Marco De Vincenzo nella sfilata di Etro racconta un viaggio tra heritage, musica e visioni contemporanee
La sfilata di Etro per l’autunno inverno 2026-2027, presentata durante la Milano Fashion Week, mostra come il direttore creativo Marco De Vincenzo continui a reinterpretare l’identità della maison. In passerella compaiono stampe paisley, stratificazioni, riferimenti al nomadismo e contaminazioni britanniche, accompagnati da una performance musicale dal vivo. Il risultato è una sfilata donna che unisce heritage e contemporaneità, dimostrando come Etro riesca a evolvere senza perdere la propria identità.

Marco De Vincenzo nella sfilata di Etro racconta un viaggio tra heritage, musica e visioni contemporanee
Alla Milano Fashion Week la sfilata di Etro racconta un’identità che cambia restando fedele a sé stessa
Alla Milano Fashion Week, la sfilata di Etro dedicata alla stagione autunno inverno non è stata soltanto la presentazione di una nuova collezione. È stata piuttosto la dimostrazione di come una maison con una storia precisa possa continuare a reinventarsi senza perdere il proprio linguaggio.
Da quando Marco De Vincenzo ha assunto il ruolo di direttore creativo, il lavoro su Etro sembra muoversi lungo una linea precisa: custodire il patrimonio del marchio e allo stesso tempo aprire nuove possibilità narrative. In questa sfilata donna, l’heritage della maison – fatto di paisley, stampe e riferimenti al viaggio – viene riletto attraverso un dialogo continuo tra tradizione e presente.
La sensazione, osservando la passerella, è quella di assistere a un ciclo creativo in cui ogni stagione riprende il filo della precedente. Nulla si ripete davvero, ma tutto sembra appartenere alla stessa storia. È un modo di costruire una collezione che somiglia più a un racconto in movimento che a una semplice successione di look.
- sfilata di Etro
- sfilata di Etro
Marco De Vincenzo continua a costruire il nuovo capitolo creativo di Etro
Quando nel 2022 Marco De Vincenzo è arrivato alla guida creativa della maison, la domanda era inevitabile: come si può reinterpretare un marchio così riconoscibile senza snaturarlo?
La risposta si vede chiaramente nella sfilata di Etro per l’autunno inverno. De Vincenzo lavora come un interprete più che come un rivoluzionario. Non cancella il passato, lo rilegge. Non cerca di imporre un nuovo codice, ma amplia quello esistente.
Il cuore della maison resta visibile:
- il paisley, simbolo storico del marchio
- la ricchezza delle stampe
- il tema del viaggio e del nomadismo
- il gusto per le stratificazioni e i contrasti
Questi elementi tornano in passerella, ma in una forma diversa rispetto alle collezioni precedenti. Il risultato è una moda che non sembra nostalgica, ma nemmeno ossessionata dalla novità.
De Vincenzo ha spesso spiegato che il lavoro di un designer è prima di tutto un atto di ascolto. Questa filosofia si percepisce nella sfilata donna, dove ogni look sembra nascere dall’osservazione di ciò che Etro è diventata oggi.
In passerella dialogano paisley, tartan e riferimenti britannici
Uno degli aspetti più interessanti della sfilata di Etro è il modo in cui elementi apparentemente lontani riescono a convivere nello stesso look.
Accanto alle stampe foulard, tipiche della maison, compaiono tartan, richiami alla tradizione britannica, inserti trompe-l’oeil e dettagli che evocano uniformi o stemmi araldici. È un incontro tra mondi che sulla carta sembrerebbero incompatibili, ma che in passerella trovano una sorprendente armonia.
Questa contaminazione è uno dei punti chiave della collezione autunno inverno. Etro non è mai stato un marchio minimalista. La sua forza è sempre stata l’abbondanza visiva, la capacità di combinare motivi e texture.
In questa sfilata donna, De Vincenzo mantiene questa ricchezza ma la organizza con maggiore equilibrio. Le stampe dialogano tra loro senza sovrapporsi in modo caotico. I tessuti raccontano storie diverse ma restano parte di un unico racconto.
- sfilata Etro
- sfilata Etro
I materiali e le lavorazioni raccontano il lato artigianale della collezione
Osservando con attenzione la passerella della sfilata di Etro, emerge un altro elemento fondamentale della collezione: il lavoro sui materiali.
La stagione autunno inverno mostra una ricerca molto precisa sulle superfici dei tessuti e sulle lavorazioni artigianali. La maglieria viene impreziosita da cordoncini decorativi che aggiungono profondità ai capi, mentre il jacquard devoré viene utilizzato anche su tessuti più leggeri come il jersey, creando effetti visivi inattesi. A questo si aggiungono ricami luminosi che evocano animali fantastici e stratificazioni di paillettes che riflettono la luce in modo discreto ma continuo.
Questi elementi non hanno solo una funzione ornamentale. Servono a costruire una dimensione tattile della collezione. Etro resta un marchio in cui l’artigianalità ha un ruolo centrale e questa sfilata donna lo conferma chiaramente: ogni capo sembra pensato per essere osservato da vicino, per rivelare dettagli che in passerella si colgono solo in parte.
Una palette boschiva illumina la passerella della collezione autunno inverno
Anche la scelta cromatica contribuisce a definire l’atmosfera della sfilata di Etro.
La palette della collezione autunno inverno si muove lungo tonalità che evocano paesaggi naturali. I colori neutri costruiscono la base visiva della passerella, ma vengono progressivamente attraversati da accenti più intensi. I blu profondi introducono una dimensione più notturna, mentre gli ocra portano calore alla composizione cromatica. A questi si aggiungono viola saturi e momenti di nero totale che rafforzano il carattere della collezione.
Nel complesso, la sfilata donna costruisce una narrazione cromatica coerente. Non ci sono contrasti violenti o accostamenti forzati. I colori sembrano scorrere uno dentro l’altro, come se ogni look appartenesse a un unico paesaggio visivo.
Gli accessori completano la visione della sfilata di Etro
In una collezione come questa, gli accessori diventano parte integrante del racconto.
Durante la sfilata di Etro, le calzature accompagnano i look con un equilibrio tra eleganza e funzionalità. Gli stivali, robusti e quasi da viaggio, suggeriscono l’idea di movimento e di esplorazione. Accanto a questi compaiono sandali chiusi alla caviglia con fibbie che introducono una dimensione più sensuale, mentre i sabot in suede – nati dalla collaborazione con Birkenstock – portano una nota di comfort contemporaneo.
Anche le borse partecipano alla costruzione dell’immagine complessiva della sfilata donna. Le forme sono morbide, spesso arricchite da ricami e texture che richiamano i tessuti degli abiti. Alcuni modelli sembrano quasi oggetti artigianali, come se fossero stati creati per accompagnare un viaggio più che per completare semplicemente un outfit.
La musica dal vivo trasforma la sfilata di Etro in una performance
La passerella della collezione autunno inverno non si è limitata alla moda. Lo show è stato accompagnato da una performance musicale dal vivo della cantante e producer BLUEM.
La presenza della musica live ha cambiato il ritmo della sfilata. Non era una semplice colonna sonora registrata, ma un elemento vivo che interagiva con lo spazio e con i movimenti delle modelle.
BLUEM ha costruito un medley che mescolava atmosfere folk e sonorità contemporanee. Questo dialogo musicale si è rivelato coerente con l’identità di Etro, un marchio che da sempre ama attraversare culture diverse.
La musica ha reso la sfilata di Etro più simile a una performance artistica che a uno show tradizionale.
L’allestimento della passerella suggerisce un viaggio attraverso nuovi mondi
Oltre alla musica, anche l’allestimento scenico ha avuto un ruolo narrativo importante.
La passerella era costruita attorno all’opera “Now more than ever” del collettivo artistico Numero Cromatico. L’installazione era composta da sette portali attraversabili, caratterizzati da sequenze di colori vibranti.
Questi portali creavano un percorso visivo che le modelle attraversavano durante la sfilata donna. L’effetto era quello di un viaggio simbolico, quasi un passaggio verso un’altra dimensione.
L’idea del portale è coerente con l’immaginario di Etro. Fin dalla sua fondazione nel 1968, la maison ha sempre raccontato il tema del viaggio: viaggi culturali, geografici, immaginari.
In questa sfilata di Etro, quel tema torna sotto forma di installazione artistica.
La sfilata di Etro conferma il ruolo della maison nella Milano Fashion Week
Guardando l’insieme della collezione, è chiaro che la sfilata di Etro occupa uno spazio molto preciso all’interno della Milano Fashion Week.
Etro non compete con i marchi che puntano sul minimalismo o sullo shock visivo. Il suo territorio resta quello della ricchezza decorativa e del racconto culturale.
La collezione autunno inverno firmata Marco De Vincenzo dimostra che questo linguaggio può essere ancora attuale. Non serve inseguire le tendenze per restare rilevanti.
La forza della maison sta nella sua identità.
In un momento storico in cui molte sfilate sembrano rincorrere l’effetto immediato, Etro continua a costruire un racconto più lento, fatto di riferimenti, texture e memoria.
- sfilata di Etro
- sfilata di Etro
Una sfilata donna che mostra come Etro continui a evolvere senza perdere la propria anima
Alla fine della passerella, la sensazione è chiara: la sfilata di Etro non cerca di stupire con gesti radicali. Preferisce lavorare sulle sfumature.
La collezione autunno inverno dimostra che la moda può evolvere senza rinnegare il proprio passato. Marco De Vincenzo sta guidando la maison lungo un percorso di continuità creativa.
L’identità Etro resta riconoscibile, ma continua a trasformarsi.
E forse è proprio questo il segreto della sua longevità: non fermarsi mai davvero, ma continuare a muoversi, stagione dopo stagione, come un viaggio che cambia paesaggio senza perdere la direzione.




