Dakar 2026: tutto quello che c’è da sapere (percorso, date, novità, favoriti)

La Dakar 2026 si prepara a tornare protagonista con un’edizione che promette spettacolo, sfida e avventura estrema nel deserto tutto da raccontare. Dopo il successo della 47ª edizione, la settima in Arabia Saudita, il rally raid più famoso del mondo si correrà dal 3 al 17 gennaio 2026, ancora una volta tra le vaste e insidiose distese del regno saudita, su un percorso che partirà da Yanbu sul Mar Rosso, toccherà Riyadh e farà ritorno alla stessa Yanbu per l’arrivo. 

 

Dakar 2026: tutto quello che c’è da sapere (percorso, date, novità, favoriti)

Dakar 2026: tutto quello che c’è da sapere (percorso, date, novità, favoriti)

 

Un ritorno alle origini… con occhi moderni

La Dakar nasce come un’epopea inedita: una gara da Parigi alla capitale del Senegal, pensata per celebrare la capacità umana di spingersi oltre i limiti su moto e mezzi fuoristrada. Oggi la gara non parte più dall’Europa e non arriva più a Dakar, ma lo spirito delle sabbie, della navigazione più che della pura velocità, dell’autosufficienza nel deserto rimane il cuore pulsante dell’evento. Ed è proprio questo spirito che abbiamo potuto riscoprire anche attraverso i mezzi e le moto in mostra all’ultima edizione di EICMA, dove la narrazione del viaggio estremo si unisce alla cultura delle due ruote e alla passione per l’avventura.

Il percorso della Dakar 2026: le tappe

La Dakar 2026 si sviluppa su 13 tappe effettive dopo il Prologo, articolate in un percorso ad anello di quasi 8.000 km tra speciali e trasferimenti. Ci saranno sezioni tecniche di rocce, lunghi tratti sabbiosi, dune monumentali e due Tappe Marathon, in cui i concorrenti dovranno affrontare la notte nel deserto senza assistenza meccanica esterna, facendo appello a tutte le proprie competenze di gestione delle risorse.

 

Dakar 2026: tutto quello che c’è da sapere (percorso, date, novità, favoriti)

Dakar 2026: tutto quello che c’è da sapere (percorso, date, novità, favoriti)

 

3 gennaio – Prologo (Yanbu)
Un anello breve che definisce l’ordine di partenza, ma che già mette alla prova ritmo e nervi dei concorrenti.

4 gennaio – Stage 1 (Yanbu > Yanbu)
Primo impegno serio, con speciali che esplorano le immediate vicinanze del mare, tra valli rocciose e sabbia.

5 gennaio – Stage 2 (Yanbu > Al Ula)
La distanza cronometrata aumenta, con le prime dune e una navigazione più complessa.

6 gennaio – Stage 3 (Al Ula)
Una delle giornate più dure: canyon e paesaggi rocciosi impegnano i piloti nella scelta delle traiettorie migliori.

7–8 gennaio – Marathon Stage 4 e 5
Due tappe consecutive in cui non è permessa assistenza esterna: la notte in tenda, con cibo limitato e kit minimo di riparazione, riporta alla Dakar delle origini. 

9 gennaio – Stage 6 (verso Riyadh)
Una lunga maratona di dune e prova di endurance, poi il meritato rest day a Riyadh il 10 gennaio.

11–12 gennaio – Stage 7 e 8 (verso Wadi Ad-Dawasir)
Una fase fondamentale della gara che include anche la partenza in massa, un richiamo diretto alle iniziative storiche della Parigi-Dakar.

13–14 gennaio – Stage 9 e 10 (seconda Marathon)
Altra prova di autonomia e gestione delle macchine prima che la fatica si accumuli.

15–17 gennaio – Stage 11, 12 e 13 (ritorno a Yanbu)
Le ultime sfide tra dune, canyon e sabbie dure prima di concludere il percorso dove tutto è iniziato.

Dakar 2025: chi ha vinto e cosa è successo

Per inquadrare la Dakar 2026, vale la pena ricordare come sia andata la scorsa edizione (2025), che ha visto:

  • Moto: vittoria di Daniel Sanders su KTM, che ha condotto la classe bike dall’inizio alla fine della gara con un margine solido sul secondo della generale.
  • Auto: trionfo di Yazeed Al-Rajhi (Toyota Overdrive), che ha conquistato il titolo nella classe Auto diventando il primo pilota saudita a vincere la Dakar sul proprio terreno di casa, precedendo il sudafricano Henk Lategan e il debuttante sul podio Mattias Ekström. 

Un elemento di grande rilievo: Carlos Sainz, quattro volte campione Dakar e grande protagonista atteso, ha dovuto ritirarsi nelle fasi iniziali della gara dopo un incidente che ha danneggiato gravemente la sua Ford durante la famosa “48 Ore”, compromettendo così la sua corsa e le speranze di risultato. 

I protagonisti attesi per la Dakar 2026

Sulla carta, la Dakar 2026 vedrà al via molti dei grandi nomi del rally-raid mondiale: chi ha già fatto la storia con successi e podi, e chi cerca una rivincita dopo un’edizione difficile come quella del 2025. I commenti degli addetti ai lavori e delle squadre parlano di una classifica che quest’anno potrebbe essere più aperta, con piloti e team pronti a giocarsi ogni chilometro di speciale come se fosse decisivo.

 

Dakar 2026: tutto quello che c’è da sapere (percorso, date, novità, favoriti)

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Il fascino di una leggenda senza tempo

La Dakar è più di una gara: è avventura, ingegno e resistenza. È quel pezzo di mondo in cui la natura decide, dove la velocità cede il passo alla navigazione, e dove il deserto diventa compagno e, spesso, giudice severo. Anche se oggi si corre in Arabia Saudita e non più tra Parigi e Dakar, lo spirito originario di questa competizione — il viaggio eroico verso un orizzonte che cambia continuamente — rimane più vivo che mai.

Proprio questo spirito, che lega performance, tecnologia e immaginario di viaggio estremo, è stato celebrato nella recente mostra di moto ad EICMA, dove il pubblico ha potuto vedere da vicino le macchine che incarnano questo mito, pronto ora a spostarsi nuovamente nel deserto per la Dakar 2026.

 

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