McLaren, da Bruce McLaren a Lando Norris: il viaggio che porta al GP numero 1000
La McLaren festeggia al GP di Monaco il millesimo Gran Premio della sua storia in Formula 1. Dal debutto di Bruce McLaren nel 1966 alle vittorie di Ayrton Senna, dai titoli mondiali di Emerson Fittipaldi e Alain Prost fino alla recente affermazione di Lando Norris, il team britannico arriva a Montecarlo come una delle squadre più vincenti e influenti della Formula 1 moderna.

McLaren, da Bruce McLaren a Lando Norris: il viaggio che porta al GP numero 1000
Sessant’anni dopo quel primo schieramento sulla griglia del Principato, la McLaren torna nel luogo dove tutto ebbe inizio per celebrare un traguardo che poche squadre possono raccontare. Il GP di Monaco non è soltanto una gara del calendario. Per la squadra fondata da Bruce McLaren rappresenta il punto di partenza di una storia fatta di campioni del mondo, innovazioni tecniche e alcune delle pagine più memorabili della Formula 1.
Oggi la scuderia guidata da Andrea Stella arriva al GP di Montecarlo con una nuova generazione di protagonisti, rappresentata da Lando Norris e Oscar Piastri. Ma dietro questo presente vincente esistono sessant’anni di corse che hanno contribuito a costruire il nome McLaren.
A Montecarlo iniziò l’avventura che avrebbe cambiato la Formula 1
Quando Bruce McLaren si presentò al GP di Monaco del 1966 con la sua monoposto, nessuno poteva immaginare che quel piccolo team sarebbe diventato una delle realtà più importanti della Formula 1.
La M2B non completò nemmeno la gara a causa di un problema tecnico, ma quel weekend segnò l’inizio di una nuova avventura. Bruce McLaren non era soltanto un pilota vincente. Era un costruttore, un visionario e un uomo convinto che una squadra potesse essere costruita attorno alle idee di chi correva in pista.
Sessant’anni dopo, il legame tra McLaren e Montecarlo rimane fortissimo. Non è un caso che il traguardo dei 1000 GP arrivi proprio sulle strade del Principato.
Emerson Fittipaldi portò il primo titolo mondiale a Woking
Negli anni Settanta la McLaren iniziò a trasformarsi da outsider a protagonista del campionato.
Il momento decisivo arrivò nel 1974 con il titolo mondiale conquistato da Emerson Fittipaldi. Il brasiliano regalò alla squadra il primo campionato piloti e contribuì anche alla conquista del primo titolo costruttori.

McLaren, da Bruce McLaren a Lando Norris: il viaggio che porta al GP numero 1000
Quel successo ebbe un valore enorme perché dimostrò che la squadra fondata da Bruce McLaren poteva competere stabilmente contro avversari storici come Ferrari e Lotus.
Fu il primo tassello di una tradizione vincente destinata a proseguire per decenni.
James Hunt trasformò una stagione impossibile in una leggenda
Se esiste un campionato che ancora oggi viene raccontato come un film, quello è il Mondiale 1976.
L’arrivo di James Hunt alla McLaren sembrava una scommessa. Il britannico era veloce, spettacolare e imprevedibile. Dall’altra parte c’era la Ferrari di Niki Lauda.
La stagione venne segnata dal terribile incidente del Nürburgring e dal ritorno quasi impossibile dell’austriaco. Il titolo si decise sotto il diluvio del Fuji, in Giappone.
Hunt riuscì a conquistare i punti necessari per laurearsi campione del mondo e trasformò quella stagione in uno dei racconti più celebri della Formula 1.
Gli anni Ottanta videro nascere una macchina da titoli mondiali
Gli anni Ottanta rappresentarono una delle epoche più vincenti nella storia della McLaren.
Nel 1984 fu ancora Niki Lauda a riportare il numero uno sulla monoposto britannica dopo una stagione conclusa con appena mezzo punto di vantaggio su Alain Prost.
Fu il margine più ridotto nella storia del campionato mondiale.
Due anni più tardi lo stesso Prost conquistò un altro titolo dimostrando una straordinaria capacità di gestione nelle gare decisive.
La McLaren era ormai diventata il punto di riferimento del paddock e stava preparando il terreno all’arrivo di uno dei più grandi piloti di tutti i tempi.
Ayrton Senna rese Monaco il suo regno personale
Quando si parla di McLaren e GP di Monaco è impossibile non pensare a Ayrton Senna.
Il brasiliano vinse sei volte nel Principato, cinque delle quali con la McLaren. Nessun altro pilota è riuscito a costruire un legame così forte con le strade di Montecarlo.
Tra le sue imprese più celebri resta il GP d’Europa del 1993 a Donington Park. In condizioni proibitive, Senna realizzò un primo giro diventato leggendario, superando diversi rivali e dimostrando una superiorità che ancora oggi viene studiata dagli appassionati.
Per molti tifosi, Senna e McLaren rappresentano ancora l’immagine più iconica della Formula 1.

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Da Häkkinen a Hamilton la McLaren continua a scrivere pagine memorabili
Dopo l’era Senna arrivarono altri campioni capaci di lasciare il segno.
Mika Häkkinen regalò alla squadra due titoli mondiali e firmò nel 2000 uno dei sorpassi più famosi della storia della Formula 1 contro Michael Schumacher a Spa-Francorchamps.

McLaren, da Bruce McLaren a Lando Norris: il viaggio che porta al GP numero 1000
Pochi anni dopo fu il turno di Kimi Räikkönen, autore di una straordinaria rimonta a Suzuka nel 2005.
Nel 2008 arrivò invece il primo titolo mondiale di Lewis Hamilton. La sua vittoria sotto la pioggia di Silverstone resta una delle gare più dominanti dell’epoca moderna.
Ogni generazione ha avuto il proprio campione McLaren. Ed è proprio questa continuità ad aver consentito alla squadra di raggiungere il traguardo dei 1000 GP.

McLaren, da Bruce McLaren a Lando Norris: il viaggio che porta al GP numero 1000
Lando Norris e Oscar Piastri rappresentano la nuova era della McLaren
Negli ultimi anni la McLaren è tornata stabilmente ai vertici della Formula 1.
La crescita del team ha coinciso con l’affermazione di Lando Norris e Oscar Piastri, due piloti che rappresentano il futuro della squadra.
Norris è diventato il simbolo della rinascita del team. Dopo anni di apprendistato è riuscito a trasformarsi in un pilota capace di vincere gare e lottare per il campionato.
Piastri, dal canto suo, ha dimostrato una maturità sorprendente e una velocità che gli permette di competere alla pari con i migliori piloti della griglia.
La forza della McLaren moderna non dipende soltanto dalla qualità della vettura, ma anche dalla capacità di costruire una struttura tecnica stabile sotto la guida di Andrea Stella e Zak Brown.
Il GP numero 1000 arriva nel luogo più simbolico della storia McLaren
Ci sono numeri che raccontano più di una statistica.
Per la McLaren, il traguardo dei 1000 GP non rappresenta soltanto una presenza costante in Formula 1. Racconta sessant’anni di evoluzione, di vittorie, di sconfitte e di campioni che hanno contribuito a costruire una leggenda.
Il fatto che questo traguardo arrivi proprio nel GP di Monaco aggiunge un significato speciale alla ricorrenza. È come chiudere un cerchio iniziato nel 1966 quando Bruce McLaren si schierò per la prima volta sulla griglia del Principato.
Oggi il team guarda avanti con Norris e Piastri, ma ogni giro percorso a Montecarlo continua a ricordare da dove è partita una delle storie più importanti della Formula 1.





