Ettore Sottsass e il senso del tempo

Le immagini della mostra “There is a Planet”, curata da Barbara Radice, con la direzione di Silvana Annicchiarico. Progetto di allestimento: Michele De Lucchi e Christoph Radl GIANLUCA DI IOIA

Uno dei più grandi mastri del design italiano e, non solo. A 100 anni dalla nascita di Ettore Sottsass (1917) e a 10 dalla sua scomparsa (2007) la Triennale Design Museum, gli dedica una mostra. Omaggio alla sua figura e alla sua opera. Il lavoro è stato curato da Barbara  Radice, compagna di Sottsass. Quello che ne è venuto fuori è una mostra molto intima, piena di segreti, suggestioni e fili nascosti. Emergono aspetti dell’opera di Sottsass quali “la poesia”, “le tenebre”, “il magico” e importante “la curiosità”. Si perché proprio la curiosità è la qualità che più lo descrive. Una curiosità acuta, che gli consente di sorprendersi e gli dona libertà di movimento e di espressione.
Il titolo della Mostra e, del Libro, “There is a Planet” è quello di un progetto di Sottsass di inizio anni’90. Progetto mai realizzato, per l’editore tedesco Wasmuth. Tale progetto raccoglieva in cinque gruppi con cinque titoli diversi e altrettanti testi, fotografie di Sottsass scattate nei suoi viaggi in giro per il mondo. Il corpo principale della mostra si articola intorno a nove temi individuati tra gli scritti di Sottsass.
I progetti di Sottsass sono pervasi da un senso di precarietà. Non sono pensati per durare nel tempo. Proprio in questa transitorietà che risiede tutto il lavoro di Sottsass.
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