Calendario Pirelli 2026: Sølve Sundsbø firma un inno agli elementi con un cast da Oskar

 

 




 

 

 

Ci sono progetti che non si limitano a essere fotografati, ma respirano. Il Calendario Pirelli 2026 appartiene a questa categoria. Non solo un’icona della cultura visiva, ma un racconto che si rinnova ogni anno affidandosi allo sguardo di un fotografo capace di trasformare corpi e volti in narrazione universale. Questa volta la responsabilità – e l’onore – è toccata a Sølve Sundsbø, fotografo norvegese trapiantato a Londra, noto per la sua capacità di superare i confini della moda e della tecnologia.
 

Calendario Pirelli 2026: Sølve Sundsbø firma un inno agli elementi con un cast da Oskar

Calendario Pirelli 2026: Sølve Sundsbø

 

Lui stesso l’ha definito “un riconoscimento da meritare ogni giorno”: perché entrare nel pantheon di chi ha firmato il Calendario Pirelli – da Helmut Newton ad Annie Leibovitz – significa confrontarsi con la storia della fotografia contemporanea. Sundsbø ha risposto con un’idea semplice e radicale al tempo stesso: riconnetterci con le nostre origini.

Gli elementi come linguaggio universale

Il Calendario Pirelli 2026 è costruito intorno al tema degli elementi: terra, acqua, aria, fuoco ed etere. Non come mera illustrazione, ma come pretesto poetico per raccontare stati d’animo, passioni e desideri. “Non parlo di terra, vento e acqua in senso letterale” spiega Sundsbø. “Il punto è esplorare il mistero, la curiosità, la libertà che gli esseri umani provano di fronte alla natura.”

È un approccio che richiama i pittori romantici come Caspar David Friedrich, e che trova forma in scatti realizzati tra Londra e New York, con incursioni all’aperto nelle campagne del Norfolk e dell’Essex. Lì, nuvole e tramonti diventano parte della scenografia naturale. In studio, invece, tutto si trasforma: proiezioni di fiamme, foreste ricreate, immersioni nell’acqua.

Il risultato è un Calendario che non è mai didascalico, ma visivamente travolgente: un viaggio tra tecnologia e natura, come se moda e poesia si fossero date appuntamento per creare un immaginario nuovo.

Un cast di donne straordinarie

Se il concept è potente, il cast di modelle scelto per rappresentarlo è altrettanto magnetico. Il Calendario Pirelli 2026 è un racconto al femminile, che unisce cinema, sport, moda e arte. Nessuna giovanissima modella alle prime armi, ma personalità che hanno già scritto pagine di storia.

  • Tilda Swinton, musa assoluta del cinema d’autore, che Sundsbø ha accolto in una foresta magica ricreata in studio.

 

Calendario Pirelli 2026: Sølve Sundsbø firma un inno agli elementi con un cast da Oskar

Calendario Pirelli 2026 Tilda Swinton

 

  • Isabella Rossellini, attrice, ambientalista e icona senza tempo, ritratta in un dialogo intimo con la natura.
  • Venus Williams, leggenda del tennis, che debutta nel Calendario Pirelli con uno scatto che unisce forza ed eleganza.
  • Irina Shayk, protagonista della copertina, volto che sa incarnare l’elemento della bellezza senza tempo.

Accanto a loro compaiono volti che ampliano lo spettro culturale del progetto: FKA twigs, Susie Cave, Luisa Ranieri, Gwendoline Christie, Du Juan, Eva Herzigová e Adria Arjona. Donne di età e background diversi, unite da un filo invisibile: l’autenticità.

Sundsbø racconta di aver voluto fotografare donne che rispettasse profondamente, persone con esperienza e carisma. “È stato come chiedersi: chi inviteresti a cena?” confessa. Ed è proprio questa intimità che rende speciale il Calendario Pirelli 2026.

Emozioni e istinto i focus del progetto

L’elemento centrale del lavoro è la capacità di Sundsbø di trasformare ogni scatto in un’esperienza emotiva. Non un semplice ritratto, ma un dialogo tra fotografo e soggetto.

 

Calendario Pirelli 2026: Sølve Sundsbø firma un inno agli elementi con un cast da Oskar

Calendario Pirelli 2026

 

Per FKA twigs, ad esempio, il set inizialmente pensato è stato modificato dopo un confronto, scegliendo un’ambientazione più terrena: la cantante si è letteralmente rotolata nella sabbia, creando un’immagine spontanea e potente. Eva Herzigová e Susie Cave, invece, sono state immerse nell’acqua, mentre per Venus Williams il fuoco è diventato una proiezione, evitando rischi reali ma mantenendo intatto il potere simbolico.

“Vuoi che quella persona appaia splendida e in armonia con il proprio elemento” ribadisce il fotografo. Ed è questo desiderio di armonia che rende il progetto unico: nessuna imposizione, solo la costruzione di un mondo condiviso.

Un team di fuoriclasse

Dietro ogni grande opera c’è una squadra. Sundsbø ha riunito un team di collaboratori storici e nuovi talenti per dare vita al Calendario Pirelli 2026.

Lo stylist Jerry Stafford, complice di numerosi progetti con Tilda Swinton, ha curato la parte fashion con un approccio visionario. Stevie Stewart ha firmato i costumi, mentre il make-up è stato affidato a nomi come Val Garland e James Kaliardos.

La fotografia si è arricchita grazie al contributo di Benoît Delhomme e Tristan Sheridan, mentre il set design di Robbie Doig ha reso possibili trasformazioni scenografiche sorprendenti. La direzione casting di Piergiorgio Del Moro ha completato un mosaico internazionale di competenze.

Tutti, dalle hairstylist ai direttori della fotografia, hanno condiviso lo stesso obiettivo: creare qualcosa di magico.

Sølve Sundsbø: un visionario tra moda e tecnologia

Per capire il senso di questa edizione, occorre conoscere meglio il fotografo. Sølve Sundsbø, nato in Norvegia nel 1970, ha costruito la sua carriera infrangendo regole e confini.

 

Calendario Pirelli 2026: Sølve Sundsbø firma un inno agli elementi con un cast da Oskar

Calendario Pirelli 2026: Sølve Sundsbø

 

Dai primi esperimenti con lo scanning 3D negli anni ’90 fino ai cataloghi di mostre come Alexander McQueen: Savage Beauty, Sundsbø ha dimostrato che la fotografia di moda può essere laboratorio di innovazione. I suoi scatti sembrano spesso ritoccati digitalmente, anche quando non lo sono, perché il suo talento consiste nel trasformare la realtà in immaginazione.

Ha lavorato per riviste come Vogue Italia, i-D, Numéro e Harper’s Bazaar, e ha ritratto celebrità come Brad Pitt, Zendaya, Cate Blanchett e George Clooney. Il Calendario Pirelli è per lui la sfida definitiva: “È come ricevere un premio, e poi doverlo meritare ogni giorno.”

Calendario Pirelli un’icona culturale che continua a reinventarsi

Dal 1964, il Calendario Pirelli non è solo un oggetto da collezione. È un termometro culturale, un’opera che ha attraversato decenni raccontando cambiamenti estetici e sociali. Dalle modelle degli anni ’80 ai ritratti intimi degli anni 2000, fino alle narrazioni contemporanee, The Cal™ resta una bussola di stile e visione.

 

Calendario Pirelli 2026: Sølve Sundsbø firma un inno agli elementi con un cast da Oskar

Calendario Pirelli 2026

 

Con Sundsbø, l’edizione 2026 aggiunge un capitolo nuovo: un ritorno alle origini, ma filtrato dalla tecnologia e dall’immaginazione. Un progetto che non parla solo di bellezza, ma di emozioni, natura e mistero.

E se sulla copertina Irina Shayk regala lo sguardo magnetico che accompagna ogni uscita del Calendario, all’interno troviamo un coro di donne che incarnano la libertà e la forza. Da Isabella Rossellini a Venus Williams, da Tilda Swinton a nuove muse come Adria Arjona, è un cast che celebra l’esperienza e l’autenticità.

Un viaggio tra arte e identità

Il Calendario Pirelli 2026 firmato da Sølve Sundsbø non è solo un esercizio estetico. È un invito a fermarsi, a guardare, a sentire. A ricordarci che l’arte può ancora sorprenderci, soprattutto quando unisce la magia degli elementi alla forza di donne straordinarie.

Il risultato è un oggetto che non si limita a decorare pareti o uffici, ma che diventa parte del nostro immaginario collettivo. E ancora una volta, Pirelli ci dimostra che The Cal™ è molto più di un calendario: è un simbolo di cultura contemporanea.