La Citroën DS 19 costituisce ancora oggi un oggetto del desiderio ambitissimo non solo tra gli appassionati di tale modello. Con il suo fascino “acqua e sapone” che ne accentua l’eleganza, ottiene subito un enorme successo di pubblico, affermandosi sia come auto per famiglia sia  come auto di rappresentanza. 
Vi porteremo alla scoperta di questo fantastico modello, una DS 19 del 1956, incontrata durante l’ultima 1000Miglia.

 

La Citroën Ds 19

La Citroën DS 19 vista alla 1000 Miglia

 

Linee avveniristiche e dotazioni inimmaginabili per l’epoca, quando la DS è presentata al Salone dell’Automobile di Parigi del 1955 sembra un’astronave atterrata direttamente da un altro pianeta. 
Nel 1955 Rosa Parks si ribella alla segregazione razziale dei neri sugli autobus, Sony lancia la prima radio portatile,  Fiat presenta la 600 destinata a diventare il simbolo degli anni del boom. Citroën presenta la genesi di quella che diventerà una “bestseller” francese, la DS 19. 
Prodotta dal ’55 al ’75, 20 anni di una lunga ed onorata carriera e numerosi successi, anche sportivi. Per non parlare del totale consenso da parte del pubblico e della stampa automobilistica, che di certo non rimangono indifferenti dinanzi ai numerosi aggiornamenti che nel corso dei 20 anni hanno mantenuto la vettura sempre “fresca” e all’avanguardia.

 

La Citroën Ds 19 costituisce ancora oggi un oggetto del desiderio ambitissimo non solo tra gli appassionati di tale modello. 

interni della Citroën DS 19

 

Come è fatta la Citroën DS 19 

Il progetto della DS risale alla fine degli anni ’30 quando si inizia a pensare ad una possibile sostituta per un’altra vettura di successo la Traction Avant. Tale progetto si identifica con la sigla VGD, ossia Vehicule à Grande Diffusion. Il suo promotore è Pierre Boulanger, che assume le redini della casa francese giusto in tempo per evitarne il tracollo finanziario in seguito ai cospicui investimenti legati proprio al progetto della Traction Avant.  
Per la realizzazione della DS, Boulanger si circonda di  personaggi come André Lefebvre progettista, Flaminio Bertone designer, Paul Magès ideatore delle sospensioni. Man mano che la fase di elaborazione procede, si aggiungono Pierre Franchiset che si occupa della realizzazione fisica della carrozzeria e Walter Becchia progettista motori piemontese. 
Certamente la linea della DS, denominata così per un gioco di parole che, nella lingua francese indica la parola Déesse, appunto Dea, è quella che colpisce di più. Appare subito molto slanciata, dall’anteriore che presenta quella forma a cuneo con i due fari circolari, incorniciati da cornici cromate. Le linee sono accentuate anche dalle fiancate. Si presentano con una cintura alta e passaruota posteriori semicarenati che lasciano spazio a più ampie superfici vetrate. La coda è poi il miglior dettaglio stilistico che si sia mai visto su una vettura. Si affusola sempre più quasi sfumando verso il basso. Le sospensioni idropneumatiche, caratteristica unica e fonte di gioie ma anche di tanti dolori, fanno sì che la Dea sfiori letteralmente l’asfalto quando parcheggiata. 
Anche per gli interni, lo stile della DS lascia un segno indelebile. Il volante è costituito da un’unica razza che oltre a fornire un design unico è frutto di una ricercata misura di sicurezza. Infatti tale configurazione consente di ridurre considerevolmente il rischio di danni alla cassa toracica del conducente in caso di un impatto frontale.
 

La Citroën Ds 19

il motore della Citroën DS 19

 
Come accennato qualche rigo più sù, la vera innovazione di questa vettura sono le sue sospensioni idropneumatiche. Ideate appunto da Magès e sviluppate in 10 anni di evoluzioni continue, tali sospensioni a ruote indipendenti, consentono alla vettura di mantenere un’altezza da terra costante. Ciò è reso possibile da 4 sfere di acciaio, una per ruota, riempite per metà di olio e metà di azoto. In base all’azione di compressione esercitata dall’olio sull’azoto, ne deriva un’ottima attività ammortizzante soprattutto su fondi stradali sconnessi. Pensate che già nell’anno seguente alla sua presentazione, sulla DS si può regolare manualmente le sospensioni, scegliendo l’altezza tra 5 posizioni. Cambiare una ruota senza l’ausilio del cric, ebbene sì con la Dea questo è possibile. Alcune pubblicità dell’epoca la ritraggono persino in marcia su 3 ruote. Che poi ciò fosse realtà o fantasia non toglie che la DS 19 abbia qualità fuori dal comune di ogni altra vettura. 

 

La Citroën DS 19 e il cinema

La forma accattivante e in un certo senso un po’ inquietante della Déesse affascina anche il cinema. Sono ben oltre 1200 le pellicole tra film, spot e documentari, in cui la vettura della casa del Double Chevron è assoluta protagonista. Tra questi citiamo ” la Dea del 67″, Gattaca del’97 dove una giovane Uma Thurman è al volante di una DS 19 del 1964. E ancora  “Adorabili Amiche” (il cui titolo originale è “Thelma, Louise et Chantal”), del 2010. Diretto da Benoît Pétré, le tre protagoniste intraprendono un lungo viaggio a bordo di una Citroën DS Pallas.
Dulcis in fundo, anche Jeane Birkin presta le sue “grazie” per la Dea. Nel 1970 posa in occasione del lancio dell’ultima e più potente DS cabriolet. Un servizio strabiliante che vede due “Déesse” nello stesso scatto.

In conclusione tornando alla nostra DS 19, la vettura è una prima serie. È del 1957 ma possibile sia di un anno più vecchia. Per riportarla alle attuali condizioni è sottoposta ad un restauro durato ben 6 anni.
 

La Citroën Ds 19

i dettagli esterni della Citroën DS 19

 

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