GinGinetto il gin artigianale che nasce tra amicizia, territorio e poesia
Il GinGinetto racconta la nascita di un gin artigianale italiano creato da Fabio Belloli e Andrea Biraghi, fondatori del progetto Lo Spleen di Zibido. Non è una competizione nel senso tradizionale del termine, ma il percorso creativo e sperimentale che ha portato alla nascita di un distillato prodotto in piccole quantità, pensato per esaltare botaniche selezionate e trasformarsi in protagonista di cocktail e drink contemporanei. Il risultato è Ginginetto, un gin realizzato in small batch che unisce territorio, ricerca e spirito conviviale.

GinGinetto il gin artigianale che nasce tra amicizia, territorio e poesia
Quando la passione per gin e i cocktail diventa il GinGinetto
La storia del GinGinetto non inizia in una distilleria, ma in un contesto molto più quotidiano: una casa, una tavola apparecchiata, qualche disco sul giradischi e amici che condividono una passione per distillati e cocktail.
Nel 2021 Fabio Belloli e Andrea Biraghi iniziano a incontrarsi regolarmente per sperimentare. Non c’è un progetto commerciale definito, ma il desiderio di capire come nasce un gin e quali equilibri aromatici possono funzionare davvero.
Tra una cena, una grigliata e una degustazione, i due amici iniziano a sviluppare ricette. Il processo è lungo e fatto di tentativi. Alcuni esperimenti non funzionano, altri promettono bene. È proprio questa ricerca, quasi una sfida continua tra intuizione e gusto, che loro stessi definiscono una sorta di gara creativa, da cui nasce il concetto narrativo del GinGinetto.
L’idea di base è semplice: trovare la ricetta giusta, quella capace di raccontare una storia attraverso un sorso.
Dopo quattro anni di prove, nel maggio 2025 il progetto prende forma concreta con il lancio del prodotto sul mercato.
Lo Spleen di Zibido il progetto culturale dietro il gin
Per capire davvero il GinGinetto, bisogna guardare al progetto che la sostiene: Lo Spleen di Zibido.
Si tratta di una piccola realtà artigianale nata con l’obiettivo di raccontare il territorio di Zibido San Giacomo attraverso distillati e momenti di convivialità. Il nome richiama lo “spleen” ottocentesco, quel sentimento malinconico e poetico reso celebre da autori come Baudelaire.
Questa scelta non è casuale. L’idea dei fondatori è trasformare un semplice gin in un progetto culturale capace di unire linguaggi diversi: l’arte, il racconto del territorio, la convivialità e una ricerca artigianale attenta ai dettagli.
In questo contesto il gin non è soltanto un distillato, ma diventa un punto di partenza per creare incontri, degustazioni ed esperienze. Un modo per raccontare storie attraverso il gusto e per costruire una comunità intorno al mondo dei cocktail.
GinGinetto il gin artigianale nato da quattro anni di sperimentazione
Il protagonista del GinGinetto è naturalmente il distillato stesso.
Ginginetto è un gin artigianale prodotto in small batch da circa 100 bottiglie, una scelta che permette di controllare con precisione ogni passaggio della lavorazione e mantenere un livello qualitativo molto alto.
Per la produzione, Belloli e Biraghi si sono affidati a una distilleria milanese situata nella zona dei Navigli, portando con sé la ricetta sviluppata negli anni.
La filosofia è semplice ma molto precisa: evitare la logica della produzione industriale per adottare invece un approccio quasi sartoriale. Ogni bottiglia nasce da un processo fatto di selezione attenta delle botaniche, infusioni studiate nel dettaglio, distillazione controllata e una ricerca estetica che coinvolge anche l’etichetta e il design della bottiglia.
Il risultato è un gin che vuole essere allo stesso tempo accessibile e complesso, pensato per essere degustato sia in purezza sia all’interno dei cocktail e dei drink contemporanei.

GinGinetto il gin artigianale che nasce tra amicizia, territorio e poesia
Dodici botaniche per costruire il carattere del gin
Uno degli aspetti più interessanti del GinGinetto riguarda la scelta delle botaniche, che rappresentano l’anima aromatica del distillato.
La ricetta è costruita intorno a dodici ingredienti, selezionati per creare un equilibrio tra freschezza, profondità e note speziate. Alla base troviamo naturalmente il ginepro, che rappresenta l’elemento fondamentale di ogni gin. Intorno a questa struttura si sviluppa una combinazione di botaniche che include zenzero, cardamomo, coriandolo, timo e liquirizia, a cui si aggiungono scorze di limone, arancia e pompelmo per dare una componente agrumata.
A completare il profilo aromatico entrano in scena anche ingredienti come angelica e pepe cubebe, che contribuiscono a creare una struttura più complessa.
Tra tutte, però, la botanica più caratteristica è l’abete rosso, raccolto direttamente dai fondatori. È proprio questa pianta a regalare al gin quella nota balsamica e leggermente agrumata che emerge nel finale del sorso e che rende il profilo aromatico riconoscibile.
L’equilibrio tra ingredienti mediterranei e spezie provenienti da altre tradizioni crea un gin capace di alternare freschezza, profondità e una certa eleganza aromatica.
La distillazione in rotovapor che preserva gli aromi
Dal punto di vista produttivo, uno degli elementi distintivi del GinGinetto è la tecnica utilizzata per la distillazione.
Il gin viene realizzato utilizzando un rotovapor, uno strumento che consente di lavorare a temperature più basse rispetto ai metodi tradizionali. Questa scelta tecnica permette di preservare con maggiore precisione gli aromi naturali delle botaniche e di mantenere intatte le proprietà organolettiche degli ingredienti utilizzati.
La distillazione avviene generalmente tra i 40 e i 50 gradi, una temperatura che aiuta a catturare le sfumature aromatiche senza alterarle o disperderle durante il processo.
Il risultato è un gin particolarmente morbido al palato, nel quale le diverse botaniche restano riconoscibili anche quando il distillato viene utilizzato nei cocktail.
La bottiglia ruvida che racconta lo spirito del progetto
Nel mondo dei distillati, anche il design della bottiglia ha un ruolo importante. Nella gara GInGinetto ogni dettaglio è stato scelto con attenzione.
La bottiglia utilizzata non è stata progettata da zero, ma è frutto di una lunga ricerca tra diversi fornitori. I fondatori cercavano un oggetto capace di trasmettere il carattere del progetto.
La scelta è caduta su una bottiglia con una superficie ruvida e materica, molto diversa dalle classiche bottiglie lisce presenti nel mercato del gin.
Questa texture restituisce una sensazione quasi artigianale al tatto e richiama un’estetica rétro che dialoga con l’immaginario bohémien dello “spleen”.
Anche il tappo e l’etichetta sono stati selezionati con lo stesso approccio: niente compromessi sulla qualità.
Ginetto il personaggio che ha dato il nome al gin
Ogni prodotto ha bisogno di una storia. Nel caso della gara GInGinetto, il racconto ruota attorno a una figura reale: Ginetto, zio di uno dei fondatori.
Era un personaggio molto conosciuto nel paese, uno di quei caratteri che diventano parte del folklore locale.
Per rendergli omaggio, Belloli e Biraghi hanno deciso di dedicargli il primo gin della loro produzione.
Il simbolo scelto è una bicicletta, inserita nell’etichetta come elemento grafico principale. Non è un dettaglio casuale: Ginetto lavorava proprio nel mondo delle biciclette.
In questo modo il gin diventa anche un modo per raccontare la memoria di un territorio e delle sue storie.
Come bere Ginginetto cocktail, drink o degustazione liscia
Quando si parla di gin artigianale, la domanda più frequente è sempre la stessa: qual è il modo migliore per berlo?
Secondo i creatori della gara GInGinetto, il primo approccio dovrebbe essere semplice.
Il gin può essere degustato:
- con una tonica classica Indian tonic
- con acqua brillante
- liscio e leggermente freddo
La scelta dell’acqua brillante è interessante perché evita che la tonica copra il gusto del gin.
Molti gin tonic moderni utilizzano toniche aromatizzate molto intense. In questo caso, invece, l’idea è lasciare spazio alle botaniche.
Sorprendentemente, diversi clienti apprezzano Ginginetto anche liscio, servito freddo come un digestivo.
In questo modo emergono meglio le sfumature balsamiche e agrumate dell’abete rosso.

GinGinetto il gin artigianale che nasce tra amicizia, territorio e poesia
Un gin nato tra grigliate, musica e convivialità
Uno degli aspetti più autentici del GinGinetto riguarda il contesto in cui il gin è stato sviluppato.
Non parliamo di un laboratorio sterile, ma di incontri tra amici.
I fondatori raccontano che molti test sono avvenuti durante grigliate estive, momenti in cui si cucinava, si ascoltava musica e si assaggiavano le nuove ricette.
Questo approccio informale ha contribuito a definire lo stile del gin.
Ginginetto non nasce per essere un prodotto elitario o distante, ma per accompagnare momenti di convivialità.
Il GinGinetto come simbolo del nuovo gin artigianale italiano
Negli ultimi anni il mondo del gin artigianale ha conosciuto una crescita straordinaria.
Sempre più produttori scelgono di creare distillati che raccontano:
- territori specifici
- botaniche locali
- storie personali
La gara GInGinetto si inserisce perfettamente in questo movimento.
Non è solo il lancio di un nuovo gin, ma l’esempio di come un progetto nato tra amici possa trasformarsi in un prodotto capace di trovare spazio nel mondo dei cocktail e dei drink contemporanei.
Il segreto non sta solo nella ricetta, ma nella filosofia: creare qualcosa che abbia un’anima.
In fondo, come suggerisce lo stesso progetto Lo Spleen di Zibido, ogni bottiglia non è solo un distillato.
È una storia da bere.






