Marco Bezzecchi dopo il GP di Australia annullato: «I tifosi meritavano di più»

Marco Bezzecchi lascia Phillip Island con l’amaro in bocca dopo la cancellazione della gara del GP di Australia 2026. Le condizioni meteo e la scarsa visibilità, che impediva all’elicottero di soccorso di operare in sicurezza, hanno fermato la domenica della MotoGP. Ai microfoni di Sky Sport MotoGP, il pilota Aprilia ha rivolto il primo pensiero al pubblico rimasto sotto la pioggia ad aspettare la partenza. 

Marco Bezzecchi rivolge un pensiero ai tifosi di Phillip Island

«Sì, un peccato dai, soprattutto per lasciare questa pista un po’ così, con l’amaro in bocca. E tutte le persone che sono rimaste qua sotto l’acqua tutt’oggi meritavano di più».

Nelle dichiarazioni di Marco Bezzecchi dopo la gara del GP di Australia annullata, la delusione sportiva si intreccia con quella degli spettatori. Il pilota dell’Aprilia riconosce l’attesa di chi ha continuato a sperare di vedere le moto schierate e una corsa finalmente al via.

È il passaggio più significativo della sua reazione a Sky Sport MotoGP: prima ancora di interrogarsi sul risultato che avrebbe potuto ottenere, Bezzecchi parla delle persone rimaste sugli spalti. Il rammarico riguarda uno spettacolo che il pubblico aveva aspettato e che le condizioni della domenica hanno reso impossibile.

«È un peccato, però è qualcosa che, insomma, è un po’ fuori dal nostro controllo. Quindi un po’ di dispiacere, però è andata così».

Parole che esprimono delusione, ma anche la consapevolezza di un limite sul quale i piloti non potevano intervenire.

La gara annullata per la condizioni meteo avverse

La cancellazione della gara del GP di Australia MotoGP è stata determinata dalla scarsa visibilità che comprometteva l’operatività dell’elicottero medico. Senza questa garanzia di soccorso, la direzione gara non ha potuto autorizzare la partenza a Phillip Island. 

Il riferimento di Bezzecchi a una situazione «fuori dal nostro controllo» si inserisce in questo contesto. Nelle dichiarazioni riportate non emerge una contestazione della decisione: prevale il dispiacere per come si è concluso il fine settimana.

A rendere ancora più amaro il momento è stato il saluto al circuito. Dopo l’annullamento, i piloti hanno percorso un giro dietro la safety car per ringraziare i tifosi, trasformando la giornata della gara in un commiato collettivo da Phillip Island. 

Dalla pole position di Márquez alla gara mancata di Bezzecchi

La pole position del GP di Australia 2026 era stata conquistata da Marc Márquez, mentre Marco Bezzecchi avrebbe dovuto prendere il via dalla nona casella. Per il pilota Aprilia, la domenica rappresentava quindi l’occasione di confrontarsi sulla distanza lunga partendo dalla terza fila. La cancellazione ha lasciato quella possibilità senza una risposta. 

Interpellato sul lavoro svolto e sulla velocità che avrebbe potuto esprimere in gara, Bezzecchi ha evitato di attribuirsi un risultato ipotetico:

«Sì, sì, ho lavorato bene, ma sai, sono quelle robe che non si scopriranno mai, è anche inutile farsi troppe domande adesso».

Il lavoro del weekend gli aveva lasciato sensazioni positive, come conferma lui stesso. Da qui a immaginare un piazzamento, però, il passaggio sarebbe arbitrario: senza la gara non è possibile sapere quanto quel lavoro avrebbe inciso sul risultato, soprattutto in condizioni meteo così difficili.

La sua risposta chiude quindi il campo alle previsioni retrospettive. Resta la preparazione svolta, manca il confronto che avrebbe permesso di misurarla.

Bezzecchi guarda alla prossima gara di MotoGP in Malesia

«Dai, pensiamo alla prossima gara».

Bezzecchi conclude così il suo intervento, con una frase breve che sposta l’attenzione sul prossimo impegno. A Phillip Island rimangono il dispiacere per la corsa annullata e il pensiero per chi ha aspettato sotto l’acqua.

Il senso delle sue dichiarazioni è soprattutto questo: accettare una decisione imposta dalle circostanze, senza dimenticare il pubblico. Il risultato sportivo resterà sconosciuto; la presenza dei tifosi, invece, è il ricordo concreto che Bezzecchi sceglie di mettere al centro del suo saluto.