Ferrari F40 di Lee Iacocca all’asta: appena 515 km e una stima fino a 5 milioni di dollari

La Ferrari F40 appartenuta a Lee Iacocca sarà proposta da RM Sotheby’s durante la Monterey Auction 2026. L’esemplare del 1991 ha percorso appena 320 miglia, circa 515 chilometri, ed è accompagnato dalla documentazione originale intestata al celebre dirigente automobilistico americano. La casa d’aste ha indicato una stima compresa tra 4 e 5 milioni di dollari e offrirà la vettura senza prezzo di riserva.

 

Ferrari F40 di Lee Iacocca all’asta: appena 515 km e una stima fino a 5 milioni di dollari

Ferrari F40 di Lee Iacocca all’asta: appena 515 km e una stima fino a 5 milioni di dollari

 

Il chilometraggio è certamente uno dei dati destinati ad attirare l’attenzione. Tuttavia, per comprendere il valore di questa Ferrari F40 bisogna guardare oltre il contachilometri. La sua storia mette insieme Maranello e Detroit, la Ferrari più estrema degli anni Ottanta e uno degli uomini che hanno cambiato l’industria automobilistica statunitense.

Lee Iacocca è legato soprattutto alla nascita della Ford Mustang e al rilancio della Chrysler. Nel dicembre del 1990 entrò però in possesso di una Ferrari F40 attraverso una rara vendita diretta della fabbrica. Trentacinque anni dopo, quella stessa automobile arriva sul mercato con una percorrenza inferiore a quella che molte vetture moderne coprono durante un solo viaggio.

La Ferrari F40 portò Lee Iacocca dalla Mustang a Maranello

La provenienza di un’automobile da collezione non è una semplice annotazione inserita nel catalogo di vendita. In alcuni casi diventa parte integrante dell’identità della vettura.

Lee Iacocca ha attraversato quasi mezzo secolo di storia automobilistica americana. Il suo nome è associato alla Ford Mustang, alla Ford Pinto e, successivamente, al salvataggio della Chrysler. Era un manager capace di comprendere il prodotto, il mercato e il modo in cui un’automobile poteva entrare nell’immaginario collettivo.

La presenza di una Ferrari F40 nella sua collezione assume quindi un significato particolare. Non si tratta della scelta occasionale di una celebrità, ma dell’acquisto compiuto da un uomo che conosceva profondamente il settore automobilistico.

La F40 rappresentava quasi l’opposto delle vetture sulle quali Iacocca aveva costruito il proprio successo. Non era stata progettata per raggiungere un pubblico ampio, non cercava il comfort e non aveva l’obiettivo di rendere la velocità accessibile. Era una Ferrari essenziale, impegnativa e costruita intorno alle prestazioni.

Proprio questo contrasto rende la storia interessante. L’uomo che contribuì a trasformare la Mustang in un fenomeno industriale scelse una delle automobili più radicali mai costruite a Maranello.

Una consegna fuori dall’ordinario per Lee Iacocca

La Ferrari F40 di Lee Iacocca, numero di telaio 87345, iniziò a essere costruita nell’ottobre del 1990 e fu completata nel dicembre dello stesso anno. È il 94° dei 213 esemplari realizzati secondo le specifiche destinate al mercato statunitense.

 

Ferrari F40 di Lee Iacocca all’asta: appena 515 km e una stima fino a 5 milioni di dollari

Ferrari F40 di Lee Iacocca all’asta: appena 515 km e una stima fino a 5 milioni di dollari

 

La configurazione prevede la carrozzeria Rosso Corsa e l’abitacolo rivestito in Stoffa Vigogna. Essendo destinata agli Stati Uniti, l’automobile presenta la strumentazione in miglia, i catalizzatori e le sospensioni non regolabili.

L’aspetto più importante si trova però nel libretto di garanzia originale. Il nome di Lee Iacocca compare come primo proprietario, mentre alla voce relativa al concessionario è riportata la parola italiana “Diretto”.

Secondo la documentazione raccolta da RM Sotheby’s, si trattò di una vendita effettuata direttamente dalla Ferrari, una procedura riservata a clienti particolarmente importanti. La vettura è inoltre accompagnata da una targhetta commemorativa con l’indicazione che l’esemplare era stato costruito espressamente per Iacocca.

Non è quindi necessario ricostruire la proprietà attraverso racconti, fotografie d’epoca o testimonianze indirette. Il legame tra l’automobile e il dirigente americano è sostenuto dai documenti che accompagnano la vettura.

Nel collezionismo di alto livello questa continuità ha un peso preciso. Una storia verificabile riduce le incertezze e rende l’esemplare immediatamente riconoscibile rispetto a molte altre F40 presenti sul mercato.

I suoi 515 chilometri raccontano una vita quasi immobile

Dopo la consegna, la Ferrari venne registrata nel 1991 con targhe turistiche italiane. È quindi probabile che Iacocca l’abbia utilizzata brevemente in Europa prima dell’esportazione negli Stati Uniti.

 

Ferrari F40 di Lee Iacocca all’asta: appena 515 km e una stima fino a 5 milioni di dollari

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Nel novembre del 1992 la vettura fu proposta in vendita con appena 72 miglia percorse. Nel 2006 il contachilometri ne indicava 218, mentre nel gennaio del 2012, in occasione di una precedente apparizione all’asta, la percorrenza era arrivata a 283 miglia.

Oggi la strumentazione mostra 320 miglia, equivalenti a circa 515 chilometri. In oltre trent’anni, dunque, questa F40 è stata utilizzata pochissimo.

Il dato è impressionante, ma richiede una lettura corretta. Un chilometraggio ridotto non basta da solo a definire la qualità di un’automobile storica. Una vettura rimasta ferma a lungo ha comunque bisogno di controlli, manutenzione e interventi capaci di conservarne l’efficienza meccanica.

In preparazione alla vendita, la Ferrari F40 ha ricevuto un importante intervento presso Ferrari of Newport Beach. Il lavoro, dal valore dichiarato di circa 40.000 dollari, ha compreso nuove candele, una batteria e un treno di pneumatici Pirelli P Zero.

La manutenzione recente non cancella le conseguenze di una vita trascorsa quasi sempre ferma, ma indica che l’automobile è stata preparata per tornare a essere utilizzata. Sarà poi il futuro proprietario a decidere se conservarla come testimonianza eccezionale oppure aggiungere finalmente qualche chilometro al suo contachilometri.

La F40 nacque quando la velocità non aveva filtri

Presentata nel 1987 per celebrare i quarant’anni della Ferrari, la F40 fu l’ultima automobile sviluppata sotto la supervisione di Enzo Ferrari.

 

Ferrari F40 di Lee Iacocca all’asta: appena 515 km e una stima fino a 5 milioni di dollari

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Il progetto derivava dal lavoro svolto sulla 288 GTO Evoluzione e manteneva un legame diretto con il mondo delle competizioni. La carrozzeria faceva largo uso di materiali compositi, mentre l’abitacolo rinunciava a tutto ciò che non fosse strettamente necessario.

Niente servosterzo, nessun controllo elettronico della stabilità e nessun sistema pensato per correggere gli errori del conducente. La F40 chiedeva attenzione e sensibilità, soprattutto quando i due turbocompressori iniziavano a spingere con decisione.

Il motore V8 biturbo da 2.936 centimetri cubici sviluppava 478 cavalli nella configurazione europea. Ferrari dichiarava una velocità massima di 324 km/h e un’accelerazione da zero a 100 km/h in 4,1 secondi. Il peso a secco era di appena 1.100 chilogrammi.

Questi numeri restano notevoli ancora oggi, ma non spiegano completamente il fascino della F40. Le supercar moderne sono più veloci, più potenti e più semplici da guidare. La Ferrari degli anni Ottanta possiede invece un carattere che nasce dall’assenza di mediazioni.

Il pilota deve gestire il cambio manuale a cinque marce, il ritardo dei turbo, la leggerezza della vettura e una risposta che può cambiare rapidamente quando aumenta la pressione di sovralimentazione. È proprio questa meccanica priva di filtri ad aver trasformato la F40 in un modello capace di superare il proprio tempo.

La stima della Ferrari F40 arriva a 5 milioni, ma sarà l’asta a decidere

RM Sotheby’s ha indicato per questa Ferrari F40 una stima compresa tra 4 e 5 milioni di dollari, pari secondo il catalogo della casa d’aste a circa 3,5-4,4 milioni di euro. La vettura sarà proposta senza riserva, quindi potrà essere aggiudicata indipendentemente dal raggiungimento della valutazione prevista.

È importante distinguere la stima dal prezzo di vendita. Al momento, questa F40 non è stata venduta per 4 o 5 milioni di dollari. Quella cifra rappresenta la fascia nella quale gli specialisti ritengono che possa collocarsi l’aggiudicazione.

Il risultato dipenderà dall’interesse dei collezionisti presenti a Monterey e dalla competizione che si creerà durante l’asta. Il nome di Iacocca, il chilometraggio, la documentazione e la vendita diretta da parte della Ferrari possono spingere la quotazione al di sopra di quella di un esemplare con una storia meno rilevante.

A incidere sarà anche la possibilità di acquistare una F40 quasi cristallizzata nel tempo. I suoi 515 chilometri non raccontano una carriera sportiva o una lunga sequenza di viaggi. Descrivono piuttosto una vettura conservata come un oggetto speciale sin dai primi anni della sua esistenza.

Il valore cresce quando l’automobile ha qualcosa da raccontare

Nel mercato delle automobili da collezione la rarità non dipende soltanto dal numero di esemplari prodotti.

La Ferrari realizzò più F40 rispetto alle 400 vetture inizialmente previste. La richiesta fu talmente elevata da portare la produzione complessiva a oltre 1.300 unità. Non si tratta quindi della Ferrari più rara in termini puramente numerici.

Eppure, due F40 apparentemente simili possono raggiungere quotazioni molto diverse. Condizioni, originalità, manutenzione, chilometraggio e provenienza determinano il modo in cui il mercato considera ogni singolo telaio.

La proprietà di Lee Iacocca colloca questo esemplare in una categoria ancora più ristretta: quella delle automobili legate a persone che hanno contribuito direttamente alla storia del settore.

Un meccanismo simile riguarda la Ferrari F40 appartenuta ad Alain Prost, passata anch’essa attraverso il mercato delle aste. In quel caso il valore della vettura era legato alla Formula 1 e al rapporto tra un campione del mondo e l’automobile simbolo della Ferrari di fine anni Ottanta.

Esiste poi un’altra dimensione della storia della F40, quella sviluppata attraverso le competizioni. La Ferrari F40 GT preparata per gareggiare nei campionati Gran Turismo mostra come il progetto stradale potesse essere trasformato in una vettura da corsa ancora più estrema. Il telaio, il motore biturbo e l’aerodinamica fornivano una base che non aveva bisogno di essere completamente ripensata per affrontare la pista.

Negli ultimi anni la F40 è tornata anche nella comunicazione dei piloti contemporanei. Lewis Hamilton e Fabio Quartararo l’hanno scelta non soltanto come automobile da mostrare, ma come simbolo di un’epoca nella quale la prestazione dipendeva in modo più evidente dal rapporto tra uomo e macchina.

Sono storie differenti, ma tutte contribuiscono a spiegare perché la Ferrari F40 continui a interessare un pubblico più ampio rispetto a quello degli specialisti.

 

Ferrari F40 di Lee Iacocca all’asta: appena 515 km e una stima fino a 5 milioni di dollari

Ferrari F40 di Lee Iacocca all’asta: appena 515 km e una stima fino a 5 milioni di dollari

 

Monterey stabilirà quanto vale davvero il nome di Lee Iacocca

La Ferrari F40 di Lee Iacocca sarà uno dei lotti più osservati della Monterey Auction 2026. Non sarà l’unica grande Ferrari presente: RM Sotheby’s ha annunciato una selezione che comprende anche 288 GTO, F50, Enzo e LaFerrari, costruendo quasi una sequenza completa delle supercar di punta prodotte da Maranello negli ultimi quarant’anni.

In questo gruppo, però, la F40 occupa una posizione particolare. È l’automobile che collega l’epoca di Enzo Ferrari alla nascita delle moderne supercar del Cavallino. Ed è anche quella che conserva il rapporto più immediato con la meccanica tradizionale: cambio manuale, motore biturbo e nessun aiuto elettronico.

L’esemplare di Iacocca aggiunge a questa identità una provenienza difficile da replicare. La targhetta dedicata, il libretto di garanzia intestato al manager americano e la vendita diretta da parte della fabbrica trasformano una F40 già eccezionale in un documento della storia automobilistica internazionale.

Il prezzo finale dirà quanto i collezionisti siano disposti a riconoscere per questa combinazione. Qualunque sarà il risultato, i 515 chilometri rappresentano soltanto una parte del racconto.

Il vero motivo per cui questa Ferrari può avvicinarsi ai 5 milioni di dollari è scritto nel nome del suo primo proprietario e nel raro incontro tra due mondi apparentemente lontani: quello della Mustang e quello del Cavallino Rampante.