Kimi Antonelli vince a Monza: 26 sorpassi che riportano un italiano sul gradino più alto dopo 60 anni
Kimi Antonelli vince il Gran Premio d’Italia 2026 al circuito di Monza dopo essere partito 19° in griglia per una penalità legata alla power unit. Il pilota Mercedes completa una rimonta straordinaria, supera George Russell nelle battute finali e precede il compagno di squadra e Max Verstappen. Per un italiano è la prima vittoria a Monza dal successo di Ludovico Scarfiotti nel 1966.

Kimi Antonelli vince a Monza: 26 sorpassi che riportano un italiano sul gradino più alto dopo 60 anni
A Monza, però, i numeri spiegano soltanto una parte della storia. Antonelli ha attraversato il gruppo con 26 sorpassi complessivi, ha sfruttato il momento giusto per cambiare gomme e ha trovato nel finale la velocità necessaria per raggiungere e battere Russell. Tutto dopo un fine settimana iniziato sapendo che, indipendentemente dal risultato delle qualifiche, avrebbe dovuto affrontare il Gran Premio d’Italia dal fondo della griglia di partenza per la sostituzione di componenti della power unit. L’ordine ufficiale lo collocava in 19ª posizione.
Il risultato assume un significato ancora più forte pensando a dove era iniziata la storia di Antonelli con una Formula 1 a Monza. Il 30 agosto 2024, durante il suo debutto in una sessione ufficiale con Mercedes, Kimi aveva perso il controllo della W15 entrando alla Parabolica ed era finito violentemente contro le barriere dopo appena dieci minuti. Due anni dopo ha percorso quella stessa curva da vincitore del Gran Premio d’Italia.
E quando Antonelli è arrivato al parco chiuso, dagli altoparlanti è partita “Nel blu dipinto di blu”, Volare, di Domenico Modugno. Una scena che ha accompagnato l’applauso di Monza: anche buona parte del pubblico vestito di rosso Ferrari ha salutato la vittoria del ventenne italiano della Mercedes.
La penalità manda Antonelli in 19ª posizione, ma a Monza la sua gara comincia proprio dal fondo
Il sabato aveva lasciato Kimi Antonelli in una situazione molto diversa da quella del compagno di squadra. George Russell aveva conquistato la seconda posizione in qualifica alle spalle della sorprendente Alpine di Pierre Gasly, mentre l’italiano sapeva già di dover scontare una penalità per l’utilizzo di nuovi componenti della power unit.
Mercedes aveva quindi utilizzato anche le qualifiche con un obiettivo diverso: Antonelli aveva lavorato anche in funzione di Russell, aiutandolo con la scia in un fine settimana nel quale il britannico rappresentava il candidato Mercedes meglio piazzato sulla griglia.
La griglia ufficiale della domenica metteva Gasly in pole, Russell al suo fianco, poi un gruppo nel quale le penalità avevano modificato l’ordine stabilito nelle qualifiche. Charles Leclerc e Lewis Hamilton si trovavano così nelle prime file, insieme a Max Verstappen e alle McLaren, mentre Antonelli doveva partire 19°.
In un circuito come Monza partire così indietro significa affrontare immediatamente il traffico, ma anche avere la possibilità di sfruttare le lunghe zone di accelerazione per tentare i sorpassi. Nel 2025 erano stati registrati 47 sorpassi nell’intero Gran Premio e le caratteristiche del tracciato continuano a rendere possibili recuperi importanti, soprattutto quando le differenze di passo sono marcate.
Antonelli non aveva però bisogno soltanto di velocità. Doveva attraversare la prima parte della corsa senza compromettere gomme e monoposto, evitando che la necessità di recuperare immediatamente trasformasse la sua gara in una sequenza di rischi.
Ed è proprio qui che la sua prestazione assume una dimensione diversa dalla semplice rimonta.
L’incidente di Charles Leclerc cambia subito il Gran Premio d’Italia della Ferrari
Per la Ferrari la gara prende una direzione difficile quasi immediatamente.
Charles Leclerc esce violentemente alla curva finale nelle prime fasi del Gran Premio ed è costretto al ritiro. La classifica FIA registra il monegasco tra i piloti non classificati, mentre Formula 1 indica l’incidente alla curva finale durante il secondo giro.
È un colpo pesante per un circuito interamente colorato di rosso e per una Ferrari arrivata a Monza con aspettative alte dopo aver mostrato velocità sin dalle prove libere. Leclerc aveva infatti guidato la prima sessione del venerdì, mentre Hamilton era rimasto competitivo durante il weekend.

Kimi Antonelli vince a Monza: 26 sorpassi che riportano un italiano sul gradino più alto dopo 60 anni
Lewis Hamilton resta quindi l’unica Ferrari in grado di arrivare al traguardo. Il britannico conclude sesto, a 24,655 secondi dal vincitore, raccogliendo otto punti.
Per il pubblico di Monza la prospettiva cambia. La possibilità di vedere una Ferrari vincere il Gran Premio d’Italia diminuisce drasticamente, mentre dal fondo comincia a risalire proprio Antonelli.
È un passaggio importante anche per capire ciò che accadrà dopo la bandiera a scacchi. Il pubblico di Monza resta quello della Ferrari, ma progressivamente riconosce nella rimonta di Kimi qualcosa che va oltre il colore della monoposto.
Antonelli attraversa il gruppo e in 26 sorpassi raggiunge la testa della gara
La gara di Kimi Antonelli non è una risalita costruita aspettando gli errori degli altri.
L’italiano supera, recupera posizioni e continua a mantenere un passo che gli permette di avvicinarsi progressivamente alle zone più importanti della classifica. Formula 1 descrive la sua corsa come una combinazione di velocità e sorpassi, dopo una partenza dalla 19ª posizione.
Nel conteggio complessivo della sua gara arrivano 26 sorpassi.
Il numero racconta quanto sia stata movimentata la domenica di Antonelli, ma il momento decisivo arriva quando la corsa entra nella fase strategica.
La Virtual Safety Car offre a Mercedes e al pilota italiano l’opportunità di fermarsi limitando il tempo perso. Antonelli monta un nuovo set di gomme medie. Russell, invece, resta in pista con le hard già utilizzate.
A quel punto la situazione cambia completamente.
Russell ha la posizione, Antonelli ha gomme più fresche e la possibilità di aumentare il ritmo. La vittoria che fino a quel momento sembrava ancora molto difficile comincia a diventare un obiettivo concreto.
Non significa che tutto diventi semplice.
Durante l’attacco al compagno di squadra, Antonelli finisce anche nella ghiaia e per qualche secondo sembra aver compromesso la possibilità di completare la rimonta. È uno degli episodi che lui stesso ricorderà dopo la gara: la paura di aver perso l’occasione proprio quando Russell era ormai alla portata.
Rientra però in pista e riparte.

Kimi Antonelli vince a Monza: 26 sorpassi che riportano un italiano sul gradino più alto dopo 60 anni
Russell prova a difendere la prima posizione, ma le gomme nuove riportano Antonelli all’attacco
Il confronto decisivo del Gran Premio d’Italia è tutto interno alla Mercedes.
George Russell aveva iniziato la domenica dalla prima fila e per gran parte della gara sembrava avere in mano il risultato migliore della squadra. Antonelli era partito diciassette posizioni più indietro.
Nel finale le loro condizioni sono però opposte.
Russell deve amministrare le hard usurate. Kimi può utilizzare il vantaggio delle medie più fresche per ridurre rapidamente il distacco. La Mercedes lascia che i due si giochino la posizione e Antonelli torna all’attacco dopo l’escursione sulla ghiaia.
A pochi giri dalla conclusione completa il sorpasso.
È la manovra che decide Monza.
Russell non riesce più a replicare e Antonelli costruisce immediatamente il margine necessario per mettere al sicuro la prima posizione. Alla bandiera a scacchi il distacco ufficiale tra le due Mercedes è di 3,857 secondi.
Alle loro spalle Max Verstappen porta la Red Bull al terzo posto, con un ritardo di 14,718 secondi. Lando Norris è quarto, Oscar Piastri quinto e Hamilton sesto.

Kimi Antonelli vince a Monza: 26 sorpassi che riportano un italiano sul gradino più alto dopo 60 anni
Antonelli non si limita a vincere: realizza anche il giro più veloce della gara, fermando il cronometro sull’1’23″504 proprio al 53° e ultimo passaggio.
Dal fondo della griglia al giro più veloce sotto la bandiera a scacchi.
La sua domenica di Monza finisce esattamente all’opposto di come era cominciata.
Due anni fa Antonelli finiva contro le barriere alla Parabolica, oggi passa dalla stessa curva per vincere
Per comprendere perché questa vittoria abbia un valore particolare nella carriera di Kimi Antonelli bisogna tornare al 30 agosto 2024.
Antonelli aveva 18 anni e Mercedes gli aveva affidato la monoposto di Russell nella prima sessione di prove libere del Gran Premio d’Italia.
Il debutto aveva attirato immediatamente l’attenzione. Kimi aveva mostrato velocità sin dai primi passaggi, ma dopo circa dieci minuti aveva perso il posteriore entrando alla Parabolica. La monoposto aveva attraversato la via di fuga ed era finita contro le barriere.
L’impatto era stato misurato in 52G. Antonelli era uscito senza conseguenze fisiche, mentre Toto Wolff lo aveva immediatamente rassicurato via radio.
Quella giornata era diventata inevitabilmente una delle immagini associate al suo ingresso nel mondo della Formula 1.
Due anni più tardi la stessa Monza racconta una storia completamente diversa.
Non è più il ragazzo chiamato a guidare una Mercedes per una sessione di prove. Arriva al Gran Premio d’Italia da leader del Mondiale, con 59 punti di vantaggio prima della gara su Russell, e lascia il circuito dopo aver aumentato il margine a 66 punti.
E soprattutto passa dalla Curva Alboreto, la vecchia Parabolica, per completare l’ultimo giro di una gara che ha vinto.
Il confronto tra le due immagini è inevitabile: nello stesso punto nel quale era terminato bruscamente il suo primo weekend ufficiale in Formula 1, oggi Antonelli completa uno dei risultati più importanti della sua carriera.
Kimi Antonelli riporta un pilota italiano alla vittoria a Monza 60 anni dopo Scarfiotti
C’è poi un dato che porta la domenica fuori dai confini della stagione 2026.
Prima di Antonelli, l’ultimo pilota italiano capace di vincere il Gran Premio d’Italia di Formula 1 a Monza era stato Ludovico Scarfiotti nel 1966.
Sono trascorsi sessant’anni.
Antonelli interrompe così un’attesa che attraversa diverse generazioni della Formula 1 italiana.
Lo fa guidando una Mercedes, non una Ferrari. Ed è proprio questo particolare a rendere significativo ciò che accade dopo il traguardo.
Le tribune rimangono in larga parte rosse, ma l’applauso accompagna Kimi nel giro di rientro e poi nelle celebrazioni. Il colore delle magliette non cambia, cambia per qualche minuto il destinatario del tifo.
Nel parco chiuso parte “Volare”. Antonelli scende dalla monoposto dopo aver trasformato una partenza dalla penultima fila in una vittoria.
La Ferrari ha perso Leclerc nelle primissime fasi e ha portato Hamilton al sesto posto. Mercedes occupa invece le prime due posizioni con Antonelli e Russell. Verstappen completa il podio. La classifica ufficiale FIA certifica anche il miglior giro dell’italiano nell’ultimo passaggio.
Ma l’immagine destinata a rimanere è probabilmente un’altra: un pilota italiano della Mercedes che viene applaudito da un pubblico vestito in gran parte di rosso.
Perché il 6 settembre 2026, a Monza, Kimi Antonelli non ha soltanto vinto il Gran Premio d’Italia. È partito dal fondo, ha attraversato il gruppo, ha battuto il proprio compagno di squadra nella parte decisiva della corsa e ha riportato un italiano sul gradino più alto del podio di casa dopo sessant’anni.
Due anni prima, alla Parabolica, il suo primo assaggio di Formula 1 era terminato contro un muro.
Questa volta, dalla stessa curva, è uscito per andare a vincere.






