Eclissi solare 2026, le foto più belle e spettacolari
L’eclissi solare 2026 del 12 agosto ha regalato alcune delle immagini più spettacolari dell’anno. Il fenomeno è stato totale lungo una fascia che ha attraversato Groenlandia, Islanda e Spagna, raggiungendo anche una piccola parte del Portogallo, mentre gran parte dell’Europa ha osservato un’eclissi parziale. Ma tra le fotografie destinate a rimanere ci sono anche quelle realizzate da Red Bull, che ha trasformato il Sole oscurato nello sfondo di un volo in wingsuit preparato per mesi.
Il risultato mette insieme due eventi che normalmente vivono su piani completamente diversi. Da una parte c’è un fenomeno astronomico che dipende esclusivamente dai movimenti della Terra e della Luna. Dall’altra un atleta che deve trovarsi nel punto giusto, alla velocità giusta e nel momento esatto in cui il disco lunare copre quello del Sole.
È proprio questa combinazione a rendere alcune delle foto dell’eclissi solare 2026 molto diverse dalle tradizionali immagini del cielo diventato improvvisamente scuro.
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L’eclissi del 12 agosto ha cambiato il cielo europeo per pochi minuti
La protagonista rimane naturalmente l’eclissi. Il 12 agosto 2026 la Luna è passata tra la Terra e il Sole, proiettando la propria ombra su una parte dell’emisfero settentrionale.
La NASA indica tra le aree attraversate dalla fascia della totalità la Groenlandia, l’Islanda, parte della Russia settentrionale, la Spagna e una piccola porzione del Portogallo. In molte altre zone dell’Europa il Sole è invece rimasto parzialmente visibile.
Durante la fase di totalità la Luna copre completamente il disco solare e rende visibile la corona, la parte più esterna dell’atmosfera del Sole. È una trasformazione che dura pochissimo ma cambia radicalmente luce, colori e percezione del paesaggio.
Per questo un’eclissi non produce soltanto fotografie astronomiche. Può cambiare completamente anche il modo in cui viene fotografata una montagna, una città o, come nel progetto realizzato in Spagna, un uomo in volo.
Mike Brewer ha attraversato il cielo mentre la Luna oscurava il Sole
Una delle immagini più particolari dell’eclissi solare 2026 mostra Mike Brewer in volo con una wingsuit mentre alle sue spalle compare il disco dell’eclissi totale.
Brewer fa parte della Red Bull Air Force e per realizzare lo scatto ha lavorato insieme al fotografo Noah Wetzel. Il progetto non è nato nei giorni precedenti all’eclissi: secondo Red Bull, preparazione e prove hanno richiesto complessivamente nove mesi e circa 600 ore di lavoro.
La fotografia finale restituisce invece l’impressione opposta.
Sembra un momento spontaneo.
Un uomo attraversa il cielo, una montagna occupa la parte inferiore dell’immagine e alle sue spalle il Sole è completamente coperto dalla Luna.
Ma per riuscire a mettere tutti questi elementi nella stessa fotografia bisognava sapere con grande precisione dove sarebbe apparso il Sole, quale sarebbe stata la traiettoria dell’atleta e quale posizione avrebbe dovuto assumere il fotografo.
L’eclissi non poteva aspettare nessuno.
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Per ottenere una sola fotografia Red Bull ha lavorato nove mesi
È questo dettaglio a rendere le immagini ancora più interessanti.
Il momento utile per realizzare la fotografia durante la totalità era estremamente limitato. Red Bull parla di una finestra di appena 84 secondi, arrivata pochi minuti prima del tramonto.
Il fotografo Noah Wetzel e Mike Brewer hanno quindi dovuto preparare qualcosa che, nel momento decisivo, non sarebbe stato possibile ripetere.
Il team ha individuato una zona desertica a nord di Madrid e ha effettuato quattro produzioni di prova. Una delle simulazioni è stata organizzata prima dell’alba a Moab, nello Utah, per cercare di ricreare alcune delle condizioni che avrebbero poi incontrato durante l’eclissi.
Non bastava però conoscere il cielo.
Brewer avrebbe dovuto attraversare un punto molto preciso del paesaggio volando in wingsuit, mentre Wetzel lo fotografava da grande distanza.
È la differenza tra fotografare qualcosa che accade e costruire una fotografia sapendo che il soggetto, la luce e il cielo dovranno incontrarsi una sola volta.
Fotografare un atleta davanti all’eclissi richiedeva assoluta precisione
Durante il volo Brewer si trovava circa 15 piedi, poco più di quattro metri e mezzo, sopra il terreno montuoso e viaggiava a una velocità superiore alle 150 miglia orarie, quindi oltre 240 km/h.
Wetzel, invece, fotografava da quasi un miglio di distanza.
Per rendere visibile il corpo dell’atleta contro uno sfondo diventato improvvisamente molto scuro sono stati utilizzati sistemi flash wireless installati sul terreno. Il fotografo aveva inoltre predisposto due configurazioni con teleobiettivi Canon da 600 mm e tre distinti sistemi di illuminazione wireless, proprio per ridurre la possibilità che un singolo problema tecnico compromettesse il risultato.
Sono numeri che spiegano meglio la fotografia della semplice immagine finale.
La difficoltà non era soltanto far volare Brewer durante l’eclissi, ma riuscire a farlo apparire esattamente nel punto nel quale, osservato dalla posizione del fotografo, il suo corpo sarebbe entrato visivamente nella stessa composizione del Sole oscurato.
Bastavano pochi secondi o una traiettoria leggermente diversa perché quella fotografia non esistesse.
Dani Román ha volato durante l’eclissi
Nella preparazione del progetto è entrato anche il wingsuit flyer spagnolo Dani Román, che conosceva meglio le caratteristiche dell’area scelta per il volo.
Román ha partecipato ai salti durante l’eclissi insieme a Brewer, aumentando così le possibilità che almeno uno degli atleti attraversasse il punto necessario nel momento corretto.
È un elemento importante perché racconta quanto queste fotografie abbiano poco a che fare con la fortuna.
Il cielo fornisce una finestra temporale impossibile da modificare. Tutto il resto deve essere adattato a quella finestra.
Posizione degli atleti, velocità, percorso, comunicazioni radio, posizione delle fotocamere e illuminazione devono convergere nello stesso istante.
L’immagine sembra semplice proprio perché tutta la complessità necessaria per costruirla rimane fuori dall’inquadratura.
Noah Wetzel aveva già trasformato un’eclissi in uno scenario per la fotografia sportiva
Per Noah Wetzel non era la prima volta.
Nel 2017 aveva già utilizzato un’eclissi totale come sfondo per una fotografia sportiva, immortalando un mountain biker in salto. Quell’immagine sarebbe successivamente entrata tra quelle premiate dal concorso fotografico Red Bull Illume.
Con il progetto del 2026 l’idea è stata portata ancora più avanti.
Non c’è una bicicletta che salta davanti al cielo, ma un uomo che apparentemente vola verso il Sole oscurato.
È anche per questo che le immagini dell’eclissi solare 2026 realizzate in Spagna funzionano oltre il semplice racconto sportivo. La wingsuit diventa quasi una silhouette e l’atleta perde momentaneamente la dimensione della competizione o della prestazione.
Rimane soprattutto la proporzione tra una figura umana minuscola e qualcosa di enormemente più grande.
Le foto più spettacolari dell’eclissi raccontano quello che dura soltanto pochi secondi
Le fotografie hanno sempre avuto un rapporto particolare con le eclissi.
Un fenomeno che può essere osservato soltanto per un tempo limitato viene trasformato in un’immagine che può essere guardata senza fretta.
Nel caso dell’eclissi solare del 12 agosto 2026 questo contrasto è ancora più evidente.
NASA ed ESA avevano seguito e preparato da tempo l’osservazione del fenomeno, indicando la Spagna tra i luoghi privilegiati per vedere la totalità. L’ESA aveva organizzato anche un evento pubblico a León, mentre NASA aveva previsto una copertura dedicata e osservazioni effettuate anche attraverso velivoli scientifici ad alta quota.
Nello stesso cielo, però, c’era spazio anche per un racconto completamente differente.
Quello di Brewer, Román e Wetzel non cerca di spiegare scientificamente l’eclissi. La usa per mostrare quanto possa cambiare una fotografia quando qualcosa che conosciamo — un uomo, una montagna, il cielo — viene osservato in una condizione che normalmente non esiste.
L’eclissi è finita, ma sono le immagini a farla durare più a lungo
Il 12 agosto 2026 è passato e il Sole è tornato rapidamente ad avere l’aspetto di sempre.
È esattamente per questo che oggi rimangono soprattutto le fotografie.
Ci sono le immagini scientifiche, quelle scattate nelle città, quelle dei gruppi di persone con gli occhiali rivolti verso il cielo e quelle della corona solare durante la totalità.
Poi ci sono fotografie come quelle realizzate da Red Bull in Spagna, dove il fenomeno astronomico smette per un momento di essere soltanto il soggetto dell’immagine e diventa una parte della scena.
Un atleta vola a oltre 200 km/h, il fotografo si trova a grande distanza e il Sole scompare dietro la Luna per poco più di un minuto.
Nove mesi di preparazione convergono in pochi secondi.
Ed è forse questo il motivo per cui, tra le foto più belle e spettacolari dell’eclissi solare 2026, quelle in cui compare una figura umana sembrano avere qualcosa in più: permettono di capire immediatamente quanto sia enorme ciò che sta accadendo nel cielo.





