La foulard torna al centro della scena l’accessorio uomo che ha definito lo stile a Pitti
Un nodo al collo e il mondo sembra diverso. Più lento, più curato, più evocativo. A Pitti Uomo 108, tra le geometrie storiche della Fortezza da Basso e i passi sicuri dei nuovi flâneur, è emerso con forza un dettaglio che non chiede di essere notato, ma che alla fine vince: il foulard da uomo.

Il foulard uomo torna al centro della scena
Un nodo, una dichiarazione di stile
In un’estate fiorentina che sa di lino, caldo e workwear, il foulard si è imposto come accessorio dominante dell’eleganza maschile contemporanea. Bandane annodate con piglio rilassato, carré di seta che completano outfit, piccoli foulard in cotone portati con naturalezza tra collo e cuore. Nessuna ostentazione. Solo un gesto, piccolo ma potentissimo.
Il codice non scritto dell’eleganza
C’è qualcosa di antico e sofisticato nel portare un foulard. Un’eleganza quasi letteraria, che rievoca Alain Delon sulla Costa Azzurra o Paul Newman a Cannes. Ma oggi, a Pitti Uomo, quel gesto ha cambiato significato: è diventato parte di un nuovo alfabeto maschile. Un lessico visivo fatto di equilibrio e nonchalance. Non è solo moda, è comunicazione silenziosa.
Il foulard da uomo è il nuovo accessorio dell’esteta urbano. Si porta con completi in seersucker, giacche sfoderate, pantaloni chino color sabbia. Si indossa con la stessa disinvoltura con cui si indossa un sorriso: naturale ma mai casuale.
Bandana o foulard? Due anime dello stesso stile
Non c’è gerarchia tra materiali o tagli. A Firenze abbiamo visto bandane da uomo di ispirazione western, magari annodate sotto camicie militari, convivere perfettamente con foulard in seta che sembravano usciti da un armadio francese degli anni ’70.
Il foulard racconta un uomo che sa scegliere — e non ha bisogno di dirlo. La bandana, invece, suggerisce spirito libero e radici indie, soprattutto se portata con capi délavé, denim e stivaletti consumati. Ma entrambi, foulard e bandana, costruiscono lo stesso racconto: un’eleganza personale, fatta di misura, ironia e conoscenza.
La geografia del nodo
Ci sono nodi che vengono dal mare, altri che odorano di deserto. Quelli più visti a Pitti Uomo 108 parlano di estate italiana, di barche ormeggiate a Portofino e di colazioni lunghe in piazze assolate. Il foulard annodato morbido, quasi trascurato, è il simbolo dell’uomo che non ha fretta. Quello che — per citare Pasolini — cammina come se non dovesse mai arrivare.
Abbiamo visto versioni più strutturate, alla francese, strette sotto il collo con un’eleganza d’altri tempi, perfette sotto blazer doppiopetto. E interpretazioni più fluide, leggere come l’aria: foulard lunghi portati a mo’ di sciarpa estiva sopra t-shirt o polo in maglia. Un equilibrio perfetto tra formale e disinvolto.
Il gesto che spezza il completo
In un panorama dominato da tonalità neutre, tagli rilassati e abiti destrutturati, il foulard è diventato il punto di rottura. L’elemento che cambia tutto. Come una virgola in una frase troppo lunga. Il tocco che spezza la monotonia di un outfit monocromatico. Che trasforma una giacca beige e un pantalone kaki in un racconto.
Soprattutto oggi, in una moda maschile che cerca di riappropriarsi del diritto alla leggerezza, gli accessori uomo eleganti come il foulard assumono un ruolo centrale. Non sono semplici ornamenti: sono dichiarazioni.
I nuovi flâneur di Firenze
Firenze, durante Pitti Uomo, è il teatro perfetto per questa rinascita del foulard. Perché è una città che sa di arte e di equilibrio, di dettagli che resistono nel tempo. I nuovi gentleman che hanno popolato le vie attorno alla Fortezza da Basso non sembrano attori: sembrano romanzi ambulanti.
Molti di loro — creativi, buyer, fotografi, stilisti — hanno scelto il foulard o la bandana per raccontare chi sono. Piccoli marchi di nicchia, carré vintage, foulard rigenerati, bandane giapponesi. Pochissimi loghi, pochissimo sfarzo. Molta autenticità.

Il foulard uomo l’accessorio che ha definito lo stile a Pitti
Come si porta oggi: note di stile
Il foulard non si porta, si interpreta. Ma alcune regole-base sono emerse chiaramente da questa edizione di Pitti Uomo:
- Sopra una camicia sbottonata: perfetto se ti senti un poeta italiano in vacanza sulla riviera ligure.
- Con una t-shirt bianca e giacca leggera: per un look che dice “non mi interessa la moda”, mentendo.
- Annodato basso e sciolto: ideale per chi ama l’effetto effortless e l’arte della sottrazione.
- Con completi estivi destrutturati: per un mix tra sartoria e poesia urbana.
Foulard come eredità culturale
In un mondo che tende alla velocità, il foulard è un oggetto lento. Richiede cura, attenzione, un certo tipo di grazia nei gesti. È un’eredità che arriva da lontano — dai cow-boy americani, dai marinai, dagli aristocratici francesi — e che oggi viene riletta con occhi nuovi.
A Pitti Uomo 108, questa eredità è diventata presente. Non come una moda passeggera, ma come una riscoperta di ciò che funziona davvero. Non è revival: è risveglio.

Il foulard uomo l’accessorio che ha definito lo stile a Pitti
Il Foulard un dettaglio che resta
Nel frastuono della moda, il foulard è un sussurro. Ma è proprio quel sussurro che resta nella mente, che si fa ricordare. A Firenze, tra lo sciabordio dei passi e le lenti conversazioni all’ombra, il foulard da uomo è stato il vero protagonista. Non ha bisogno di dire “guardami”: basta annodarlo bene, e tutto il resto seguirà.



