Ferrari Dino 206 S: l’ultimo dei 18 capolavori da corsa va all’asta a Parigi

Ci sono Ferrari pensate per la guida, e Ferrari nate esclusivamente per correre.
La Ferrari Dino 206 S appartiene senza esitazioni alla seconda categoria: una macchina concepita per correre, affinata per vincere, e oggi custodita come una delle espressioni più pure dell’ingegneria sportiva di Maranello.

Ferrari Dino 206 S: l’ultimo dei 18 capolavori da corsa va all’asta a Parigi

Ferrari Dino 206 S: l’ultimo dei 18 capolavori da corsa va all’asta a Parigi

 

Il 28 gennaio 2026, a Parigi, un esemplare assoluto — l’ultimo dei 18 mai costruiti — sarà battuto all’asta da RM Sotheby’s, con una stima compresa tra 3,8 e 4,2 milioni di euro. Non è solo una Ferrari rara: è un frammento intatto di storia delle corse.

Un prototipo Ferrari nato per sfidare le Porsche

Quando Ferrari presentò la Dino 206 S nel 1966, l’obiettivo era chiaro: contrastare il dominio Porsche nelle competizioni endurance di media cilindrata, là dove i prototipi tedeschi stavano costruendo una reputazione fatta di affidabilità, leggerezza e continuità di risultati. Nasce così la Dino 206 S, una sport-prototipo progettata per competere nella classe FIA 2.0 litri Group 4, pensata non solo per il team ufficiale ma anche per attirare piloti e scuderie private.
Motore centrale, telaio tubolare, peso ridottissimo e una filosofia progettuale radicale: la 206 S non nasce per la strada, non scende a compromessi, non concede nulla al superfluo. È una Ferrari che esiste solo in funzione della gara.

Le avversarie dirette erano soprattutto le Porsche 906 Carrera 6, le Porsche 907 e, poco dopo, le prime evoluzioni della Porsche 910: prototipi agili, costruiti attorno a telai leggeri e motori boxer estremamente affidabili, capaci di mettere in difficoltà anche marchi più potenti nelle gare su lunga distanza.

Ferrari rispose con una filosofia diversa ma altrettanto radicale. La Dino 206 S non puntava solo sull’efficienza, ma su un V6 più potente, una distribuzione dei pesi raffinata e un telaio pensato per i tracciati tortuosi, come il Nürburgring, il Mugello o la Targa Florio. Non a caso, nel 1966 e 1967, la 206 S riuscì a inserirsi costantemente nelle prime posizioni di classe, dimostrando che anche nella fascia dei due litri Maranello poteva giocare da protagonista contro Porsche.

Ferrari Dino 206 S: l’ultimo dei 18 capolavori da corsa va all’asta a Parigi

Dettagli degli interni della Ferrari Dino 206 S

 

Perché ne esistono solo 18

Il dato è reale, certificato e fondamentale per comprenderne il valore.

Il progetto prevedeva inizialmente una produzione di 50 esemplari, necessari per l’omologazione. Ma la realtà delle corse, i costi elevati e l’evoluzione dei regolamenti portarono Ferrari a fermarsi molto prima.
Alla fine, solo 18 Ferrari Dino 206 S vennero effettivamente assemblate tra il 1966 e il 1967.

Diciotto.
Un numero che colloca la 206 S in una dimensione diversa rispetto a qualunque Ferrari stradale, anche la più esclusiva.

Telaio 032: l’ultima Dino 206 S costruita

L’esemplare offerto a Parigi è il telaio 032, l’ultimo della serie. Non un dettaglio marginale, ma un elemento che ne rafforza il valore storico e simbolico.
Delle 18 Dino 206 S prodotte, solo 13 lasciarono Maranello con carrozzeria Spyder, firmata da Piero Drogo. Il telaio 032 appartiene a questo gruppo ristretto e rappresenta l’evoluzione finale del modello: proporzioni più mature, equilibrio estetico assoluto, una linea che ancora oggi viene considerata tra le più riuscite mai uscite dalla fabbrica di Maranello.

Il motore della leggenda: il V6 Tipo 233 S a iniezione Lucas

Sotto la carrozzeria, la Dino 206 S nasconde uno dei motori più affascinanti della storia Ferrari: il V6 a 65° Tipo 233 S, derivato dal progetto concepito da Dino Ferrari, il figlio di Enzo, scomparso prematuramente nel 1956.

 

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Ferrari Dino 206 S: il motore V6

 

Il telaio 032 va oltre la norma. È uno dei soli due esemplari equipaggiati con la versione più evoluta del propulsore, dotata di iniezione meccanica Lucas, capace di erogare 270 cavalli da un due litri. Una soluzione tecnica estrema, pensata esclusivamente per la competizione, che rappresenta il vertice dello sviluppo della Dino 206 S.

È la massima espressione tecnica raggiunta dalla Dino 206 S.

Mugello 1967: quando la storia incontra il motorsport

Acquistata nuova nel luglio 1967 da Corrado Ferlaino, ingegnere e imprenditore napoletano, la Dino 206 S telaio 032 viene subito iscritta al 1000 Chilometri del Mugello, valido per il Campionato Mondiale Sport Prototipi FIA.

Ferlaino — che in seguito diventerà lo storico presidente del Napoli e sarà protagonista dell’era Maradona — utilizza la Ferrari anche in numerose cronoscalate italiane, sfruttandone la leggerezza e l’agilità rispetto ai più potenti prototipi 330 e 412.

Una Ferrari da corsa vera, vissuta in pista, non conservata come oggetto.

 

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Dettagli della Ferrari Dino 206 S

Una vita tra i grandi collezionisti Ferrari

Dopo il periodo agonistico italiano, la Dino 206 S rimane per anni in mani attente, prima di entrare nel gotha del collezionismo internazionale.

Nel 1979 viene acquistata da Pierre Bardinon, fondatore della leggendaria collezione Mas du Clos, uno dei più importanti templi Ferrari al mondo.
Da lì passa attraverso le mani di altri collezionisti di altissimo profilo, cinque dei quali proprietari di Ferrari 250 GTO — un dato che da solo racconta il livello dell’auto.

Negli anni Duemila viene utilizzata in eventi storici internazionali, fino a un incidente in gara che ne impone un restauro completo.

Ferrari Classiche e il sigillo del Red Book

Nel 2013 l’auto viene acquisita dall’attuale venditore e riportata in Italia per un restauro totale presso Ferrari Classiche, completato tra il 2014 e il 2015.

Il risultato è impeccabile:

  • motore Tipo 233 S corretto
  • telaio, cambio e carrozzeria matching numbers
  • rispetto assoluto delle specifiche originali

Nel luglio 2015 arriva il riconoscimento più importante: il Red Book Ferrari Classiche, certificazione che consacra definitivamente l’autenticità dell’esemplare.

Presentata nella livrea Rosso Corsa #28, quella utilizzata al Mugello nel 1967, la Dino 206 S telaio 032 è oggi accompagnata da un dettagliato report storico firmato Marcel Massini, massima autorità mondiale sul marchio Ferrari.

L’asta di Parigi: un nuovo capitolo

Il 28 gennaio 2026, a Parigi, la Ferrari Dino 206 S telaio 032 sarà battuta all’asta da RM Sotheby’s con una stima compresa tra 3.800.000 e 4.200.000 euro.

Tra le Ferrari da collezione, poche possono vantare una combinazione così completa di rarità, storia sportiva documentata, restauro certificato e pedigree collezionistico.

È l’ultima Dino 206 S mai costruita.
Ed è pronta a scrivere un nuovo capitolo della sua storia.

Il 28 gennaio 2026, a Parigi, la Ferrari Dino 206 S telaio 032 tornerà sotto i riflettori.
Non come oggetto da museo, ma come ultima, definitiva espressione di una Ferrari nata per correre.

 

Ferrari Dino 206 S: l’ultimo dei 18 capolavori da corsa va all’asta a Parigi

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