Italjet Roadster il design italiano torna a essere meccanica pura
Ci sono scooter che nascono per muovere le persone.
E poi ci sono scooter che nascono per raccontare un’idea.

Italjet Roadster il design italiano torna a essere meccanica pura
L’Italjet Roadster, presentato a EICMA 2025, appartiene senza esitazioni alla seconda categoria. È uno di quei progetti che non cercano di piacere a tutti, ma che parlano direttamente a chi riconosce il valore della meccanica esposta, del design pensato con le mani prima ancora che con i software, della tradizione italiana che non ha paura di spingersi oltre.
In un panorama sempre più omologato, Italjet sceglie ancora una volta la strada più difficile: non seguire il mercato, ma provocarlo.
Italjet e la coerenza di una visione nata in Motor Valley
Italjet non è un marchio che si può spiegare con una scheda tecnica.
È una filosofia che nasce nel cuore della Motor Valley bolognese, e soprattutto nella storia della famiglia Tartarini, una delle pochissime realtà al mondo ancora guidate dalla stessa famiglia che ha fondato il marchio.
Questa continuità non è nostalgia, ma coerenza progettuale.
Ogni modello Italjet, dal Dragster fino al nuovo Roadster, porta con sé un’idea precisa: la tecnica deve essere visibile, leggibile, onesta. Non nascosta sotto carenature senza anima.
Italjet Roadster: non solo costruito, ma scolpito
Guardare l’Italjet Roadster non è come osservare uno scooter tradizionale.
È più simile all’esperienza di fronte a un oggetto di design industriale, dove ogni linea ha una funzione e ogni funzione diventa stile.

Italjet Roadster il design italiano torna a essere meccanica pura
Il Roadster nasce come reinterpretazione moderna dello scooter classico, ma senza cadere nel retrò decorativo. Qui non ci sono citazioni fini a sé stesse: c’è una rilettura colta dell’“età dell’oro” del design italiano, quando forma ed ingegneria dialogavano senza compromessi.
Le superfici sono tese, i volumi scolpiti, la struttura lasciata volutamente in vista. È uno scooter che non chiede permesso, ma si fa notare anche da fermo.
Il cuore del progetto: il sistema DLAS
Il vero punto di svolta dell’Italjet Roadster è però tecnico, non solo estetico.
Al centro del progetto c’è il sistema DLAS – Dynamic Linkage Articulated Steering, tecnologia brevettata Italjet e già evoluzione concettuale del monobraccio visto sul Dragster.
Il DLAS ridefinisce l’avantreno tradizionale, utilizzando un meccanismo a “forbice” che separa le funzioni di sterzata, sospensione e frenata. Il risultato è un comportamento dinamico completamente diverso rispetto a uno scooter convenzionale.
La sensazione alla guida è quella di una precisione costante, soprattutto in curva, con un avantreno che rimane stabile anche nelle fasi più impegnative. Un sistema che permette inoltre al pilota di scegliere un set-up più sportivo o più orientato al comfort, adattando il carattere del Roadster al proprio stile di guida.

Italjet Roadster il design italiano torna a essere meccanica pura
Un motore che parla di equilibrio, non di numeri
Sotto le forme scolpite dell’Italjet Roadster batte un monocilindrico da 394 cc, raffreddato a liquido, capace di erogare 31 kW (41,5 CV) a 7.500 giri/min e 41,2 Nm a 6.000 giri/min.
Numeri importanti, certo, ma è il rapporto peso/potenza a fare la differenza: con soli 151 kg a secco, il Roadster si posiziona come uno degli scooter più interessanti della categoria in termini di prestazioni reali.
Non è una corsa al dato assoluto, ma una ricerca dell’equilibrio perfetto tra reattività, fluidità e piacere di guida.
Italjet Roadster fatto per resiste
Uno degli aspetti più affascinanti dell’Italjet Roadster è l’approccio ai materiali.
Qui la plastica è ridotta al minimo indispensabile, mentre dominano acciaio e alluminio, utilizzati non solo per la struttura ma anche come elementi estetici.
I pannelli laterali, ispirati alle prese d’aria dei motori a reazione, non sono un esercizio stilistico: convogliano l’aria verso i canali di raffreddamento del motore. Funzione e forma tornano finalmente a coincidere.
I cerchi a raggi in alluminio, il telaio sottosella a vista, il doppio scarico Akrapovič che incornicia l’ammortizzatore posteriore centrale: ogni dettaglio racconta una scelta precisa, mai casuale.
Un carattere che non si adatta, ma si afferma
Il Roadster non nasce per piacere a chi cerca uno scooter “facile”.
Nasce per chi vuole sentire la meccanica, percepire la strada, riconoscere un progetto che non si nasconde dietro l’elettronica o il design patinato.
È uno scooter che parla a un pubblico maturo, appassionato, che apprezza la personalità forte e accetta anche qualche compromesso pur di guidare qualcosa di diverso.
Il debutto sul mercato per Italjet Roadster
L’Italjet Roadster arriverà sul mercato internazionale a settembre 2026, con un prezzo stimato di 7.500 euro IVA inclusa.
Un posizionamento coerente con il contenuto del progetto: non uno scooter generalista, ma un oggetto di nicchia, pensato per chi riconosce il valore del design italiano applicato alla meccanica.
La visione di Massimo Tartarini
Dietro al Roadster c’è una visione chiara, come raccontato da Massimo Tartarini, Presidente e Amministratore Delegato di Italjet.
Una visione che rifiuta le scorciatoie e punta su ricerca, passione e coraggio progettuale.
È la stessa filosofia che ha reso Italjet un marchio riconoscibile a livello internazionale: non inseguire ciò che già esiste, ma creare nuove strade.

Italjet Roadster il design italiano torna a essere meccanica pura
Italjet Roadster: uno scooter che ha ancora qualcosa da dire
In un’epoca in cui tutto tende a somigliarsi, l’Italjet Roadster sceglie di essere diverso.
Non perfetto, non accomodante, ma autentico.
Ed è proprio questa autenticità a renderlo interessante: uno scooter che non è solo un mezzo di trasporto, ma una dichiarazione di intenti. Una macchina che torna a parlare di design, ingegneria e passione, senza filtri.






