Canottaggio a Milano: Oxford, Cambridge e gli olimpionici si sfidano nella Darsena
Il canottaggio internazionale arriva alla Darsena di Milano sabato 19 settembre con una regata sprint che riunisce Oxford, Cambridge, Bocconi e alcuni storici club europei e italiani. La Rowing Cup si correrà su 250 metri con otto equipaggi misti, sfide uno contro uno e la presenza di atleti del gruppo olimpico italiano. L’evento, presentato oggi al Bocconi Sport Center, nasce dall’incontro tra Brooks Brothers, Canottieri Milano, mondo universitario e istituzioni sportive.

Canottaggio a Milano: Oxford, Cambridge e gli olimpionici si sfidano nella Darsena
Non sarà una regata tradizionale trasportata semplicemente nel centro della città. L’idea della Rowing Cup parte proprio dalle dimensioni della Darsena e dalla possibilità di utilizzare l’acqua come uno spazio sportivo visibile anche a chi il canottaggio non lo segue abitualmente.
Durante la conferenza stampa organizzata oggi al Bocconi Sport Center è emersa con maggiore chiarezza la natura del progetto. Alla presentazione sono intervenuti, tra gli altri, Mauro Messina, Marketing Director Europe di Brooks Brothers, Federica Picchi, sottosegretario di Regione Lombardia con delega a Sport e Giovani, ed Elena Buffa di Perrero, componente della Giunta CONI Lombardia e docente dell’Università Bocconi.
Sport, università e città sono i tre livelli sui quali è stata costruita la manifestazione. Il loro punto di incontro sarà il canottaggio, scelto non soltanto per la propria storia, ma per una caratteristica fondamentale: sulla barca il risultato individuale perde significato se non diventa parte del movimento dell’intero equipaggio.
La Darsena diventa per un pomeriggio il centro del canottaggio a Milano
È Mauro Messina a fornire una delle immagini più efficaci della conferenza: la Darsena come “uno stadio d’acqua all’interno della città”.
Una definizione che permette di comprendere perché la regata sia stata costruita proprio qui.
Milano è l’headquarter europeo di Brooks Brothers, ma la scelta della città non risponde soltanto a una logica aziendale. La Darsena permette di portare il canottaggio davanti a un pubblico che normalmente non raggiungerebbe un campo di gara e di trasformare un bacino urbano in un luogo dal quale seguire partenza, progressione e arrivo delle imbarcazioni.
Messina ha sottolineato inoltre la dimensione internazionale di Milano, considerata dal marchio una porta attraverso la quale l’Europa guarda all’Italia. La presenza delle università straniere rafforza questa impostazione e lega l’evento alla componente internazionale che caratterizza anche la popolazione studentesca milanese.
Non si tratta però di costruire una semplice scenografia intorno alle barche. Il format sportivo è stato adattato alle caratteristiche dello spazio.
Ed è proprio qui che la Rowing Cup si allontana maggiormente da una regata convenzionale.
250 metri trasformano il canottaggio in una serie di sfide uno contro uno
Le competizioni si svolgeranno sulla distanza di 250 metri, con una formula Match Race che metterà gli equipaggi direttamente uno contro l’altro.
Il programma prevede quarti di finale, semifinali e finali, con confronti al meglio delle prove previste dal format. Verranno disputate anche le finali di classificazione, in modo da stabilire tutte le posizioni dal primo all’ottavo posto.
L’obiettivo è costruire gare brevi e immediatamente comprensibili.
Nel canottaggio tradizionale le distanze sono molto più lunghe e richiedono allo spettatore una conoscenza maggiore della disciplina per leggere l’andamento della prova. In Darsena accadrà qualcosa di diverso: su 250 metri ogni fase della gara acquista peso e il distacco tra le imbarcazioni diventa immediatamente visibile.
La successione delle sfide consentirà inoltre di mantenere continuità durante tutto il pomeriggio. La parte agonistica inizierà alle 15 e terminerà intorno alle 18.30 con la premiazione, mentre la chiusura dell’evento è prevista verso le 19.
Oxford e Cambridge portano a Milano la tradizione del canottaggio universitario
Tra gli otto equipaggi presenti spiccano inevitabilmente University of Oxford e University of Cambridge.
I due atenei inglesi rappresentano uno dei riferimenti storici del canottaggio universitario e la loro presenza permette alla manifestazione milanese di collegarsi direttamente alla cultura sportiva dalla quale il progetto prende ispirazione.

Canottaggio a Milano: Oxford, Cambridge e gli olimpionici si sfidano nella Darsena
Accanto a loro saranno presenti HEC Paris, Triton Utrecht e Università Bocconi, insieme a Canottieri Milano, Canottieri Roma e all’equipaggio Brooks Brothers Boat Club.
Anche il tabellone delle prime sfide è stato presentato durante la conferenza: Oxford affronterà Canottieri Roma, Bocconi incontrerà Triton Utrecht, Cambridge sarà opposta a Canottieri Milano, mentre il Brooks Brothers Boat Club completerà il quadro dei quarti di finale contro l’equipaggio francese.
Il confronto tra Oxford e Cambridge non sarà quindi diretto nella prima fase, ma la loro presenza nella stessa competizione porta in Darsena una tradizione universitaria nella quale studio, sport e appartenenza alla propria istituzione procedono da generazioni sullo stesso piano.
È precisamente questa relazione che Bocconi vuole sviluppare anche in Italia.
Il canottaggio sempre più parte nella formazione universitaria italiana
Uno degli aspetti più interessanti emersi dalla presentazione riguarda proprio il rapporto tra università e sport.
Elena Buffa di Perrero ha evidenziato come fino a pochi anni fa fosse meno comune vedere un’università italiana presentarsi anche attraverso una propria squadra in una competizione internazionale. Il cambiamento consiste nel considerare l’attività sportiva non come elemento separato dal percorso accademico, ma come parte della formazione della persona.
Nel canottaggio questa relazione è particolarmente evidente.
Determinazione, capacità di affrontare un problema, responsabilità individuale e lavoro di squadra non rimangono concetti astratti: diventano condizioni necessarie affinché l’imbarcazione possa procedere efficacemente.
La stessa idea è stata sviluppata durante la conferenza dal mondo Bocconi: in un equipaggio la forza individuale non basta. Occorrono sincronizzazione, capacità di distribuire l’energia e soprattutto fiducia negli altri componenti della barca.
È una dimensione che spiega anche perché diversi studenti internazionali che arrivano nelle università europee cerchino la possibilità di continuare a praticare il canottaggio durante il proprio percorso di studi.
La presenza di atleti olimpionici alzano il livello sportivo della regata in Darsena
La Rowing Cup non vuole però limitarsi al significato culturale del canottaggio.
Il livello degli equipaggi sarà uno degli elementi centrali della giornata.
Durante la presentazione è stato spiegato che saranno presenti sette atleti appartenenti al gruppo olimpico, insieme a diversi medagliati. Messina ha citato anche la presenza nell’equipaggio di Andrea Benizza e Gabriel Suarez, indicati durante la conferenza tra gli atleti medagliati a Parigi.
A questo si aggiungono gli studenti-atleti provenienti dalle università straniere e i componenti degli equipaggi di Oxford e Cambridge con esperienza nelle principali competizioni universitarie.
È un elemento importante perché definisce la natura della manifestazione.
La Rowing Cup nasce anche da un progetto di comunicazione e da una collaborazione con un marchio internazionale, ma sulla Darsena si svolgerà prima di tutto una competizione sportiva.
Messina lo ha sottolineato esplicitamente durante la conferenza: il livello degli atleti deve impedire che l’appuntamento venga percepito semplicemente come un evento promozionale.
La Canottieri Milano corre in casa con una storia iniziata nel 1890
Il cuore tecnico e organizzativo della manifestazione è affidato a Canottieri Milano.
Il club è nato nel 1890 e continua ad allenarsi sulle acque dei Navigli. Per la società milanese disputare una regata di questo livello nelle proprie acque significa quindi collegare l’attività quotidiana a una competizione internazionale.
L’equipaggio di Canottieri Milano sarà composto, come previsto dal regolamento della Rowing Cup, da quattro donne e quattro uomini.
Questa composizione mista vale per tutte le squadre e rappresenta una delle caratteristiche della manifestazione.
La preparazione della gara richiede inoltre un lavoro che prosegue fuori dall’acqua. Durante la conferenza è stato sottolineato il ruolo dei soci, degli atleti e dei volontari che contribuiranno alla gestione dell’evento, un aspetto particolarmente significativo per una società sportiva nella quale l’attività agonistica convive con una forte dimensione associativa.
Per Mauro Messina la Rowing Cup nasce da una passione
C’è poi una componente della storia che una normale presentazione aziendale non avrebbe raccontato.
Alla domanda su quanto questo progetto lo coinvolgesse personalmente, Mauro Messina ha spiegato che il canottaggio appartiene alla sua vita prima ancora che al suo ruolo professionale.

Canottaggio a Milano: Oxford, Cambridge e gli olimpionici si sfidano nella Darsena
«È il mio mondo, io sono cresciuto nel canottaggio», ha raccontato.
Messina continua ancora oggi a gareggiare e proprio questo rende particolare la Rowing Cup dal suo punto di vista. Questa volta non sarà sulla barca.
Organizzare una regata senza poterla disputare è, nelle sue parole, anche «la parte un po’ brutta», perché se potesse scegliere vorrebbe essere in acqua insieme agli altri atleti.
È un dettaglio che cambia anche la lettura del progetto.
L’incontro tra Brooks Brothers e il canottaggio possiede motivazioni legate alla storia del marchio e alla cultura Ivy League, ma la nascita della manifestazione passa anche dalla conoscenza diretta della disciplina da parte di chi l’ha immaginata.
Il canottaggio non è stato quindi scelto semplicemente perché compatibile con un determinato immaginario estetico.
La capsule si basa sullo stile dei rowing club
La moda entra nella storia proprio a questo punto.
Per accompagnare la Rowing Cup, Brooks Brothers ha realizzato con Canottieri Milano una capsule collection di undici capi ispirata all’estetica dei rowing club.
Blazer blu monopetto con bottoni dorati, camicie Oxford, maglieria con scollo a V, polo, felpa, chino, shorts, canotta a righe, baseball cap e cravatta regimental costruiscono un guardaroba che guarda alla vita intorno alla competizione più che all’abbigliamento tecnico utilizzato sulla barca.

Canottaggio a Milano: Oxford, Cambridge e gli olimpionici si sfidano nella Darsena
La relazione con il canottaggio passa anche attraverso il crest sviluppato per il progetto, dove compaiono remi incrociati, riferimenti nautici e il 1890, anno di fondazione di Canottieri Milano.
È importante però mantenere corretto l’ordine degli elementi: prima viene la regata, poi il modo in cui il guardaroba ne interpreta cultura e tradizione.
È questa impostazione a evitare che la Darsena diventi semplicemente lo scenario di lancio di una collezione.
Anche il trofeo racconta il rapporto tra tradizione e tecnologia
La conferenza ha aggiunto un ulteriore elemento al racconto della Rowing Cup: il trofeo.
È stato realizzato dal cantiere Ernesto Riva, realtà del Lago di Como con una storia lunga quasi 260 anni e un rapporto consolidato con le imbarcazioni e il canottaggio.

Canottaggio a Milano: Oxford, Cambridge e gli olimpionici si sfidano nella Darsena
Il premio riproduce la prua di una barca realizzata in legno massello e lavorata artigianalmente. Nel corpo in legno è inserito un elemento ispirato al remo realizzato in fibra di carbonio.
L’incontro tra i due materiali sintetizza la stessa idea che attraversa l’intera manifestazione: utilizzare una tradizione lunga senza trasformarla in qualcosa di immobile.
Lo stesso cantiere metterà inoltre a disposizione un’imbarcazione elettrica per seguire la regata sulla Darsena.
Sabato la Darsena mostrerà il canottaggio da una prospettiva nuova
La Rowing Cup inizierà realmente quando gli otto equipaggi entreranno in acqua sabato pomeriggio.
Fino a quel momento università, istituzioni, marchi e società sportive possono spiegare il significato del progetto. Dalle 15, però, saranno le barche a stabilirne il valore.
Su una distanza di appena 250 metri non ci sarà molto tempo per correggere un errore. Gli otto componenti dovranno trovare immediatamente ritmo, sincronizzazione e velocità.
Ed è probabilmente questo il modo migliore per presentare il canottaggio a Milano a chi ancora non lo conosce: non spiegandolo soltanto, ma mettendolo nel centro della città, abbastanza vicino perché il pubblico possa vedere quanto lavoro collettivo serva per far avanzare una barca nella stessa direzione.






