band, possa tornare a esistere anche una forma di rapporto personale.
Le prove di Londra mostrano per la prima volta Liam e Noel di nuovo insieme
Uno dei passaggi più interessanti del progetto riguarda il modo in cui sono state filmate le settimane precedenti al tour.
La produzione ha avuto accesso esclusivo per sei settimane alle prove degli Oasis al The Mill, nel sud-ovest di Londra. Non si trattava di uno studio costruito per restituire l’immagine spettacolare di un grande ritorno, ma di una sala prove situata in una zona industriale, circondata da aziende di trasporto e officine.
Per i registi il problema principale era un altro: come filmare Liam e Noel nuovamente insieme senza alterare il loro comportamento?
La soluzione è stata installare circa dodici cineprese controllate a distanza. Le camere sono state fissate nella sala prima delle sessioni e non venivano spostate durante le prove. In questo modo i componenti della band non avevano operatori o troupe davanti e potevano lavorare senza la sensazione continua di essere seguiti.
Southern e Lovelace volevano soprattutto che i primi momenti trascorsi insieme dai fratelli Gallagher fossero il meno possibile mediati dalla presenza del film.
Il risultato permette al documentario di osservare una situazione molto diversa da quella di uno stadio: prima dei riflettori, dei cori e della celebrazione pubblica c’è una band che deve tornare a funzionare.
Ed è proprio durante quelle prove che Steven Knight ricorda uno degli episodi più significativi. Quando Liam si mette al microfono, Noel avrebbe commentato che non lo aveva mai sentito cantare così bene.
Un dettaglio piccolo rispetto alle dimensioni del tour, ma importante dentro un film costruito sul modo in cui i due fratelli tornano progressivamente a riconoscersi anche artisticamente.
Oasis Live ’25 porta Liam e Noel di nuovo sul palco dopo quindici anni
Dopo le prove arriva il momento che tutti aspettavano.
Il tour Oasis Live ’25 parte da Cardiff e passa poi per Manchester, Londra, Edimburgo, Dublino, Toronto, Chicago, East Rutherford, Pasadena e Città del Messico, proseguendo successivamente in Asia, Australia e Sudamerica fino alla data finale di San Paolo.
Il documentario utilizza materiale proveniente da dodici concerti in tre continenti, con riprese realizzate anche in formato IMAX. La quantità di immagini raccolte è enorme: migliaia di ore fra concerti, prove, interviste e backstage.

Oasis a Venezia, Liam e Noel Gallagher raccontano cosa è successo dopo 15 anni di silenzio
Ma i registi scelgono di non costruire un tradizionale film-concerto.
Per le riprese vengono coinvolti diversi direttori della fotografia, ai quali viene data un’indicazione semplice: raccontare il concerto così come lo stanno vivendo. Le cineprese devono osservare tanto il palco quanto quello che accade tra il pubblico.
L’idea è che l’esperienza degli Oasis non possa essere spiegata semplicemente mostrando Liam, Noel e la band durante le canzoni. Per comprendere la portata della reunion bisogna osservare anche chi quelle canzoni le canta dagli spalti.
A Cardiff l’esibizione degli Oasis cambia anche il racconto del documentario
La prima data del tour, a Cardiff, cambia in parte anche la direzione del documentario.
Southern racconta che nessuno sapeva realmente quale sarebbe stata la reazione del pubblico quando gli Oasis fossero tornati sul palco. Nemmeno la band.
Quello che accade nello stadio supera però le aspettative della produzione. I registi descrivono un clima di euforia e partecipazione che appare più grande della reunion stessa. È in quel momento, spiegano, che diventa evidente quanto il pubblico debba essere parte integrante del film.
Southern arriva a definire il pubblico come “il membro più importante degli Oasis”.
Da Cardiff in poi le riprese vengono quindi orientate ancora di più verso le reazioni degli spettatori. L’obiettivo non è soltanto documentare il successo del tour, ma capire perché il ritorno di una band ferma da quindici anni riesca a produrre una risposta emotiva così forte.
Questa scelta permette al film di affrontare una domanda più interessante del semplice “come sono tornati gli Oasis?”: perché così tante persone avevano ancora bisogno che tornassero?
Concerto dopo concerto Liam e Noel Gallagher tornano a essere più vicini
Una parte della risposta emerge osservando chi riempie gli stadi.
Secondo Steven Knight, Liam e Noel Gallagher si aspettavano di ritrovare davanti a sé soprattutto il pubblico che aveva conosciuto gli Oasis negli anni Novanta e nei primi Duemila. Durante il tour scoprono invece che molte persone presenti ai concerti appartengono a generazioni successive.
Sono figli, e in alcuni casi nipoti, dei fan originali.

Oasis a Venezia, Liam e Noel Gallagher raccontano cosa è successo dopo 15 anni di silenzio
Il passaggio è importante perché sposta il significato della reunion. Gli Oasis non stanno semplicemente rimettendo insieme una band per chi li aveva seguiti trent’anni prima. Nel frattempo brani come Wonderwall, Don’t Look Back in Anger e Champagne Supernova hanno continuato a circolare e sono entrati nell’ascolto di persone che nel momento di massimo successo della band non erano ancora nate.
Knight osserva soprattutto un aspetto: per molti ragazzi quelle canzoni sono legate ai genitori che hanno continuato ad ascoltarle in casa. Il documentario registra così anche padri e figli, madri e figlie, che condividono durante il concerto un repertorio appartenente formalmente a un’altra generazione.
La reunion diventa quindi anche un modo per misurare quanto sia cambiato il pubblico degli Oasis mentre Liam e Noel erano separati.
I fan diventano parte del riavvicinamento tra Liam e Noel Gallagher
È probabilmente questo il passaggio che distingue maggiormente Don’t Look Back in Anger da un normale racconto del tour.
Secondo Southern e Lovelace, la risposta del pubblico non rimane esterna al rapporto tra i due fratelli.
I registi spiegano che, concerto dopo concerto, la gioia e l’entusiasmo raccolti negli stadi sembrano contribuire direttamente al progressivo riavvicinamento tra Liam e Noel. Data dopo data, osservano, i due appaiono più vicini mentre salgono sul palco.
Uno dei momenti più simbolici è il loro ingresso tenendosi per mano.
In un’altra storia potrebbe essere semplicemente un’immagine costruita per il pubblico. Nel contesto di una band terminata dopo una lite e di due fratelli rimasti senza parlarsi per quindici anni, assume invece un significato diverso.
È qui che il titolo del documentario acquista una funzione precisa.
I registi parlano esplicitamente di perdono, riconciliazione e del potere della musica di ricostruire rapporti. Non soltanto quello tra Liam e Noel, ma anche quelli che nascono e si rafforzano tra le persone attraverso le loro canzoni.
Nel film Liam e Noel tornano a concedere un’intervista insieme dopo più di vent’anni
Oasis: Don’t Look Back in Anger contiene inoltre la prima intervista congiunta di Liam e Noel Gallagher dopo oltre vent’anni.

Oasis a Venezia, Liam e Noel Gallagher raccontano cosa è successo dopo 15 anni di silenzio
È un altro elemento che distingue il documentario dalla semplice registrazione del tour. Il ritorno degli Oasis viene raccontato anche mettendo i due fratelli seduti uno accanto all’altro, chiamati a ricordare la loro storia e a parlare nuovamente insieme davanti alle telecamere.
Southern sottolinea in particolare il tono di questi momenti: Liam e Noel ridono, ricordano episodi del passato e ritrovano anche quella componente ironica che ha sempre accompagnato le loro apparizioni pubbliche.
Il film offre quindi ai Gallagher la possibilità di intervenire direttamente sul racconto degli Oasis dopo anni in cui la loro storia era stata inevitabilmente dominata dalla separazione.
Non significa cancellare quello che è successo nel 2009. Al contrario, il documentario parte proprio da quella rottura per misurare la distanza percorsa.

Oasis a Venezia, Liam e Noel Gallagher raccontano cosa è successo dopo 15 anni di silenzio
A Venezia il film degli Oasis racconta cosa c’è dietro il ritorno dei fratelli Gallagher
La presenza di Liam e Noel Gallagher a Venezia acquista senso proprio alla luce di questo percorso.
Gli Oasis sono tornati sul palco nel 2025, ma Don’t Look Back in Anger prova a raccontare quello che il pubblico degli stadi non poteva vedere: le prove, l’incertezza iniziale, il rapporto fra i due fratelli e il modo in cui la reazione degli spettatori ha progressivamente modificato il significato della reunion.
È per questo che ridurre il film a un’operazione nostalgica sarebbe limitante.
La nostalgia naturalmente esiste. Gli Oasis appartengono in modo evidente alla cultura britannica degli anni Novanta e una parte enorme dell’attesa nasce dalla memoria di quella stagione. Ma il documentario mostra anche ciò che è successo dopo: una nuova generazione ha scoperto le canzoni, il pubblico originario le ha trasmesse ai figli e la band ha ritrovato negli stadi persone che non avevano mai avuto la possibilità di vederla prima.
Venezia diventa così il luogo in cui la reunion degli Oasis smette momentaneamente di essere soltanto un concerto e viene osservata come una storia.
Una storia iniziata con due fratelli che non riuscivano più a condividere lo stesso palco e arrivata, quindici anni dopo, a Liam e Noel Gallagher nuovamente fianco a fianco.
Oasis: Don’t Look Back in Anger sarà nelle sale cinematografiche italiane dal 10 settembre 2026.

Oasis a Venezia, Liam e Noel Gallagher raccontano cosa è successo dopo 15 anni di silenzio





