Jacquemus omaggi audaci e seduzione couture alla Paris Fashion Week

Il ritorno al Museo Picasso: Jacquemus e l’arte dell’omaggio

Certe location non si dimenticano. E Simon Porte Jacquemus lo sa. Per l’autunno-inverno 2026-2027, lo stilista torna dove tutto era cominciato: al Musée Picasso di Parigi, lo stesso che nel 2017 aveva ospitato per la prima volta una sfilata di moda. Allora era un enfant prodige. Oggi, è il direttore creativo di una delle maison più riconoscibili e celebrate della scena internazionale.
 

Jacquemus omaggi audaci e seduzione couture alla Paris Fashion Week

Jacquemus alla Paris Fashion Week

 
Jacquemus, oggi, è un linguaggio visivo preciso, un vocabolario fatto di corpi scolpiti, sensualità esibita con grazia, e un’attenzione cinematografica alla costruzione dell’immagine. E questa sfilata lo conferma, elevando il suo approccio a una nuova intensità narrativa.

Paloma Picasso, tra seduzione e memoria visiva

L’anima concettuale della collezione? Una fotografia firmata Helmut Newton: Paloma Picasso, la figlia del maestro, in abito nero, una bretella calata e un calice a coprire il seno. Una visione mitica, simbolo di sensualità consapevole e potere iconografico.

Jacquemus ne fa il centro del suo racconto, creando un ponte ideale tra gli anni ’80 di Paloma, il rigore sartoriale anni ’50 e la fluidità sensuale anni ’90. La palette vira dal nero profondo al giallo burro, passando per stampe optical e frange ondeggianti che amplificano i movimenti. Le silhouette sono liquide, aderenti, teatrali. E ogni capo sembra voler restituire la complessità di una figura femminile capace di essere musa, madre, artista e icona.

La femminilità secondo Jacquemus: struttura, corpo e dettaglio

In passerella, la femminilità si fa architettura morbida. Il tailleur midi si struttura con baschine scultoree, gonne plissé, giacche senza revers che esaltano la vita. Le spalle raglan e la camminata sicura delle modelle – mani sui fianchi, postura marziale – richiamano un’eleganza rétro, ma mai nostalgica.
 

Jacquemus omaggi audaci e seduzione couture alla Paris Fashion Week

Jacquemus alla Paris Fashion Week

 
I cappelli sono monumentali, i materiali – dal velluto all’intarsia – sfiorano il surreale, le maglie “seconda pelle” sembrano scolpite addosso. Jacquemus eccelle proprio qui: nel momento in cui lascia che il corpo parli, senza orpelli, guidato solo da linee che lo seguono, mai lo dominano.

La mise finale, un remake dichiarato della celebre foto di Newton, è già un’icona social: abito monospalla, seno nascosto da un calice in vetro. Un gesto forte, forse già virale, sicuramente destinato a far parte della nuova mitologia fashion.

La sfilata Jacquemus: poesia sartoriale e ironia glamour

Se la parte femminile della sfilata è un esercizio di equilibrio tra sensualità e costruzione, la moda  proposta da Jacquemus è più libera, più ironica, ma non meno rilevante. Il blazer bianco con rever neri asimmetrici e dettagli “acquatici” sembra pensato per i red carpet più audaci. Un pezzo che definisce l’idea di mascolinità flessibile, lontana dal classico, vicina all’emozione.

Ci sono boxer portati sotto uno smoking, blouson in tessuti optical con pois piumati, completi spezzati che giocano con il contrasto tra classicismo e sensualità. L’uomo Jacquemus non si prende troppo sul serio, ma non rinuncia al desiderio di essere guardato.
 

Jacquemus omaggi audaci e seduzione couture alla Paris Fashion Week

Jacquemus alla Paris Fashion Week

 
È un dandy contemporaneo, sedotto dalla possibilità di reinventare il proprio ruolo. E se da un lato flirta con il genderless, dall’altro rivendica il piacere del dettaglio sartoriale, della performance estetica, dell’accessorio come dichiarazione.

L’equilibrio tra passato e futuro: Simon Porte Jacquemus in piena maturità

Questa collezione segna un momento chiave nel percorso creativo di Simon Porte Jacquemus. Dopo anni di storytelling autobiografico – la Provenza, la madre, la memoria affettiva – lo stilista sembra pronto a confrontarsi con la grande storia del costume. Lo fa in punta di piedi, con rispetto e fantasia.
 

Jacquemus omaggi audaci e seduzione couture alla Paris Fashion Week

Jacquemus alla Paris Fashion Week

 
Non è un archivista, ma un interprete. Non è nostalgico, ma consapevole. E soprattutto, riesce a trasformare ogni ispirazione in un prodotto desiderabile, pronto a vivere nella vita reale, ma anche nei feed digitali, nei sogni degli addetti ai lavori e nel guardaroba di chi ama giocare con l’identità.

 Jacquemus, l’autore di una nuova sensualità

La sfilata Jacquemus alla Paris Fashion Week A/I 2026-2027 è un omaggio alla memoria, ma anche una prova di forza autoriale. Non c’è solo Paloma Picasso, non c’è solo Newton. C’è Simon Porte Jacquemus che, da direttore creativo, si riconferma capace di rileggere i codici dell’eleganza francese con una lente personale, ironica e affilata.

In un momento in cui il sistema moda fatica a trovare nuove voci autentiche, Jacquemus si impone come scrittore visivo: sensuale ma non volgare, ironico ma profondo, pop ma poetico.

E in quella famosa foto rievocata sul finale, c’è tutta la sua firma: un equilibrio sottile tra provocazione e purezza. Un’immagine forte, che resta. Come una dichiarazione d’identità.
 

Jacquemus omaggi audaci e seduzione couture alla Paris Fashion Week

Jacquemus alla Paris Fashion Week