Mostra auto d’epoca a Monaco:al Grimaldi Forum la storia che unisce il Principato alle corse
La mostra d’auto “Monaco & the Automobile, from 1893 to the Present Day” racconta oltre 130 anni di rapporto tra il Principato di Monaco e l’automobile, dalle prime vetture arrivate a fine Ottocento fino alla Formula 1, al Rallye Monte-Carlo, alla Formula E e ai progetti spaziali di Venturi. L’esposizione sarà ospitata al Grimaldi Forum Monaco dal 1° luglio al 6 settembre 2026 e riunirà più di cinquanta veicoli iconici legati alla storia sportiva, culturale e tecnologica del Principato.

Mostra auto d’epoca a Monaco:al Grimaldi Forum la storia che unisce il Principato alle corse
Monaco e l’automobile come parte della propria identità
Ci sono luoghi in cui l’automobile è soltanto un mezzo di trasporto. A Monaco, invece, l’auto è diventata una parte della città, del suo paesaggio e della sua memoria sportiva. La mostra di auto d’epoca “Monaco & the Automobile, from 1893 to the Present Day” nasce proprio da questa relazione particolare: non celebra soltanto le vetture, ma il modo in cui il Principato di Monaco ha trasformato l’automobile in un linguaggio fatto di eleganza, rischio, innovazione e competizione.
Il Grimaldi Forum dedica l’estate 2026 a un’esposizione costruita su più livelli. Ci sono le auto da corsa, naturalmente. Ci sono le monoposto del Grand Prix de Monaco, le vetture del Rallye Monte-Carlo, i modelli storici legati alla vita della famiglia principesca e le tecnologie più recenti. Ma il filo che tiene insieme tutto non è la semplice cronologia. È l’idea che Monaco abbia vissuto l’automobile da protagonista fin dall’inizio, molto prima che il motorsport diventasse un fenomeno globale.
Secondo il comunicato della mostra, il percorso parte dal 1893, anno in cui una Panhard & Levassor Type P2D arrivò nel Principato. È una presenza importante non solo per il valore storico del modello, ma perché viene indicata come la più antica automobile a benzina ancora funzionante al mondo. Da quel momento Monaco non ha più smesso di usare l’automobile come simbolo di modernità.
Dal 1893 al Grand Prix, il Principato diventa una tradizione per le corse
La storia dell’auto nel Principato di Monaco non nasce con la Formula 1. Prima del Grand Prix, il Principato aveva già costruito un rapporto forte con la mobilità, la tecnica e la rappresentazione pubblica dell’automobile. Alla fine dell’Ottocento Monaco si impose come luogo di sperimentazione e di visibilità internazionale, anche attraverso i primi concorsi d’eleganza intorno al Casino, organizzati dal 1897.

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Questa parte del racconto è decisiva, perché spiega perché Monaco non sia diventata importante solo per il tracciato cittadino. Il Principato aveva già capito che l’automobile poteva essere spettacolo, immagine, cultura e progresso. Poi arrivò il Rallye Monte-Carlo, creato nel 1911, e l’auto entrò in una dimensione ancora più ampia: quella della resistenza, dell’affidabilità e della sfida su strada.
Nel 1929 nacque il Monaco Grand Prix, destinato a diventare una delle gare più riconoscibili al mondo. La sua unicità non dipende solo dalla difficoltà del circuito, ma dal fatto che la corsa attraversa la città. Le strade non sono un contenitore neutro. Sono parte della competizione. Monaco diventa pista, scenografia e prova tecnica nello stesso momento.
È questo il punto che il curatore Rodolphe Rapetti sottolinea nell’intervista: il Grand Prix di Monaco è unico perché si corre su strade cittadine dal 1929 e conserva una configurazione che non è stata normalizzata come molti circuiti moderni. Per i piloti significa concentrazione estrema, margine d’errore minimo e un rapporto diretto con il pubblico.
Le auto esposte non sono repliche, ma vetture che hanno scritto la storia
Uno degli aspetti più forti della mostra è l’autenticità dei veicoli. Rapetti chiarisce che l’obiettivo non era riunire modelli simili a quelli protagonisti della storia di Monaco, ma portare al Grimaldi Forum le vetture reali: auto che hanno corso, e spesso vinto, nelle grandi competizioni del Principato.
Il percorso riunisce quasi venti vetture del Rallye Monte-Carlo e circa trenta monoposto da Grand Prix. Tra i pezzi più importanti c’è la Bugatti 35B, vincitrice della prima edizione del Monaco Grand Prix nel 1929. È una presenza che dà peso storico all’esposizione, perché permette di collegare l’origine della gara alla sua evoluzione moderna.

Mostra auto d’epoca a Monaco:al Grimaldi Forum la storia che unisce il Principato alle corse
Accanto a questa vettura compare anche la Ferrari con cui Charles Leclerc ha vinto a Monaco nel 2024. Il valore simbolico è evidente: Leclerc non è soltanto un pilota Ferrari che ha vinto nel Principato, ma un monegasco che ha riportato Monaco al centro della propria narrazione sportiva. La mostra mette così in relazione due epoche molto lontane: il primo Grand Prix e una vittoria recente che ha avuto un significato emotivo enorme per il pubblico locale.
Nel racconto del Rallye Monte-Carlo trovano spazio modelli come la Mini Cooper S, vincitrice nel 1964, e la Lancia Stratos HF, vittoriosa nel 1977. Sono due auto diversissime, ma entrambe raccontano bene il carattere del rally: compattezza, trazione, agilità, lettura della strada e capacità di adattarsi a condizioni difficili.

Mostra auto d’epoca a Monaco:al Grimaldi Forum la storia che unisce il Principato alle corse
Il legame tra Monaco, i piloti e la città dà senso alla mostra
La mostra non tratta l’automobile come oggetto isolato. Questo è un punto importante. Nel motorsport, una macchina non è mai soltanto una macchina. Dietro ogni vettura ci sono piloti, meccanici, rischi, scelte tecniche, errori e vittorie. Rapetti lo dice chiaramente: i piloti hanno un ruolo centrale perché lo sport motoristico è anche un’avventura umana.
Per questo l’esposizione dedica attenzione a figure come Louis Chiron e Charles Leclerc, due piloti monegaschi che rappresentano epoche differenti dello stesso rapporto tra Monaco e le corse. Chiron appartiene alla memoria storica del Grand Prix, Leclerc alla sua dimensione contemporanea. In mezzo c’è quasi un secolo di evoluzione tecnica e sportiva, ma la connessione con il territorio resta la stessa.
Monaco ha una caratteristica che pochi altri luoghi possiedono: la corsa non viene portata dentro uno spazio separato, ma attraversa la città. Questo cambia la percezione dell’evento. Il pubblico non guarda soltanto una gara, guarda la propria città trasformarsi in circuito. Per questo il Grand Prix di Monaco ha una dimensione che supera lo sport. È una gara, ma anche una rappresentazione urbana.
Il Grimaldi Forum unisce eleganza, memoria e tecnologia
La presenza della Rolls-Royce Silver Wraith utilizzata per il matrimonio del Principe Ranieri III e Grace Kelly nel 1956 apre un’altra prospettiva. L’automobile a Monaco non è soltanto sport. È anche cerimonia, stile, immagine pubblica. Questa vettura porta dentro la mostra un momento centrale della storia del Principato e conferma che l’auto ha avuto un ruolo anche nella costruzione del suo immaginario internazionale.

Mostra auto d’epoca a Monaco:al Grimaldi Forum la storia che unisce il Principato alle corse
Il percorso del Grimaldi Forum si sviluppa su oltre 3.500 metri quadrati, con vetture, oggetti, immagini e installazioni scenografiche. L’obiettivo non è mostrare le auto come in un deposito museale, ma far percepire al visitatore il contesto in cui quelle vetture hanno corso, vinto o rappresentato un passaggio importante nella storia del Principato.
La mostra nasce anche con il supporto dell’Automobile Club de Monaco, istituzione centrale nella storia sportiva del Principato. L’Automobile Club non è solo un partner organizzativo, ma una parte della memoria stessa del Grand Prix e del Rallye Monte-Carlo. La sua presenza rafforza il valore storico dell’esposizione e aiuta a collegare il racconto museale alla tradizione viva delle competizioni.
Dalla Formula E alla Luna, Monaco guarda oltre la collezione di auto d’epoca
Una mostra dedicata alla storia dell’auto avrebbe potuto fermarsi alla celebrazione del passato. Invece “Monaco & the Automobile, from 1893 to the Present Day” arriva fino alle sfide contemporanee. La presenza di una monoposto Venturi Formula E introduce il tema dell’evoluzione energetica e tecnologica del motorsport. È un passaggio necessario, perché l’automobile oggi non può essere raccontata solo attraverso la velocità e il prestigio. Deve essere raccontata anche attraverso la trasformazione.

Mostra auto d’epoca a Monaco:al Grimaldi Forum la storia che unisce il Principato alle corse
Ancora più significativo è il riferimento al rover lunare MONA LUNA di Venturi Space, progettato per operare al Polo Sud della Luna entro il 2030. Qui il discorso si allarga: Monaco parte dall’arrivo della prima automobile nel Principato e arriva all’esplorazione spaziale. È una traiettoria ambiziosa, ma coerente con l’idea di fondo della mostra. L’automobile, nella lettura del Grimaldi Forum, non è soltanto un prodotto industriale. È uno strumento attraverso cui leggere il rapporto tra tecnica, immaginazione e futuro.
Questa scelta evita alla mostra il rischio della nostalgia. Le Bugatti, le Ferrari, le Mini e le Lancia servono a raccontare il passato, ma Formula E e Venturi Space spingono il visitatore a guardare avanti. Monaco si presenta così come un luogo in cui la tradizione motoristica non viene conservata immobile, ma usata per interrogare il futuro della mobilità e della performance.
Una mostra che auto che racconta la storia del Principato di Monaco
Il valore di questa mostra auto sta nella sua capacità di parlare a pubblici diversi. L’appassionato di Formula 1 troverà le monoposto, la Bugatti del 1929 e la Ferrari di Leclerc. L’appassionato di rally ritroverà le vetture che hanno segnato il Monte-Carlo. Chi guarda l’automobile come oggetto culturale potrà leggere l’evoluzione del design, del prestigio e della rappresentazione sociale. Chi conosce Monaco potrà capire meglio perché l’auto sia diventata una parte così profonda della sua identità.
Rodolphe Rapetti spiega che l’intento non è proporre una mostra solo tecnica o cronologica. L’automobile viene osservata come opera d’arte, punto d’incontro tra design, ingegneria e immaginazione. È una definizione efficace, perché a Monaco l’auto non ha mai vissuto in una sola dimensione. È stata corsa, eleganza, sfida, cerimonia, tecnologia e memoria collettiva.
Dal 1° luglio al 6 settembre 2026, il Grimaldi Forum Monaco porta quindi in scena qualcosa di più di una rassegna di vetture storiche. Porta in scena la storia di un territorio che ha fatto dell’automobile una parte del proprio racconto. Dal 1893 al presente, dal Rallye Monte-Carlo al Grand Prix, dalla Rolls-Royce principesca alla Formula E, Monaco dimostra che l’auto può essere molto più di un oggetto: può diventare il modo in cui una città racconta se stessa.






