Gran Premio Storico d’Italia: al Mugello nasce una nuova leggenda del motorsport

Presentato durante le Finali Mondiali Ferrari, il nuovo evento dedicato alle vetture storiche porterà al Mugello il fascino delle Formula 1 dagli anni ’50 ai 2000. Un evento tra passato e presente che celebra la storia italiana dell’automobilismo e il patrimonio Ferrari.

 

Gran Premio Storico d’Italia: al Mugello nasce una nuova leggenda del motorsport

Gran Premio Storico d’Italia: al Mugello nasce una nuova leggenda del motorsport

L’annuncio alle Finali Mondiali Ferrari

C’è un’atmosfera speciale, di quelle che sanno di storia e di passione, quando Paolo Poli — CEO e Managing Director del Mugello Circuit — prende la parola durante le Finali Mondiali Ferrari 2025.
Tra i box illuminati dal rosso del Cavallino, il circuito toscano diventa palcoscenico di un nuovo capitolo dell’automobilismo storico: la presentazione ufficiale del Gran Premio Storico d’Italia, che si terrà nell’ottobre del 2026.

Un evento nato dalla collaborazione tra Ferrari Corse Clienti, Automobile Club d’Italia e la società francese HVM Racing di Laurent Vallery Masson, già organizzatore del celebre Grand Prix de France Historique.
Un progetto ambizioso, capace di unire tradizione, spettacolo e cultura motoristica in una sola parola: heritage.

“Vogliamo che questo diventi l’evento di automobilismo storico più importante a livello europeo — ha dichiarato Paolo Poli — un patrimonio da difendere, proprio come il Mugello lo è per il motorsport internazionale.”

Dalle colline fiorentine al tempio della velocità

Per capire il significato profondo del Gran Premio Storico d’Italia, bisogna tornare alle origini del Mugello.
Ben prima che l’asfalto moderno disegnasse i 5.245 metri di curve tecniche e veloci che oggi ospitano la MotoGP e la Formula 1, il Mugello era un circuito naturale, tracciato tra le colline toscane.

La prima gara risale al 1914, organizzata dall’Automobile Club di Firenze: un percorso stradale impegnativo, che toccava borghi e passi montani, diventando un simbolo della passione pionieristica per l’automobile.
Su quelle strade corsero nomi leggendari come Giuseppe Campari, Giulio Materassi, Emilio Materassi, Gastone Brilli-Peri, e un giovane Enzo Ferrari, che partecipò per sei edizioni consecutive tra il 1920 e il 1928, conquistando un prestigioso secondo posto nella classe 4.500 cm³ nel 1921.
Quel legame tra Ferrari e Mugello non si è mai spezzato.
Quando, negli anni Settanta, l’ACI Firenze decise di costruire un impianto permanente per motivi di sicurezza, la pista del Mugello nacque per custodire e far crescere quella stessa passione.
Dal 1994 il circuito è sede del Campionato Mondiale di Motociclismo, ma anche di test, gare e manifestazioni di livello internazionale, tra cui il Gran Premio di Formula 1 del 2020, entrato nella storia come uno degli appuntamenti simbolo della resilienza sportiva italiana.

Mugello e Ferrari: un legame indissolubile

La storia recente del Mugello è legata a doppio filo alla Ferrari.
Negli anni Novanta, il circuito è diventato il cuore pulsante dello sviluppo delle monoposto di Maranello: Michael Schumacher, Eddie Irvine e Rubens Barrichello hanno trascorso qui settimane di test intensi, facendo del Mugello un vero laboratorio tecnico del Cavallino.

“Dal 1996 al 2006 — ha ricordato Paolo Poli — la pista è stata testimone delle Ferrari più vincenti di sempre. Le vittorie mondiali di Schumacher sono nate anche qui, tra le colline toscane.”

È proprio da questa eredità che nasce l’idea di ospitare un Gran Premio Storico d’Italia: non solo una rievocazione, ma un evento celebrativo che metta in dialogo il passato glorioso e il presente tecnologico del motorsport.

L’idea di Laurent Vallery Masson: la Francia ispira l’Italia

A dare vita al progetto è stato Laurent Vallery Masson, CEO di HVM Racing, già noto per l’organizzazione del Grand Prix de France Historique a Magny-Cours, evento che ogni anno richiama oltre 30.000 spettatori.
La sua visione è chiara: il motorsport storico non è nostalgia, ma un modo per comprendere da dove veniamo e per far rivivere, con emozione, le epoche d’oro della Formula 1.
Laurent Vallery Masson, CEO di HVM Racing[/caption]

“Per amare davvero lo sport automobilistico bisogna ricordare la sua storia — ha spiegato Vallery Masson —. Con il Gran Premio Storico d’Italia vogliamo portare a Mugello un’esperienza popolare, accessibile e immersiva.”

L’evento, che sarà finale dei campionati storici FIA, ospiterà oltre 70 monoposto di Formula 1 dagli anni Cinquanta ai primi anni Novanta, comprese le leggendarie vetture turbo degli anni Ottanta — che correranno per la prima volta in Italia.
Accanto alle F1, scenderanno in pista anche le Formula 2, Formula 3, Formule Junior e una selezione di prototipi Le Mans che hanno segnato la storia delle 24 Ore.

 

Gran Premio Storico d’Italia: al Mugello nasce una nuova leggenda del motorsport

Laurent Vallery Masson, CEO di HVM Racing,

Un tributo completo alle diverse epoche del motorsport, dalle origini romantiche alle sfide tecnologiche moderne.

Tra passione e partecipazione: l’esperienza del pubblico

Il Gran Premio Storico d’Italia non sarà solo una manifestazione sportiva, ma un’esperienza totale.
Come nel modello francese, il pubblico potrà vivere il weekend da protagonista:

  • Accesso ai paddock e ai box per incontrare i team e i piloti.
  • Gridwalk prima delle gare, per camminare sulla griglia di partenza accanto alle monoposto.
  • Aree hospitality e loge Ferrari, pensate per un pubblico internazionale e per gli appassionati più esigenti.

“L’obiettivo — ha spiegato Vallery Masson — è offrire a tutti la possibilità di respirare la passione autentica del motorsport. Dal tifoso alle famiglie, ognuno potrà scegliere come vivere la corsa, nel modo più vicino alla propria emozione.”

Una filosofia che guarda anche al futuro: rendere il motorsport heritage accessibile e sostenibile, capace di coinvolgere nuove generazioni e preservare la memoria dei marchi che hanno fatto la storia, da Ferrari a Maserati, da Alfa Romeo a Williams e McLaren.

Le parole di Antonello Coletta: l’impronta Ferrari

Non poteva mancare la voce di Antonello Coletta, Global Head of Ferrari Endurance and Corse Clienti, che ha sottolineato l’importanza culturale di questo progetto.
 

Gran Premio Storico d’Italia: al Mugello nasce una nuova leggenda del motorsport

Antonello Coletta, Global Head of Ferrari Endurance and Corse Clienti

 

Fu lui, infatti, a visitare il Grand Prix Historique de France insieme a Vallery Masson, e da quella visita nacque l’idea di creare un’edizione italiana.

“Con grande ammirazione per il lavoro svolto in Francia, abbiamo capito che era il momento di farlo anche in Italia. E il Mugello — ha dichiarato Coletta — è la sede naturale: un circuito di proprietà Ferrari, ricco di storia e di emozione. Qui sono state sviluppate le nostre vetture più vincenti.”

Ferrari celebrerà durante l’evento il periodo 1996-2006, l’era d’oro delle vittorie mondiali, con parate e dimostrazioni dedicate alle monoposto di Schumacher e ai piloti che hanno scritto pagine indimenticabili della Formula 1.
Una decade che ha segnato la rinascita del Cavallino e che torna oggi, nel 2026, come simbolo di continuità e orgoglio italiano.

ACI e la tradizione italiana

Il Presidente dell’Automobile Club d’Italia ha ricordato come l’Italia sia uno dei pochi Paesi al mondo ad aver ospitato tre gare di Formula 1 nello stesso anno, nel 2020 — a Monza, Imola e Mugello —, a testimonianza della sua eccellenza organizzativa.

“Il Gran Premio Storico d’Italia — ha sottolineato — non potrà che avere un grande successo. Ferrari ha vinto più di venti volte il GP d’Italia e il Mugello rappresenta il luogo ideale per celebrare questa storia.”

L’ACI metterà a disposizione i propri archivi storici e il supporto logistico, garantendo una manifestazione di livello internazionale che valorizzerà il patrimonio culturale dell’automobilismo italiano.

Monza e Mugello, due piste unite dalla stessa anima: quella di un Paese che ha fatto del rombo dei motori un linguaggio universale.

 

Gran Premio Storico d’Italia: al Mugello nasce una nuova leggenda del motorsport

Gran Premio Storico d’Italia: al Mugello nasce una nuova leggenda del motorsport

L’Italia dell’automobilismo storico guarda al futuro

Con il Gran Premio Storico d’Italia, l’Italia entra ufficialmente nella rete dei grandi eventi europei dedicati alle auto storiche e al motorsport heritage.
Un appuntamento che non si limita a celebrare il passato, ma che vuole diventare una piattaforma di incontro tra collezionisti, costruttori, istituzioni e appassionati.

Il format francese, adattato al Mugello Circuit, offrirà un equilibrio perfetto tra competizione, spettacolo e cultura.
Il fascino delle monoposto d’epoca, il calore del pubblico italiano e la cornice naturale della Toscana daranno vita a un’esperienza unica.

E, come ha promesso Paolo Poli, “faremo tutto il possibile, e anche di più, perché il Gran Premio Storico d’Italia diventi un punto di riferimento mondiale per gli eventi di automobilismo storico.”

Appuntamento a ottobre 2026

Le date ufficiali saranno annunciate nei prossimi mesi, ma l’entusiasmo è già tangibile.
Il Gran Premio Storico d’Italia 2026 si preannuncia come una celebrazione senza precedenti della storia del motorsport, con il Mugello Circuit pronto a trasformarsi in un museo a cielo aperto, dove ogni curva racconterà un’epoca, un suono, un’emozione.

Un ritorno alle origini, là dove tutto è cominciato: tra le colline fiorentine che nel 1914 videro nascere una leggenda.