Ferrari 250 GTO, il film su Mauro Forghieri arriva nelle sale italiane per tre giorni
Ferrari 250 GTO – L’auto di Mauro Forghieri che salvò Maranello arriva nei cinema italiani il 7, 8 e 9 settembre 2026. Il documentario diretto da Steve Hoover, già conosciuto con il titolo originale Ferrari – Fury and the Monster, racconta la storia della 250 GTO attraverso la figura di Mauro Forghieri e gli anni nei quali il giovane ingegnere iniziò il suo lungo percorso all’interno della Ferrari.

Ferrari 250 GTO, il film su Mauro Forghieri arriva nelle sale italiane per tre giorni
Il Ferrari 250 GTO film diventa quindi un evento cinematografico di tre giorni. Dopo il percorso nelle rassegne e nelle anteprime, compresa quella al Cinematic Motor Fest di Modena raccontata nel 2025 da Moda e Motori Magazine, il documentario trova una distribuzione nelle sale italiane con Adler Entertainment. La durata è di 80 minuti e la regia è di Steve Hoover.
Il nuovo titolo italiano sposta immediatamente l’attenzione su due nomi: Ferrari 250 GTO e Mauro Forghieri. Non si tratta soltanto della storia di una delle automobili più celebri costruite a Maranello, ma di un racconto che torna agli inizi degli anni Sessanta, quando la Ferrari attraversò un profondo cambiamento interno e un ingegnere di appena 27 anni si trovò a raccogliere responsabilità enormi.
È proprio in quel passaggio che automobile, uomo e storia della Scuderia finiscono per incontrarsi.
Il film sulla Ferrari 250 GTO sarà al cinema il 7, 8 e 9 settembre 2026
L’uscita italiana di Ferrari 250 GTO – L’auto di Mauro Forghieri che salvò Maranello è fissata per lunedì 7, martedì 8 e mercoledì 9 settembre 2026.
La programmazione già pubblicata da diverse sale conferma la formula dell’evento cinematografico limitato a tre giornate. Il documentario, prodotto negli Stati Uniti nel 2024, dura 80 minuti ed è distribuito in Italia da Adler Entertainment. La regia è firmata da Steve Hoover.
Il titolo originale è Ferrari – Fury and the Monster, lo stesso con il quale il film aveva iniziato il proprio percorso prima dell’arrivo nella distribuzione cinematografica italiana.
Per chi segue Moda e Motori Magazine non è quindi una storia completamente nuova. Nel giugno 2025 avevamo raccontato la proiezione di Ferrari Fury and the Monster al Cinematic Motor Fest di Modena, entrando nella genesi del progetto e nel lavoro compiuto per ricostruire la figura di Forghieri. Ora cambia il momento del racconto: dall’anteprima si passa alla sala cinematografica e a un pubblico molto più ampio.
In Italia il film punta sul rapporto tra Mauro Forghieri e la Ferrari 250 GTO
“L’auto di Mauro Forghieri che salvò Maranello” è una frase forte. È anche la chiave narrativa scelta per presentare il documentario al pubblico italiano.
Nel trailer ufficiale viene ricordato il periodo nel quale Ferrari si trovò ad affrontare un momento particolarmente complesso e la 250 GTO viene indicata come la macchina che contribuì in maniera determinante alla ripresa sportiva della Casa. Il film lega quel passaggio all’ascesa del giovane Mauro Forghieri.
La ricostruzione storica richiede però una distinzione importante.
La Ferrari 250 GTO non nacque dal foglio bianco di Forghieri. Ferrari indica Giotto Bizzarrini come l’ingegnere che guidò inizialmente lo sviluppo della vettura, costruita sulla base della 250 GT SWB. Alla fine del 1961 Bizzarrini lasciò Maranello insieme ad altre figure di primo piano durante la profonda riorganizzazione interna passata alla storia come la cosiddetta “rivolta di palazzo”. A quel punto la responsabilità della vettura e della sua omologazione passò a Mauro Forghieri, mentre Sergio Scaglietti intervenne sul completamento della carrozzeria.
È proprio qui che il titolo del film assume il suo significato: non tanto quello di attribuire a un solo uomo la paternità della GTO, quanto di raccontare una fase nella quale Forghieri si trovò improvvisamente coinvolto nel futuro tecnico e sportivo della Ferrari.
A 27 anni Forghieri si ritrovò a gestire una delle fasi più delicate del marchio Ferrari
Per capire il documentario bisogna tornare alla fine del 1961.
Mauro Forghieri aveva conosciuto Ferrari già nel 1957, quando, ancora studente di ingegneria all’Università di Bologna, svolse un periodo di formazione a Maranello. Entrò stabilmente in azienda nel 1959.
La svolta arrivò due anni più tardi.
Al termine della stagione 1961 diversi dirigenti e tecnici, compreso Carlo Chiti, lasciarono Ferrari dopo lo scontro con Enzo Ferrari. La Casa racconta che il fondatore decise allora di affidare grandi responsabilità proprio a Forghieri, che aveva appena 27 anni.
Vista con gli occhi di oggi, quella scelta sembra quasi inevitabile perché sappiamo quale sarebbe stata la carriera successiva dell’ingegnere modenese. All’epoca non lo era affatto.
Forghieri si trovò a lavorare in una Ferrari che aveva bisogno di ricostruire rapidamente la propria struttura tecnica. La 250 GTO appartiene esattamente a quel passaggio.
Ed è questo uno dei motivi per cui il rapporto tra Enzo Ferrari e Mauro Forghieri diventa nel film molto più importante della semplice descrizione di un’automobile.
La Ferrari 250 GTO debuttò nel 1962 e costruì la sua fama con le vittorie in gara
Oggi basta pronunciare Ferrari 250 GTO per pensare immediatamente a valutazioni milionarie, aste internazionali e collezioni quasi inaccessibili.
Nel 1962 la prospettiva era completamente diversa.
La 250 GTO era una macchina progettata per correre. Ferrari la presentò ufficialmente il 24 febbraio 1962, dopo che un prototipo aveva già effettuato prove a Monza nel 1961 con piloti come Giancarlo Baghetti, Willy Mairesse e Stirling Moss.
La sigla raccontava chiaramente la sua destinazione: GTO significa Gran Turismo Omologata.
Sotto il cofano c’era il V12 di tre litri progettato da Gioacchino Colombo, capace di circa 300 CV. La sua carrozzeria rispondeva prima di tutto alle esigenze aerodinamiche e sportive. Era, nella definizione utilizzata dalla stessa Ferrari, sostanzialmente un’auto da corsa con la targa.
Il debutto agonistico contribuì immediatamente a costruirne la reputazione: alla 12 Ore di Sebring del 1962 la GTO di Olivier Gendebien e Phil Hill concluse seconda assoluta e prima nella propria categoria, dietro alla Ferrari 250 Testa Rossa.
Ma soprattutto la 250 GTO contribuì alla conquista di tre titoli consecutivi nel Campionato Internazionale Costruttori GT, nel 1962, 1963 e 1964.
È da queste vittorie, non dalle aste di molti decenni dopo, che nasce il mito.
La Ferrari 250 GTO vale milioni, ma il suo mito nasce dalle vittorie
Uno dei punti di partenza di Ferrari Fury and the Monster era proprio il valore raggiunto dalla GTO nel mercato delle automobili da collezione.
Come avevamo raccontato dopo l’anteprima modenese, l’idea del progetto prese forma anche dopo che il produttore Stefano Gallini Durante venne colpito dalla notizia relativa a una Ferrari 250 GTO passata di mano nel 2018 per una cifra indicata in circa 70 milioni di dollari. Da quella domanda — perché un’automobile può raggiungere un valore simile? — iniziò una ricerca che avrebbe portato fino a Mauro Forghieri.
Lo stesso riferimento ai 70 milioni compare nel trailer italiano del film.
Ma fermarsi alla quotazione significherebbe perdere il punto.
La 250 GTO è diventata un oggetto da collezione eccezionale perché prima è stata una macchina da competizione eccezionale. Il suo valore contemporaneo è la conseguenza di una combinazione difficilmente ripetibile: rarità, risultati sportivi, storia, design e appartenenza a uno dei periodi più celebrati della Ferrari.
Il film usa quindi l’automobile come porta d’ingresso per raccontare persone e decisioni che appartengono a un’epoca nella quale le competizioni avevano un peso diretto sull’identità di Maranello.
Ferrari Fury and the Monster cambia nome, ma conserva la storia raccontata nelle anteprime
Chi aveva già incontrato il documentario nelle precedenti proiezioni lo conosce con un nome diverso: Ferrari – Fury and the Monster.
Il film è stato presentato alla Festa del Cinema di Roma nel 2024 nella sezione Proiezioni Speciali e successivamente ha proseguito il proprio percorso attraverso altre proiezioni, compresa quella modenese del 6 giugno 2025 raccontata sulle pagine di Moda e Motori Magazine.
Per l’uscita italiana è stato scelto un titolo decisamente più esplicito: Ferrari 250 GTO – L’auto di Mauro Forghieri che salvò Maranello.
La scelta cambia il modo in cui il film viene presentato.
Fury and the Monster lasciava volutamente spazio all’interpretazione. Il nuovo titolo mette invece immediatamente sullo schermo ciò che il pubblico deve aspettarsi: Ferrari, la 250 GTO, Forghieri e Maranello.
È una trasformazione importante anche dal punto di vista della comunicazione perché permette al documentario di raggiungere non soltanto chi ne aveva seguito il percorso nei festival, ma anche il pubblico interessato alla storia Ferrari che lo incontra per la prima volta nella normale programmazione cinematografica.
Il mito della Ferrari 250 GTO raccontato da progettisti, collezionisti ed esperti
Il racconto non rimane confinato alle immagini della Ferrari 250 GTO.
Tra i nomi indicati nella distribuzione del documentario compaiono Mauro Forghieri, Elisabetta Maurizzi Forghieri, Gordon Murray, Nick Mason, Ralph Lauren, Derek Hill, Marcel Massini, David Gooding, Max Girardo, Bruce Meyer, Chip Connor e Marella Rivolta Zagato.
È una scelta che aiuta a comprendere la dimensione raggiunta dalla GTO ben oltre le gare degli anni Sessanta.
Piloti, progettisti, collezionisti ed esperti osservano la stessa automobile da prospettive differenti. C’è la macchina da competizione, quella costruita per confrontarsi in pista; c’è l’oggetto di design; c’è il pezzo da collezione e c’è soprattutto la memoria di un periodo nel quale il lavoro di un piccolo gruppo di uomini poteva determinare rapidamente il destino sportivo di una Casa.
Al centro rimane però Forghieri.
Ed è probabilmente questa la ragione per cui l’uscita italiana merita oggi un nuovo racconto, anche dopo aver già seguito il film durante il suo percorso precedente.
Dal 7 settembre la storia di Forghieri e della Ferrari 250 GTO passa dal festival alla sala
Il 7, 8 e 9 settembre 2026 rappresentano dunque una nuova tappa per Ferrari Fury and the Monster.
Non è un nuovo documentario e non è una storia diversa da quella vista nelle anteprime. È l’arrivo nelle sale italiane di quel progetto con un titolo pensato per mettere immediatamente in relazione Ferrari 250 GTO e Mauro Forghieri.
Per chi conosce già l’automobile, il film offre l’occasione di riportarla nel contesto nel quale nacque, prima che i record d’asta diventassero parte integrante della sua fama.
Per chi conosce soprattutto il nome di Forghieri attraverso la Formula 1 degli anni successivi, permette invece di tornare al momento nel quale la sua storia con Ferrari stava appena cominciando.
La 250 GTO sarebbe diventata una delle automobili più riconoscibili e desiderate al mondo. Forghieri avrebbe attraversato alcuni dei capitoli più importanti della storia sportiva di Maranello.
Nel 1962, però, tutto questo doveva ancora accadere.
Ed è proprio da quel passaggio che parte il racconto portato al cinema da Steve Hoover.






