Il tema di Pitti 110 è The Pool un nuovo modo di guardare la moda uomo

Pitti 110 raccoglie l’eredità dell’edizione Pitti 109 e presenta The Pool, il nuovo tema di Pitti Uomo 2026 tra moda uomo, arte e installazioni immersive.
“The Pool”, un progetto visivo e narrativo che accompagnerà l’edizione estiva di Pitti Immagine Uomo 110 attraverso immagini sospese, installazioni immersive e una riflessione sul desiderio contemporaneo. Al centro della scena non c’è soltanto la moda uomo, ma il rapporto tra identità, immagine e superficie. La piscina diventa così metafora di attesa, trasformazione e introspezione, mentre la Fortezza da Basso si prepara a ospitare una delle edizioni più concettuali e visivamente forti degli ultimi anni.

 

Il tema di Pitti 110 è The Pool un nuovo modo di guardare la moda uomo

Il tema di Pitti 110 è The Pool un nuovo modo di guardare la moda uomo

 

Pitti 110 trasforma la piscina in un luogo mentale

C’è qualcosa di profondamente cinematografico nell’immagine scelta per raccontare il tema di Pitti 110. Un ragazzo si piega sull’acqua immobile di una piscina e sfiora il proprio riflesso. Non c’è movimento, non c’è rumore. Tutto sembra trattenuto per un istante.

L’edizione estiva Pitti sceglie così di allontanarsi dall’idea più immediata della stagione calda fatta di leggerezza, sole e vacanza, per entrare invece in una dimensione più sospesa. “The Pool” non è la piscina come luogo di svago, ma come spazio simbolico. È uno specchio emotivo. Un luogo dove guardarsi e forse anche mettersi in discussione.

Il giovane protagonista della campagna non ha nulla dell’immaginario classico legato al nuoto o alla fisicità sportiva. Indossa un abito elegante, scuro, leggero, attraversato da proporzioni contemporanee e dettagli che sembrano raccontare una nuova mascolinità. È un Narciso moderno, ma senza vanità. Guarda il riflesso, ne comprende il fascino, poi sembra pronto a interrompere quell’incantesimo.

Ed è proprio qui che il tema Pitti acquista forza. Non offre risposte immediate. Non cerca di semplificare i contrasti. Lascia spazio all’ambiguità, all’attesa, all’interpretazione personale.

La luce di David Hockney incontra il linguaggio della moda uomo

Nella costruzione visiva della campagna si percepisce chiaramente un riferimento alla pittura di David Hockney. La luce fredda e nitida, la superficie perfetta dell’acqua, la tensione silenziosa dell’immagine richiamano quell’estetica californiana sospesa tra desiderio e distanza.

Ma il lavoro sviluppato da Chris Vidal Tenomaa e Tuomas Laitinen per SSAW Magazine non si limita alla citazione artistica. L’intero progetto sembra voler raccontare un uomo contemporaneo che non sente più il bisogno di esibire sicurezza assoluta. La fragilità diventa parte del linguaggio estetico.

Gli abiti firmati da Simone Rocha rafforzano questa visione. I volumi morbidi, i dettagli quasi emotivi, il modo in cui il corpo viene accompagnato anziché costretto costruiscono un racconto molto distante dall’idea tradizionale di tailoring maschile.

La moda uomo che emerge da Pitti 110 sembra quindi voler parlare meno di performance e più di identità. Meno di rigidità e più di sensibilità. Una direzione che riflette anche il cambiamento culturale vissuto negli ultimi anni dalle collezioni maschili internazionali.

The Pool l’installazione da scoprire

Uno degli aspetti più interessanti del tema Pitti è proprio il rifiuto di essere immediatamente leggibile. “The Pool” non è una campagna che si consuma in pochi secondi sui social. Chiede attenzione. Chiede tempo.

L’immagine dell’acqua immobile diventa quasi un invito a rallentare in un momento storico dominato dalla velocità visiva. Anche questo aspetto racconta qualcosa della moda contemporanea. Oggi molte collezioni sembrano cercare nuovamente profondità narrativa, non soltanto impatto immediato.

La scelta di costruire un impianto fortemente editoriale insieme a SSAW Magazine conferma questa direzione. Pitti Uomo torna così a lavorare sul confine tra moda, arte e pubblicazione indipendente, rafforzando il proprio ruolo non solo come salone commerciale ma anche come spazio culturale.

Ed è interessante notare come il tema della piscina venga affrontato evitando completamente i cliché estivi. Non ci sono colori tropicali, né ironia vacanziera. L’acqua diventa superficie psicologica. Il bordo piscina diventa luogo di osservazione.

Alla Fortezza arriva un cantiere scultura da attraversare

Ad accogliere i visitatori della Fortezza da Basso durante Pitti 110 ci sarà una grande installazione firmata da Philéo Landowski insieme all’artista libanese Pascal Hachem.

Anche in questo caso il progetto evita ogni interpretazione letterale del tema. Non vedremo una piscina nel senso classico del termine. Al contrario, l’attenzione sarà rivolta a ciò che normalmente rimane invisibile: tubature, infrastrutture, elementi tecnici.

Il risultato sarà una struttura monumentale fatta di tubi oversize che i visitatori potranno attraversare fisicamente. Una sorta di cantiere scultoreo immersivo.

L’idea è affascinante perché sposta l’attenzione dal momento finale di relax al lavoro nascosto che rende possibile quell’esperienza. Sotto la superficie dell’acqua esiste sempre una struttura invisibile fatta di manutenzione, tecnica e fatica.

In fondo è una riflessione che si adatta perfettamente anche alla moda uomo contemporanea. Dietro la leggerezza apparente di una collezione esiste sempre un lavoro silenzioso composto da ricerca, costruzione e visione.

Philéo Landowski porta a Pitti il suo design in movimento

Non è casuale la scelta di affidare l’installazione a Philéo Landowski. Il giovane designer francese rappresenta una delle figure più interessanti della nuova scena creativa europea.

Fondatore del brand PHILEO, Landowski lavora da tempo sul rapporto tra forma, ergonomia e movimento. Le sue calzature non vengono pensate soltanto come prodotti funzionali, ma quasi come oggetti scultorei destinati a trasformarsi attraverso l’uso e il tempo.

Questa sensibilità emerge anche nelle sue installazioni artistiche. Il designer ha già collaborato con realtà come Dover Street Market Paris e ha partecipato a precedenti progetti legati a Pitti Uomo.

La sua presenza all’interno di Pitti 110 conferma ancora una volta quanto il salone fiorentino stia cercando di avvicinarsi sempre di più ai linguaggi della ricerca artistica contemporanea.

 

Il tema di Pitti 110 è The Pool  un nuovo modo di guardare la moda uomo

Il tema di Pitti 110 è The Pool un nuovo modo di guardare la moda uomo

 

Pascal Hachem osserva la città e trasforma gli oggetti quotidiani

Il contributo di Pascal Hachem aggiunge un’altra dimensione al progetto. L’artista libanese lavora infatti da anni sull’idea di dislocazione della realtà quotidiana.

Le sue opere nascono spesso da elementi comuni, osservati nelle città o nella vita di tutti i giorni, poi trasformati in qualcosa di inatteso. Non esiste una regola precisa nel suo lavoro. Ogni progetto segue l’energia del momento.

Questa libertà creativa si sposa perfettamente con il concetto di “The Pool”. Anche qui nulla viene spiegato completamente. Ogni elemento sembra lasciare spazio all’interpretazione personale del visitatore.

La grande rete di tubi che invaderà la Fortezza non sarà quindi soltanto una scenografia. Diventerà un’esperienza fisica e concettuale.

Pitti Uomo continua a raccontare il cambiamento della moda maschile

Negli ultimi anni Pitti Immagine Uomo ha progressivamente modificato il proprio linguaggio visivo. Accanto al classico racconto sartoriale italiano, il salone ha iniziato ad aprirsi sempre di più a temi legati all’identità, alla contaminazione culturale e alla sperimentazione creativa.

Pitti 110 sembra rappresentare un ulteriore passo in questa direzione. La moda uomo non viene più raccontata soltanto attraverso il prodotto, ma attraverso atmosfere, installazioni e narrazioni emotive.

“The Pool” diventa quindi una metafora perfetta di questo cambiamento. Una superficie che riflette, ma che allo stesso tempo nasconde profondità invisibili.

E forse è proprio questa la sensazione che accompagnerà l’edizione estiva Pitti: l’idea che la moda uomo contemporanea non abbia più bisogno di urlare per essere potente. A volte basta un riflesso sull’acqua per raccontare un’intera trasformazione.